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Paganico Sabino festeggia la castagna ghianda di Giove

Paganico Sabino
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Nel centro storico di Paganico Sabino si festeggia la castagna “ghianda di Giove” il 4 novembre 2012.

Paganico Sabino, piccolo comune reatino circondato dal Parco Naturale dei Monti Cervia e Navegna, festeggia domenica 4 novembre la 13° edizione della sagra dedicata alla castagna.

Chiusa nel riccio spinoso la castagna ha evocato nel tempo, nella nostra cultura, molteplici figure. Dall’immagine di un Gesù tormentato a  simbolo della Vergine Immacolata Concezione. Nasce infatti tra le spine senza esserne scalfita. Arrostita, bollita in acqua o latte, seccata e macinata come il chicco di grano e la farina impiegata in polente, puree e castagnacci.

La castagna ha avuto nei secoli la stessa valenza del pane. Verrà servita calda e arrostita a tutti i buongustai che il 4 novembre verranno a conoscere Paganico Sabino. Ma la castagna non sarà da sola nel menu a lei dedicato. Pasta fatta in casa, salsiccia, bruschetta, vino e ciambelline fatte dal Forno locale da intingere nel vino arricchiranno infatti la tavola paganichese. 

Paganico Sabino è tra i paesi più antichi della Valle del Turano. L’aspetto del borgo è quello di un “castrum” medioevale; l’ingresso è segnato da due porte che conducono, tramite strettissime viuzze, al cuore del paese nel quale si presume ci sia stata l’Antica Rocca, il luogo porta infatti il suo nome. Alla sommità del paese si trova la chiesa di Santa Maria dell’Annunciazione con l’interessante presenza di un affresco tardo quattrocentesco della Crocifissione. Poco distante dal paese (circa 2,5 Km), nelle vicinanze del fiume Turano si trova la "Pietra scritta": un monumento funerario a forma quadrangolare che la tradizione popolare ha indicato con questo nome. Per entrambi i luoghi sono previste visite guidate.

Per chi invece vuol dedicarsi alla scoperta della castagna può incamminarsi lungo un itinerario, a poco più di 3 km da Collegiove dove  iniziano vari appezzamenti di castagneti da frutto di grandi dimensioni e straordinaria bellezza per l’armonia della forma del fusto e della chioma. Già sul bordo strada e un po’ più internamente, s’incontrano alcuni giganteschi fusti di castagno di circa 300 anni, di cui alcuni tagliati a pochi metri da terra e su cui si affacciano giovani piante. 

Ingresso gratuito. 

 

Veniteci a trovare
il 4 novembre 2012

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