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Per INVISIBILI: IL SUD E' NIENTE di Fabio Mollo (presente in sala)

Cinema Roma via Laudesi 6, Pistoia PT, Italia
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Rassegna cinematografica nata agli albori del Mabuse, ovvero una quindicina di anni fa, con lo scopo di dare spazio a quei film di indubbio interesse cinematografico mal distribuiti nelle sale italiane e non ancora usciti in città. La rassegna viene ripresa ogni volta si crei posto nella programmazione di prima visione dei cinema Globo e Roma di Pistoia.
Buona visione!

Biglietti:
Ingresso unico: 5,50 euro

IL REGISTA SARA' PRESENTE ALLA PROIEZIONE ED INCONTRERA' IL PUBBLICO PRESENTE


venerdì 11 aprile
c/o Cinema Roma - Pistoia
ore 21.30

IL SUD E' NIENTE
di Fabio Mollo

Titolo originale: Il Sud è niente
Nazione: Italia
Anno: 2013
Genere: Drammatico
Durata: 90'
Regia: Fabio Mollo
Sito ufficiale:
Cast: Vinicio Marchioni, Miriam Karlkvist, Valentina Lodovini, Andrea Bellisario, Alessandra Costanzo, Giorgio Musumeci
Produzione: B24 FILM, Madakai
Distribuzione: Cinecittà Luce
Data di uscita: Roma 2013
05 Dicembre 2013 (cinema)

Trama:
Grazia vive a Reggio Calabria con suo padre Cristiano. Aveva 12 anni quando suo fratello maggiore Pietro è emigrato in Germania. Da allora non l’ha mai più rivisto. Qualche tempo dopo suo padre Cristiano le ha detto che Pietro era morto, e da allora non ne ha più riparlato. Oggi Grazia è una ragazza di 17 anni. Vive sullo stretto di Messina con suo padre, che vende pescestocco in una piccola bottega alla periferia di Reggio Calabria. Il corpo di Grazia è cresciuto prendendo sempre più delle sembianze maschili, diventato quasi il corpo di un ragazzo, come a voler riempire quel vuoto che Pietro ha lasciato. Una notte, dopo un litigio con Cristiano, Grazia va in spiaggia. Entra in acqua, e dal fondo nero del mare vede riemergere una figura umana. Grazia crede di riconoscere in questa figura suo fratello. Mentre il fratello esce dall’acqua e sparisce verso la città, come un fantasma, Grazia inizia a pensare che suo padre non le abbia detto tutta la verità e che Pietro sia nascosto da qualche parte, aspettando di essere ritrovato. La stessa notte, Cristiano riceve a casa la visita del capo malavitoso locale, che in modo molto sottile ma eficace, gli chiede di cedergli la bottega e la casa. L’unica cosa che può fare Cristiano è chiedere un po’ di tempo, quanto basta per permettere a sua figlia di fare gli esami di maturità e finire la scuola. Mentre Cristiano cerca di resistere e non chiudere la propria attività, Grazia incontra Carmelo, un ragazzo figlio di giostrai suo coetaneo, che sarà al suo fianco nell’ impossibile ricerca di Pietro e nel percorso che la porterà finalmente a rompere il muro del silenzio con il padre, a scoprire la verità sul fratello e soprattutto la verità su se stessa.

Critica
"II film che viene dal profondo mare di Calabria è uno di quei debutti incompleti ma di cui non si vede l'ora di sapere il seguito. Non della storia, quella di una giovane che patisce l'assenza del fratello, ma del regista Fabio Mollo che ha il 'respiro' per contaminare la cronaca anche banale con una vena surreale. Miriam Karlkvist e Vinicio Marchioni tra sguardi e silenzi tessono una ragnatela di sensazioni che merita attenzione." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 5 dicembre 2013)

"Se dovessimo trovare una formula per descrivere 'Il Sud è niente', dovremmo parlare di realismo magico. Pur avendo una forte connotazione quasi documentaristica (l'ambientazione calabrese, il dialetto, le facce) il film ha un tono fiabesco. Si tratta di un equilibrio sempre difficile da raggiungere, ma l'esordiente Fabio Mollo, 33 anni, lo padroneggia con una sicurezza encomiabile. Siamo di fronte a uno dei migliori esordi italiani degli ultimi anni. La protagonista, anche lei esordiente, si chiama Miriam Karlkvist ed è mezza calabrese e mezza svedese. Vinicio Marchioni e Valentina Lodovini le fanno, sportivamente, da spalle." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 5 dicembre 2013)

