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Presentazione del libro “Bosco ferito” di Angelo La Rosa

Mussomeli Mussomeli CL, Italia
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Sarà presentato anche a Mussomeli l’interessante libro “Bosco ferito” di Angelo La Rosa, che ha realizzato un’autentica inchiesta sul sito minerario di Bosco che, come è noto, tanta inquietudine alimenta nel territorio per i pericolosi rifiuti che potrebbero essere stati interrati nelle sue viscere. L’appuntamento è fissato per il prossimo 4 aprile alle 17, presso la Sala delle adunanze di Palazzo Sgadari. Dopo i saluti del sindaco Salvatore Calà e dell’assessore Enzo Nucera, interverranno Rita La Monica presidente dell’associazione SiciliAntica di Mussomeli, Valerio Cimino giornalista e fotografo; Ivo Cigna presidente provinciale di Legambiente; Salvatore Camilleri dirigente medico dell’U.O. di Gastroenterologia dell’Asp; Luigì Bontà storico del territorio. Concluderà l’autore del libro, Angelo La Rosa di professione geologo. A seguire il dibattito col pubblico. La presentazione del libro sarà insomma, l’occasione di parlare delle miniere di Bosco (ma anche quella di Raineri), indicate dall’Arpa ad alto rischio, ovvero miniere dove negli anni passati potrebbero essere state interrate tonnellate di rifiuti tossici se non addirittura radioattivi. La miniera di Raineri ricade in territorio di Mussomeli ed è distante in linea d’aria pochi km dalla ben più nota miniera Bosco di Serradifalco-San Cataldo. E come è noto, di miniera, in Sicilia, si muore ancora, come dimostrano le alte incidenze tumorali nel territorio. Da decenni le 800 tra miniere e cave siciliane sono state abbandonate, ma di quello che le ecomafie potrebbero avere sepolto là sotto, è buio pesto. Ben vengano quindi libri come questo, per squarciare il velo di silenzio che avvolge le miniere e quello che potrebbe essere sepolto nelle viscere della terra. Basti ricordare che nell’estate del 1990, Gaetano Butera, vigile urbano di Serradifalco, impegnato in alcuni lavori nella sua casa di campagna, s’era insospettito nel vedere un grande andirivieni di camion in direzione della miniera abbandonata di Bosco-Palo. Butera annotò come dai tir venissero scaricati grossi scatoloni di cui poi si perdevano le tracce. Si qualificò e si presentò ad uno degli autisti, un polacco, che gli mostrò un’autorizzazione scaduta, per il trasporto ma non per lo smaltimento di rifiuti speciali ospedalieri. Anche Butera è morto di cancro. E nell’area del Vallone i tumori del sangue son quelli più in crescita: a Gela si arriva a un drammatico +42% rispetto alla media nazionale, ma nel Vallone il dato schizza ad in impressionante +108%.

Veniteci a trovare
il 4 aprile 2014

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