I piccoli luoghi della Grande Guerra - Trieste, Friuli-Venezia Giulia - Itinerari
Ancor oggi, percorrendo a piedi o in bicicletta i sentieri carsici o quelli montani, in Friuli si incontrano le trincee e i camminamenti in cui si combattè "per Trento e Trieste" nella Grande Guerra degli anni 1915 - 1918. Arrivando a Trieste in aereo o in autostrada, risultano netti i contorni del Sacrario di Redipuglia, con i suoi centomila caduti e la sua scalinata di pietra. Ma tutta l'area di confine tra l'Italia, la Slovenia e l'Austria può essere considerata un unico territorio museificato, in cui emergono trincee e caverne, cippi e monumenti, sacrari e musei. Lungo tutto l'arco alpino, dal Carso alla Carnia, correva il fronte della Grande Guerra che contrapponeva gli eserciti italiano e austro-ungarico. Qui vogliamo suggerire un itinerario dei luoghi non ricordati, dove si svolsero eventi bellici spesso ignorati ma dove la Grande Guerra ci fu e diede la morte a tanti giovani "perché questo il comando, il giuramento, il premio". A Porto Buso (nella laguna tra Lignano e Grado) il 24 maggio 1915 avvenne il primo bombardamento navale effettuato dal cacciatorpediniere Zeffiro, presso l'allora confine italo-austriaco. Mentre il 3 novembre 1918 al molo San Carlo di Trieste giunse e attraccò il cacciatorpediniere Audace della marina italiana, che trasportava i bersaglieri; da allora quel molo è chiamato con il nome della nave e su una targa: "Approdò a questo molo la nave Audace prima col vessillo d'Italia - 3 novembre 1918". A Cervignano, dov'era posta l'antica dogana fra Regno d'Italia e Impero d'Austria, una lapide reca invece scritto che "all'alba del 24 maggio 1915 qui l'Italia con il primo colpo di cannone preconizzò l'unità della patria". Nella località Visinale del comune di Corno di Rosazzo una stele ricorda che nella notte tra il 23 e il 24 maggio 1915 due guardie di finanza italiane fecero fuoco su alcuni austriaci: quella fucilata è ritenuta la prima da parte italiana nella prima guerra mondiale. A Casoni Solarie in comune di Drenchia, invece, ancor oggi gli alpini commemorano il primo caduto italiano del conflitto mondiale e su un cippo questa scritta: "Qui gli alpini del Cividale caricate le armi balzavano incontro alla morte e alla gloria offrendo sull'are della Patria il primo caduto nella Grande Guerra, Riccardo Di Giusto 24 maggio 1915". Una cruenta battaglia avvenne anche a Mortegliano, dove sulla facciata del municipio una lapide recita: "Qui soldati e cittadini da intrepida fede animati in epico combattimento il 30 ottobre 1917 il nemico irrompente arrestarono". Nel "regio ginnasio liceo" di Udine, la capitale della Guerra, ebbe sede il Comando Supremo di Luigi Cadorna e qui su una lapide "In questa tranquilla sede di classici studi dal giugno 1915 all'ottobre 1917 il Comando supremo vigilò sull'ultima guerra massima e radiosa dell'italico Risorgimento". A Pozzuolo del Friuli, a testimonianza dell'epica carica della cavalleria italiana nel contrastare l'avanzata delle truppe austro -tedesche, si può ammirare un monumento raffigurante un cavallo abbattuto con un cavaliere con la lancia in mano determinato a non arrendersi e un busto del comandate delle brigate di cavalleria di Genova e Novara. Non lontano, in comune di Basiliano, lungo la statale Pontebbana, un cippo riporta che lì "fieramente pugnarono il 29 ottobre 1917 la I^ brigata di cavalleria cavalleggeri del Monferrato e cavalleggeri Roma". Davanti la chiesetta di San Giovanni Battista di Flambro, una lapide riferisce degli aspri combattimenti sostenuti il 31 ottobre 1917 dai granatieri di Sardegna. A Ragogna, su una parete rocciosa all'imboccatura del ponte sul Tagliamento che conduce a Pinzano ancora una lapide: "Onoriamo... Teodoro Moggio e i suoi valorosi che il 1° novembre 1917 impedirono all'avversario di attraversare per molte ore questo ponte salvando la retroguardia" e tante sono, in questa zona, le lapidi poste a testimonianza di quelle giornate: in Val da Ros (Clauzetto) un piccolo cimitero di guerra che raccoglie i caduti italiani e austro-tedeschi negli scontri del 5 e 6 novembre 1917; lungo la strada che conduce a Pielungo una lapide a ricordo di un sottotenente volontario trentino; nei dintorni di Meduno un cippo commemora il sacrificio di reparti del 16° reggimento bersaglieri; una lapide su una casa di Tremonti di Sopra conserva memoria di un tenente caduto negli scontri avvenuti in paese il 6 novembre 1917; nel comune di Spilimbergo, sulla strada fra Tauriano e Istrago, un cippo con la scritta "qui sciabole in mano i Cavalleggeri di Saluzzo caricato il nemico andarono incontro alla morte meritando la gloria e la vittoria"; sul campanile di Tauriano una lapide in marmo ricorda lo stesso episodio. Infine, in località Paradiso di Pocenia un monumento ricorda che qui si sostenne l'ultimo combattimento della Grande Guerra, in cui "ultimi gloriosi caduti - adolescenti di frementi speranze - i più santi e i più belli scagliarono l'anima oltre la morte - ore 15.00 - 4 novembre 1918". Qui ha termine il nostro piccolo viaggio nel "silenzio memore della storia" (Forcella Clautana).
(Foto: Corno di Rosazzo)
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