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Festa delle Pasquelle

San Piero In Bagno FC, Italia
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Festa delle Pasquelle a San Piero in Bagno, sabato 5 gennaio 2013.

Dalle ore 20,00 esibizione di cantastorie mascherati, per le vie del paese a partire dalle ore 20 fino a notte inoltrata. I "pasquellanti" intonano stornelli ricchi di satira popolare, ma anche le tradizionali canzoni di Natale. I gruppi si esibiscono nei locali pubblici e nelle abitazioni, e vengono loro offerti cibi e bevande. 

La sera del 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, nelle vie e piazze di Bagno di Romagna e San Piero in Bagno le “Pasquelle” - gruppi in costume e in maschera accompagnati da orchestrine - cantano la nascita di Gesù Bambino ripetendo i canti della tradizione o stornelli satirici sulla vita del paese. 

Fino a notte inoltrata  i gruppi di pasquellanti, provenienti anche dalle frazioni, si esibiscono nelle strade e nei locali pubblici chiedendo offerte, devolute spesso in beneficenza. 

La "Pasquella" è un canto rituale di augurio e prosperità che, nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, gruppi di cantori portano di casa in casa con l’accompagnamento di strumenti musicali. È un “canto di questua”, una tradizione della cultura popolare diffusa un po’ in tutta Italia sotto varie forme e nomi, legata ad alcune date del calendario agricolo: in questo caso il nome deriva dal fatto che l’Epifania o “Befana” è considerata la prima “Pasqua” dell’anno solare, momento di passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo, che nel mondo contadino coincide  con il prospero periodo della lavorazione delle carni del maiale. 

Originariamente la Pasquella veniva portata da gruppi di cantori e musicanti che -  come la Befana o i Re Magi - giravano per campagne e poderi seguendo un preciso rituale. 

Di norma iniziava all'esterno della casa con formule di saluto in rima e la richiesta di entrare per portare allegria; ottenuto il permesso, il canto rievocava immagini e personaggi della Natività, indi passava alla richiesta scherzosa ma incalzante di vino e cibarie,che di solito i padroni di casa non negavano: nel faticoso mondo contadino infatti accogliere il forestiero aveva un valore di positività e speranza.

Il rituale del commiato prevedeva due possibili conclusioni: se l’accoglienza era stata buona e i doni generosi, i pasquellanti porgevano strofe augurali di buon anno e prosperità; invece strofe salaci se l’ospitalità non era ritenuta benevola.

Nel territorio dell’alta valle del Savio la tradizione della Pasquella è rimasta sempre viva, soprattutto nelle campagne, mentre a Bagno di Romagna e San Piero in Bagno ha ripreso vigore dopo il parziale declino negli anni Sessanta.

A Bagno ci sono due gruppi “storici” di pasquellanti, composti ognuno da quindici/venti persone, che interpretano coreograficamente la Pasquella come momento di augurio di pros

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il 5 gennaio 2013

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