A zonzo per la Vallée - Valle D'Aosta - Itinerari
Il periodo che vi consigliamo è quello della mezza stagione, così da poter godere appieno di tutte le caratteristiche di questa regione. La Valle d’Aosta è uno stupendo corridoio verde, che scorre quasi rettilineo tra le pareti delle più aspre e affascinanti montagne italiane, fino all’incontro con il Monte Bianco, il più alto massiccio d’Europa. Il nostro itinerario, anche se si arresta alla linea di confine, percorre buona parte di questa conca di velluto, dai ruderi romani di Aosta fino agli alberghi di lusso di Courmayeur e alle antiche case di pietra grigia di Entrèves. Cosa vedere Si parte da Aosta, piacevole città turistica ricca di storia, fiera della sua lingua e della sua autonomia. La generosità di questa terra ci permette di gustare alcune specialità come la fonduta, preparata con il formaggio fontina, tipico della valle, la selvaggina, i vini Torretta, Enfer, Blanc de Morgesx e dolci come le tegole e i brochat. Aosta ci offre poi monumenti come l’Arco d’Augusto, testimonianza romana e simbolo della città; ci si può poi dirigere verso la Collegiata di S. Pietro e S. Orso, dalla spettacolare facciata quattrocentesca fronteggiata da un campanile romanico. Da qui possiamo raggiungere la massiccia Porta Petronia, una delle più imponenti che siano rimaste in Italia. Dalla Porta possiamo vedere i resti del Teatro Romano, che risale a circa duemila anni fa; poco più in là invece si alzano le torri dei Balivi, di Casei e dell’antica Zecca. Da non perdere la Cattedrale e il Foro Romano, che possiamo raggiungere passando per la caratteristica Piazza Chanoux, rallegrata dai portici e dai più affollati caffè. Nella Cattedrale è di grande interesse il tesoro, che custodisce pezzi di eccezionale valore storico e religioso. Puntiamo ora su Courmayeur, che raggiungiamo tramite la SS 26. Courmayeur è la più antica e tra le più celebri località turistiche alpine d’Italia: le sue fortune turistiche risalgono alla metà del ‘600, dapprima legate alla presenza di acque minerali curative e, più tardi, alla nascente passione per l’alpinismo, portata nella valle dagli scalatori inglesi cent’anni dopo. Oggi Courmayer, che giace in una conca ai piedi dell’immensa parete ghiacciata del Monte Bianco, raggiungibile in poco tempo a piedi o in funivia, è una cittadina elegante e mondana, di grande attrattiva turistica e con monumenti storici che non dovrebbero passare inosservati. Tra questi, la Parrocchiale dal bel campanile romanico, riedificata nel 1772, la Chiesa Valdese e la Torre Maloquin, resto di quella che fu una casa-fortezza del Trecento. Sempre percorrendo la SS 26 arriviamo a Entrèves, frazione del comune di Courmayeur e ultimo paese prima del traforo del Monte Bianco. Entrèves sorge in una bella posizione panoramica poco distante dalla confluenza delle due Dore: è un luogo reso caratteristico dalla presenza di una sorgente di acque sulfuree-carbo-clorurate. Luogo, dunque, molto salubre, che possiamo considerare punto di partenza per escursioni a piedi o in mountainbike anche non molto impegnative, lungo la bella Val Ferret. L’abitato non offre grandi monumenti artistici, tranne una tipica casa-fortezza del 1391, costruita dai De Curia Majori, un tempo signori di Courmayeur. Ritornando verso Aosta possiamo, prima di concludere il nostro giro della valle, concederci una facile deviazione, per raggiungere una serie di piccoli paesini dalle caratteristiche uniche. Lasciamo così la SS 26 a Morgex e seguiamo le indicazioni, che sono molte e precise. Iniziamo da La Thuile, rinomato centro di villeggiatura estivo e importante stazione sciistica, con 50 km di piste e una moderna rete di impianti di risalita. La Thuile offre ai suoi visitatori una stupenda, verdissima conca, circondata da boschi con panorami vastissimi sul ghiacciaio del Rutor e sulla costiera rocciosa del Colmet. Assolutamente da non perdere, per chi si trovasse da queste parti verso la fine di Agosto, la Fète des Bergers, con una caratteristica e davvero curiosa battaglia tra le migliori mucche da combattimento della zona. Dopo La Thuile arriviamo a Prè-St-Didier: questo villaggio è una pacifica località termale, posta alla confluenza della Dora di Verney con quella di Courmayer. Le sue acque curative, famose per secoli, furono usate già al tempo dei Romani e nel Medioevo, quando andarci era considerato quasi un pellegrinaggio, per il senso di purificazione che si diceva le sue acque concedessero. Dei monumenti antichi non è rimasta che la Parrocchiale di S. Lorenzo, edificata in stile romanico e il campanile eretto nell’anno Mille. Da Prè-St-Didier è consigliabile la gita all’Orrido omonimo: lo spettacolo delle acque della Dora che si riversano tra le alte, verticali pareti rocciose, con straordinari effetti di colore, è tra i più entusiasmanti che si possano godere. Sempre lungo la strada raggiungiamo Colle S. Carlo dove, dopo il verde smeraldo dei boschi, ci accoglie una vasta piana affacciata sulla valle della Dora di La Thuile. L’altezza - m 1971 - è tale da consentire uno sguardo a tutto tondo verso la Vallata di Courmayer e, soprattutto, del massiccio del Monte Bianco, che si staglia candido e imponente al di sopra della valle. S. Carlo, deviazione tra le più affascinanti da compiere come variante alla SS 26, può avere anche un notevole interesse storico. Infatti, scendendo lungo la strada per La Thuile, si arriva al Campo del Principe Tommaso, dove sono ancora visibili le trincee scavate dai piemontesi nel 1640 e utilizzate di nuovo nel 1796 contro Napoleone. Ultima tappa, prima del nostro rientro a casa, sarà St. Pierre, paese che sorge dove la valle appare più ampia e in vista della stazione sciistica di Pila. Merita una sosta per visitare la Parrocchiale romanica del Duecento (una delle poche che non siano state ricostruite in stile barocco) e il Castello, dall’atmosfera davvero fiabesca: un mastio quadrato con quattro torricelle rotonde ai lati, tetti a punta, mura merlate e pinnacoli. Gli fa da contraltare, poche centinaia di metri dopo, un castello autentico del Trecento, quello di Sarroid de la Tour. Per i buongustai l’occasione è giusta per assaggiare i boudin, salsicciotti a base di sangue di maiale, patate, lardo e spezie, da accompagnare con lo splendido vino locale Torretta.
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