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Sagra del Pignoletto Rosso di Levone

Levone TO, Italia
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A Levone 18 novembre 2012 “Sagra del Pignoletto Rosso di Levone”.

Levone è un piccolo paesino canavesano, incastonato tra il verde della collina di Sepegna, propaggine del monte Soglio e la collina “Valle”. Di origine antichissime: sono state trovate parecchie steli funerarie romane e reperti archeologici risalenti all’età della pietra, attualmente conservati nel museo di Cuorgnè.

La popolazione era dedita principalmente all’agricoltura e pastorizia, con alcune attivati artigianali come la cava di calce fonte primaria di reddito per alcuni secoli, sia per la popolazione che per le casse comunali, con documentazioni risalenti al 1300 e la costruzione di oggetti  in terra cotta, ricavate dall’argilla “caolino” presente nella collina “ Valle”. Tra la fine dell’ottocento fino alla metà del novecento, Levone contava oltre 20 attività artigianali dedite alla costruzione e commercio di manufatti in terra cotta.

Levone è altresì famoso anche per essere il “paese delle streghe” e si contende con Triora il triste primato della condanna a morte al rogo di donne perseguitate dall’inquisizione e condannate per atti di stregoneria nel 1400. 

Famoso è il processo alle streghe di Levone da parte dell’inquisizione nel castello di Rivara, con la condanna al rogo di tre donne nel 1474 al “pra quazoglio” nei pressi del torrente Malone, condanna eseguita solo su due presunte streghe, poiche una era riuscita a fuggire dalla prigione.

Nella parte pianeggiante, fino al confine col torrente Malone che divide il territorio dal comune di Barbania, venivano coltivate, assieme al frumento ed al mais per uso zootecnico, anche alcune qualità di meliga da polenta.

La meliga per la polenta, è stato il frutto di selezioni da parte dei contadini, per ottenere un mais dalle qualità organolettiche eccellenti, magari con meno resa nel raccolto ma con qualità molto superiori e si riuscì così a selezionare e produrre come seme da impianto il Pignoletto, l’Ottofile, l’Ostenga ed altre qualità.

Purtroppo, con l’avvento dell’industrializzazione e le colture intensive nell’agricoltura anche nei centri più piccoli, come Levone, hanno fatto si che la tradizione di consumare la polenta andasse man mano scemando, lasciando spazio a più coltivazioni dai mais come alimento per gli animali, ed a tavola, il gusto della vera polenta tradizionale di un tempo ha lasciato spazio alle farine industriali, dai tempi di cottura brevi, dal più facile reperimento, ma dalle caratteristiche organolettiche scadenti.

Dagli anni ottanta in poi, dopo un lungo periodo di ricerca presso quei “vecchi” contadini che coltivavano ancora piccole porzio

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il 18 novembre 2012

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