Abbazia di San Gerolamo di Quarto - Genova, Liguria - Abbazie & Monasteri
Nel 1378 la Chiesa è duramente scossa dal grande Scisma d’Occidente. A Papa Urbano VI, eletto regolarmente e appoggiato dai Cardinali italiani, i prelati francesi contrappongono l’antipapa Clemente VII. Tra i sostenitori di quest’ultimo vi è anche il Re di Castiglia e Leon, Giovanni I, il quale punisce con l’esilio tutti i sudditi fedeli a Urbano VI. Contrariamente alle disposizioni del sovrano, la congregazione religiosa dei Romiti di San Gerolamo (fondata da Pier Ferdinando Pecha), originaria della diocesi di Valenza, in Spagna, e osservante la regola agostiniana, rifiuta l’obbedienza all’antipapa e preferisce abbandonare la patria. I religiosi spagnoli approdano a Genova e si incontrano con il fratello del loro fondatore, il vescovo Alfonso Pecha, il quale, rinunciato all’episcopato, era entrato a far parte dei Romiti di San Gerolomo ed era stato confessore di Santa Brigida di Svezia. Alfonso e i suoi confratelli si rivolgono a Urbano VI, chiedendo di poter edificare un monastero dedicato a San Gerolamo. Con il “breve” del 5 agosto 1383, il Pontefice concede loro il permesso. Per la somma di mille e cento lire genovesi, I’ 8 dicembre 1383 i Romiti comperano il terreno su cui sarebbe sorto il monastero, cioè la collina di Quarto. Alfonso vi aveva soggiornato nel 1349, in qualità di accompagnatore di Santa Brigida. durante il pellegrinaggio che doveva condurre entrambi a Roma. I religiosi danno subito inizio ai lavori di costruzione del cenobio, che termineranno nel marzo del 1387. La comunità elegge così il suo primo priore, Padre Sancho. Costui però muore molto presto, riducendo la comunità a due soli religiosi, frate Alfonso e frate Innocenzo. Preoccupato del futuro del monastero, il vescovo spagnolo si rivolge alla comunità benedettina di Monte Oliveto, nei pressi di Siena, che accetta di assumersi la responsabilità del cenobio di Quarto e invia alcuni monaci. Nel giugno 1388, durante le celebrazioni del Corpus Domini, sette monaci olivetani, guidati dal priore fra Nicolò da Pisano, danno vita ad una nuova comunità. Nel frattempo Alfonso sì ammala e muore il 19 agosto dello stesso anno. La vita monastica riprende attivamente nel 1389, grazie all’arrivo di altri dodici confratelli. Nei primissimi anni i nuovi monaci avviano lavori di restauro e di ampliamento del monastero. Tappe conclusive sono la consacrazione dell’altar maggiore, nel 1492, e la consacrazione della chiesa, avvenuta neI 1495. Eccezion fatta per gli anni successivi alla rivoluzione francese, ovvero dal 1798 al 1815, i monaci olivetani rimangono a Quarto fino al 1855. Nel 1859 l’Abbazia viene riscattata dalla Cassa ecclesiastica per conto dell’Ospedale di Pammatone ed è adibita a conservatorio per le cosiddette “figlie di casa”. All’inizio del nostro secolo, al posto delle giovani, vengono ospitate le ammalate croniche. Nel 1925 il complesso di San Gerolomo passa quindi in locazione al Piccolo Cottolengo genovese di Don Orione per tre anni. Alla fine degli anni venti prendono inizio gli interventi architettonici, che mirano al recupero del patrimonio storico e artistico dell’Ente ospedaliero, di cui fo parte anche ‘Abbazia di San Gerolamo. I restauri vengono inaugurati con solennità il 28 ottobre 1933.
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