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Concerto di Kristian Bezuidenhout

Monfalcone GO, Italia
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La stagione musicale del Teatro Comunale di Monfalcone prosegue, venerdì 14 dicembre alle ore 20.45, con il concerto dello straordinario Kristian Bezuidenhout, artista di fama internazionale di scena alla Wigmore Hall di Londra come alla Carnegie Hall di New York, al Festival di Salisburgo come a quello di Lucerna, che vanta fra le sue collaborazioni artisti del calibro di Hogwood, Mullova e Brüggen.

Bezuidenhout, che sta incidendo per Harmonia Mundi l’integrale delle Sonate di Mozart, ne esegue quattro a Monfalcone (fra cui la Sonata K 331 con il celeberrimo Rondò “Alla turca”) al fortepiano, lo strumento con il quale vinse a 21 anni il Concorso Internazionale di Bruges.

Ad aprire il concerto è la Sonata n. 7 in do maggiore K 309, una pagina che nasce dall’improvvisazione, frutto di una serie di appunti di viaggio stilati prima dell’arrivo a Mannheim e qui riformulati. La scrittura ampia e formalmente ricchissima, pervasa da accenti magniloquenti, rivela l’intenzione di Mozart di mettere alla prova i propri strumenti per affrontare con adeguata padronanza il “pellegrinaggio artistico” da poco iniziato. 

È quindi la volta della Sonata n. 8 in la minore K 310, fra le più celebri del catalogo mozartiano, che si staglia sulle altre sonate per l’aggressività espressiva, l’inquietudine e la disperazione. La Sonata è detta anche “La Parigina”, in riferimento al periodo della sua scrittura, quando Mozart, da poco giunto nella capitale francese, è costretto ad affrontare la morte della madre. Gestisce infatti il suo dolore, acuito dalla solitudine e dall’atmosfera ostile della città, con sensibilità e forza sorprendenti: forse anche per questo, tanta violenza emotiva scorre in questa pagina, che ha pochi paragoni per grandezza e densità nel repertorio sonatistico di Mozart e dell’epoca.

La Sonata n. 15 in do maggiore K 545 risale al 1788 ed è Mozart stesso a definirla “piccola sonata per dilettanti"; concepita, infatti, come opera a scopo didattico, è una pagina lineare e serena, la cui esecuzione sfila – rigorosamente sui tasti bianchi della tonalità di do maggiore – fra diversi “esercizi”.

Chiude il concerto monfalconese la Sonata n. 11 in la maggiore K 331, pagina eccentrica e complessa, resa immortale dal celeberrimo Rondò “Alla turca”. È infatti un piccolo capolavoro la cosiddetta “Marcia Turca”, che esce dal manierismo delle turcherie per l’altissima raffinatezza della scrittura ritmica e per l’incisività dei timbri, nuovi e accattivanti. Esotismo, luminosità e gioiosa intimità convivono con parentesi grottesche e taglienti e, anche per questo, garantiscono un enorme e contraddittorio fascino all’intera S

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il 14 dicembre 2012

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0481 494 352

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