"(...) 'Il Sud è niente' porta una nota originale sul terreno del cinema che esplora i guasti, morali oltre che materiali, della criminalità organizzata. L'impianto, concettuale, lo avvicina a 'Salvo' di Piazza e Grassadonia. Un certo realismo magico evoca in tono minore il primo Crialese. Calabrese, buoni studi, molti corti alle spalle, Mollo sa di cosa parla ma inciampa un po' fra i diversi registri (lingua o dialetto, per esempio?), lascia fin troppo sfumato il mondo degli adulti. Ed è così sorvegliato da compromettere qua e là l'emozione. Ai cacciatori di metafore segnaliamo il secondo androgino dell'anno dopo 'Il ritorno di Kaspar Hauser' di Manuli. Curioso." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 5 dicembre 2013)

"Sullo sfondo di 'Il sud è niente', acerbo ma promettente film di esordio di Fabio Mollo, si intuisce l'invasiva presenza della criminalità organizzata, ma è una realtà che leggiamo sul rovescio, nello sguardo ribelle di una giovinezza non rassegnata al male, all'omertà, alla menzogna." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa', 5 dicembre 2013)

"La costa dell'altrove è così vicina da Reggio Calabria, così facilmente raggiungibile che basterebbe un balzo per compiere un salto anche mentale. E in questo film d'esordio è la prospettiva giusta per raccontare non solo il conflitto tra crescita e cambiamento, quando tutto porterebbe alla paralisi e una situazione di stallo ormai epocale. Il frammento di vita che si sviluppa nel film è ambientato alla periferia di Reggio, al quartiere Gebbione e il regista Fabio Mollo, dice di voler raccontare anche un'altra periferia, non solo sociale ma umana, quella di Grazia intrappolata nella sua adolescenza androgina e chiusa in se stessa. Suo fratello è scomparso, si sono tenuti anche i funerali, ma lei è convinta di vederlo, ora nell'acqua, ora nell'oscurità. «Il sud è nulla» significa che così vogliono che sia, proprio quello che ha appena raccontato Cecilia Mangini nel suo viaggio: «il sud volevano solo cancellarlo». Il regista per far risaltare quella cancellazione comincia con il limitare al massimo la comunicazione verbale che è un modo per evidenziarla ancora di più, ma non è facile come si pensa, sono tanti i sottintesi da trasmettere. Al sud e non solo in Calabria, il sottinteso è la lingua comune perché «se le cose non le dici non ti possono far male». La criminalità comunica perfettamente anche senza parole, l'omertà è il linguaggio sociale, la famiglia sa comunicare con i detti degli antichi e capire al volo i figli muti. Perfino i morti con le apparizioni in sogno fanno sapere qualcosa. (...) Il film è stato selezionato al festival di Toronto (è stato poi in programma ad Alice al festival di Roma), sorprendente esordio per compattezza di stile, a cui danno risalto le interpretazioni di Miriam Karlkvist e Vinicio Marchioni, la fotografia di Debora Vrizzi (ha fatto anche la fotografia di 'Parole povere', il film di Francesca Archibugi sul poeta Pierluigi Cappello) in perfetta sintonia onirica con gli intenti del regista. Fabio Mollo (classe 1980) ha studiato in Inghilterra, poi al Centro Sperimentale, ha realizzato corti tra cui 'Giganti', selezionato a Berlino e vincitore di numerosi premi. Il film è stato prodotto dai francesi Sebastien Msika e Jean-Denis Le Dinahet anche lui allievo del Centro Sperimentale." (Silvana Silvestri, 'Il Manifesto', 5 dicembre 2013)

"Lo scenario è quello di Reggio Calabria e il film (debutto nel lungometraggio del calabrese Fabio Mollo) è un curioso tentativo di fare denuncia sull'immobilismo omertoso del nostro Sud attraverso le suggestioni di un linguaggio e di atmosfere magiche. Apprezzabile, ma davvero si fatica a seguire e i misteri restano tutti appesi. Perché non c'è una madre, che fine ha fatto? Chi è il personaggio di Valentina Lodovini che si suppone teneramente legata a Cristiano clandestinamente? Che cosa è successo al fratello maggiore di Grazia? E perché Cristiano è costretto a cedere la sua attività commerciale e la casa ai malavitosi?" (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 5 dicembre 2013)

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il 11 aprile 2014

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