La riserva Marina di Isola Capo Rizzuto - Crotone, Calabria - Itinerari
La bellezza paesaggistica di questi luoghi, la varietà degli ambienti naturalistici e la particolare geomorfologia della costa hanno suscitato l'interesse degli studiosi da moltissimo tempo; nel 1982 queste zone, considerate di notevole interesse ambientale, sono state inserite, tra le ventuno aree protette o riserve da costituire in Italia. La Riserva copre un'area di 14.000 ettari che va da Capo Donato, dopo Capo Colonna, fino all'inizio del golfo di Squillace (il punto preciso è Barco Vercillo). Tutta la fascia della Riserva, sia il litorale che i fondali, sono di estremo interesse naturalistico e ambientale; è compresa nell'unico lembo costiero roccioso di questo tratto di mare che, a Nord e a Sud, per centinaia di chilometri, è rappresentato solo spiagge basse e sabbiose. Questo frammento di costa, rocciosa per uno sviluppo di oltre 40 chilometri e di cui ben 35 interessano la Riserva, si è formato in epoca remota, in seguito a depositi di argille marnose azzurre e dei movimenti tettonici che hanno fatto affiorare interi terrazzamenti rocciosi. Fra i quali bellissimo quello di Soverato, che sostituisce la spiaggia, disteso per centinaia di metri, semisommerso e levigato dall'erosione, paradiso della flora e della fauna di battigia. La costa sfoggia una sorprendente molteplicità di ambienti e conserva intatta la macchia mediterranea la cui estensione maggiore è tra la baia sabbiosa di Capo Rizzuto e Le Castella; è protetta, nell'entroterra, da una estesa e fitta pineta che domina i lentischi, i cespugli di profumato timo capolino, l'erba cristallina, il mirto, il cappero, il tamerice, il cisto, la ginestra e il ginepro, volendo citare solo le varietà che vegetano più numerose. La pineta è mista a cipressi, sostituisce un antico ed esteso bosco di querce da sughero (da qui il nome Soverato) e ospita alcune interessanti specie faunistiche stanziali e migratorie. Le impervie scogliere e le scarpate argillose di alcuni tratti sono ricchissime di una flora spontanea molto varia, una vera e completa collezione botanica. In alcuni punti il litorale è sovrastato da depositi sabbiosi fissati da un flora molto variegata, belle ed interessanti le dune di "Sabbierosse" in località Cannella e di Seleno; le spiagge sono composte da sabbie fini di un singolare colore rosso-arancione, depositate in numerose e deliziose baie, racchiuse da scogliere e poco frequentate. I vincoli di tutela della Riserva certamente valorizzeranno ancora di più questi luoghi, conservandoli intatti sia per lo studioso naturalista sia per l'occasionale visitatore o turista. Sono soprattutto i fondali che fanno della Riserva un ambiente unico dal punto di vista naturalistico, un ambiente da proteggere e conservare nel quale, le estese praterie di Posidonia Oceanica, i banchi madreporici di Cladocora Caespitosa, il Sarago fasciato, l'Euscarus Cretensis ne sono solo un esempio. La varietà dei fondali è ancora più ampia di quella costiera e ancora tutta da studiare, qui i cultori del sea watching avranno infinite opportunità di osservazione, infatti il clima subtropicale mantiene elevata la temperatura dell'acqua favorendo la crescita di una eccezionale molteplicità d'organismi che vi trovano rifugio e nutrimento. Fondali rocciosi, argillosi, sabbiosi, orizzontali e a strapiombo nel blu, sono il ricovero di una fauna e flora ittica che non ha eguali: preziosi luoghi per la riproduzione ed eccellente risorsa economica per la pesca artigianale e per le future iniziative. Notevoli davvero le immense praterie di "Posidonia Oceanica", una vera pianta sommersa che cinge a tutte le profondità la Riserva ossigenandone le acque; ha straordinarie capacità colonizzatrici e di adattamento, perciò riesce ad insediarsi su tutti i tipi di fondali, persino sui relitti. Le specie ittiche che trovano rifugio e cibo nella Riserva sono numerose ed importanti: cernie che si aggirano a volte fino a pochi metri di profondità nelle estese secche davanti al Capo Rizzuto; ricciole, barracuda, tonnetti, lecce e numerosi altri pesci pelagici che vi scoprono luogo ideale per il loro passaggio. Non è raro, nelle gite in barca, essere accompagnati da qualche festoso delfino. Queste secche, alcune di esse erano mitiche isole, hanno causato dall'antichità fino a tempi più recenti, numerosi naufragi, tanto da meritarsi una fama di mare infido; ancora oggi se ne possono osservare i resti: anfore, vasi di terracotta, ancore, relitti e perfino blocchi di marmo si presentano alla vista del subacqueo, senza dimenticare le splendide colonne sommerse a pochi metri dalla battigia di Capo Cimiti. Tutta l'area della riserva è frequentemente spazzata dai venti, soprattutto grecale e tramontana che, prendendo di traverso il promontorio di Capo Rizzuto, assicurano una continua pulizia delle acque le quali, in alcuni punti, assumono il tipico aspetto cristallino dei mari tropicali. Già da alcuni anni il rilevamento operato per stabilire il grado d'inquinamento di questo mare ha dato risultati confortanti impegnando ancora di più, le autorità e la popolazione, allo sviluppo di una coscienza ambientalista tesa alla conservazione e alla salvaguardia di un patrimonio naturale cospicuo e prezioso.
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