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VAPORE

Teatro Giacosa Ivrea Ivrea TO, Italia
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di
Marco Lodoli

con
GIULIANA LOJODICE
e
ALESSANDRO LUSSIANA

Scene
DANIELA VASSALLO
Costumi
FRANCESCA ARCANGELI
Musiche
GIORGIO LI CALZI
Video
MASSIMO VIOLATO

Regia
OLIVIERO CORBETTA

Si chiede Friedrich Dürrenmatt iniziando il suo racconto La panne: “Esistono ancora storie possibili, storie che valga la pena raccontare?” Marco Lodoli, scrivendo “Vapore” risponde nel migliore dei modi. La sua è davvero una vicenda possibile e raccontarla è più che mai urgente e opportuno.
Vapore è un umile mago illusionista che affronta con leggerezza i difficili anni di piombo. A narrare la sua vita è Maria, che ha condiviso con lui una esistenza lieve e difficile, serena e complicata. Maria racconta la sua storia davanti alla facciata della vecchia casa di campagna dove la coppia ha vissuto, con sempre maggior disincanto, in compagnia del figlio Pietro che ora vive in Canada, lontano dalla madre e da un Paese che ha voluto o, più probabilmente, dovuto lasciare.
La casa da anni è in vendita e la comparsa di Gabriele, un giovane e misterioso agente immobiliare, porrà fine alla lunga attesa. Ma gli acquirenti giusti si faranno avanti solo dopo che Maria avrà terminato di rievocare la sua affascinante e tormentata vicenda.
Nel testo l'autore mescola la leggerezza e il peso di tre vite vissute in un periodo storico particolarmente drammatico.
Racconta Maria: “Non è mai stato facile vivere con Augusto. Predicava la leggerezza, ma attorno a lui si creavano spesso situazioni pesanti da sopportare".
Su tutta la vicenda incombono alcune cruciali domande: cosa può insegnare un padre a un figlio? È sufficiente assicurargli una esistenza lieve e spensierata, sollevandolo così dal dolore di esistere? Può esimersi un genitore dal trasmettergli quel senso della responsabilità che consente una eredità morale e la realizzazione di un avvenire possibile? Vapore rivela di essere, tutto sommato, un padre "evaporato". Uno sbaglio che finirà per cancellare la felicità.

Giuliana Lojodice è Maria. Lo è con convinzione, con appassionato mimetismo. E lo è per straordinaria sensibilità interpretativa. Non è un caso se durante il corso della sua lunga e prestigiosa carriera ha collezionato i riconoscimenti più importanti. Ma soprattutto non è un caso se ha accettato, per la prima volta, di cimentarsi in quello che può essere considerato un monologo femminile. Giuliana sente questo testo, ne avverte l’importanza, ne percepisce il valore sociale, ne condivide l’esperienza emotiva. Giuliana è, come sempre, perfetta. Alessandro Lussiana, al suo fianco, tratteggia con sapienza il giovane e misterioso Gabriele.

Veniteci a trovare
dal 8 al 9 aprile 2014

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