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IL MONDO DEL RAGA - concerto di musica classica indiana

Teatro Verde Roma, Italia
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SAZED UL ALAM (sitar) RASHMI BHATT (tabla)

"Ciò che colora lo spirito è il Raga"
LA MUSICA CLASSICA INDIANA

La Musica Classica Indiana ha le sue radici negli antichi testi Vedici e risale a circa il 2000 a.C.
La musica è a carattere quasi-modale, fondata essenzialmente sulla melodia sviluppata attraverso un motivo particolare chiamato Raga, termine sanscrito difficilmente traducibile perché può corrispondere a diverse interpretazioni.
L’antica definizione di Raga, in sanscrito, è “Ciò che colora lo spirito è un Raga”.
Ogni Raga, (se ne contano a centinaia) ha una scala musicale formata da un certo numero di note ascendenti e discendenti che vengono utilizzate in un determinato ordine – note di partenza, nota finale, fondamentale e così via – lasciando nello stesso tempo all’interprete una libertà molto simile a quella del compositore.
Ogni Raga è l’espressione di un sentimento e di uno stato d’animo – gioia, tristezza, amore, serenità, azione – legato ai diversi movimenti della giornata o delle stagioni – la primavera, l’alba, la notte, il pomeriggio, la pioggia, il vento…
Nel sistema musicale indiano sono usati intervalli di tono minori del semitono usato nella Musica Occidentale, e questi microtoni contribuiscono ad arricchire la melodia con raffinati ornamenti ai quali l’orecchio occidentale non è abituato.
L’esecuzione del pezzo è strutturato in questa maniera: nel corso di un preludio lento e meditativo, chiamato “Alap”, si crea un progressivo “ricercare” che sviluppa progressivamente la “sensibilizzazione” della carica emotiva, del sentimento espresso dal Raga scelto.
Poi segue la composizione ritmica. “Gat”, una melodia ripetitiva incorniciata da un precisissimo ciclo ritmico che fa risaltare l’improvvisazione dei musicisti.
Il “Gat” è caratterizzato da un costante crescendo che trasporta tanto i musicisti quanto il pubblico alla “Jhata”, l’ultimo movimento, l’estasi finale.
La Musica Indiana rivela in maniera eccezionale la ricerca dell’uomo nei suoi sentimenti più profondi, e il suo rapporto con la natura che lo circonda.
Il maestro Ravi Shankar dice: “Attraverso le ricche melodie della nostra musica è possibile esprimere ogni sottile sfumatura dell’essenza umana e della natura”.
(Rashmi Bhatt)

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Breve biografia del sitarista SAZED UL ALAM

Nato e cresciuto in Bangladesh, in ambiente permeato di musica classica indiana, Sazed lascia il suo paese nel 1980 e si trasferisce in Danimarca per i suoi studi artistici, poi all'Università svedese di Uppsala nella Facoltà di Antropologia e Etnomusicologia. Profondamente ispirato dalla musica indiana va a Benares per studiare il sitar sotto la guida di Raj Bhan Singh. Prende anche lezioni di tabla da Neeraj Kumar di Allahâbâd. Nel 1984 va in Olanda dove studia la musica indiana con Ustad Jamal Udin Bhartiya e suo figlio Roshan Jamal. Si appassiona con sempre maggior devozione al sitar e alle composizioni di Ustad Vilayet Khan. Nel 1987-1988 studia musica a Calcutta e Mumbai con i musicisti di vina Ashit Banerjee, di santoor Dulal Roy e di tabla Anil Shaha. Nel 1989 ottiene il diploma di musica classica indiana e frequenta l'Università di Mumbai. L'anno dopo, nel 1990, va all'Università di Khairagar, nell'India centrale, sotto la guida dell'acharya Sri Bimalendu Mukherjee, padre di uno dei maggiori sitaristi dell'India, Budhaditya. La guida di Sri Bimalendu Mukherjee è per la sua carriera un punto di svolta: il suo guru non soltanto gli insegna a suonare il sitar, ma lo introduce al complesso mondo del Raga e a molti altri importanti aspetti della vita.

Sazed ha suonato con numerosi artisti e gruppi di diverso stile musicale e tutti di rilievo mondiale, dal gruppo reggae danese Mowi Wowi fino alla musica brasiliana di Nana Vasconcelos, Egberto Gismonti, Milton Nacimiento, Gilberto Gil e Baden Powel e Berimbau in Svezia. Ha suonato inoltre con il musicista venezuelano Marlon, il sitarista indiano Raj Bahn Shing, e il percussionista indiano di tabla Neeraj Kumar, Lars Linnel (basso, svedese), Igor Kneiz (chitarra, iugoslavo) e Ekke Björk (basso clarinetto, svedese), ha formato un gruppo indo-jazz chiamato SANGAM. Con l'aiuto del produttore e compositore Christin Lindqvist, Sazed e i suoi colleghi hanno inciso il loro primo cd “Raga Marwa”, uscito nel 1993, a cui hanno fatto seguito “Prem” e “Basana”, incisi con l'aiuto del suo vecchio amico Hákan.
Sazed ha suonato inoltre con l'indiano Baul Biswanath e il musicista di sax svedese Johnny Vartel.
Ha anche fondato il trio “Secret Journey” con se stesso al sitar e alle percussioni, Anatholi Bulkin alla chitarra e Marlon Tapedino alle percussioni, creando così un evento globale con musicisti provenienti dal Camerun, dall'India, dall'Inghilterra e dalla Svezia.
E' uno dei migliori sitaristi in Europa.
Oggi vive in Spagna dove insegna e continua a girare tutto il mondo con il suo SITAR.

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Breve biografia del percussionista RASHMI V. BHATT (tabla)

Nato in India, Rashmi V. Bhatt è cresciuto a Pondicherry, in un ambiente permeato di danza, teatro e musica indiana: studia l'arte del Tabla, ovvero le tipiche percussioni dell'India, sotto la guida del Maestro Sree Torun Banerjee. Giunto in Europa, viene invitato a tenere numerosi concerti in Francia, Svizzera, Germania, Danimarca, Svezia, Spagna e Italia con maestri come KRISHNA BHATT, S. SHANKAR, DEBIPRASAD GHOSH, Pandit CHAURASIA, Pandit ARVIND PARIKH, Ustad Mohammad Eqbal e Majid Darakhshani. Affascinato dalle possibilità della sperimentazione e fusione tra le varie etnie e i loro linguaggi musicali, collabora con musicisti come il keniota Ayub Okda, il trombettista tedesco Marcus Stockhausen, il famoso cantante pakistano Nusrat Fateh Ali Khan e il chitarrista e produttore canadese Michael Brook. Di recente, è stato in Africa in tournée con Gabin Dabiré e successivamente in tournée con la cantante Pop SHAKIRA. Negli ultimi anni, la sua ricerca si è soprattutto orientata verso la scoperta di diverse culture: da qui svariati progetti con musicisti originari di paesi come il Marocco, l'Iran, l'Afghanistan il Mali, la Siria, il Brasile. È stato ospite al prestigioso Festival di WOMEX dell’ ottobre del 2010, a Copenaghen.
Viene spesso invitato a tenere conferenze con dimostrazione sull’antico sistema della Musica Classica indiana e sulla Storia della Musica dell’India nei Conservatori. Svolge regolarmente interventi didattici nelle Scuole italiane, spagnole e francesi nel quadro di INTERCULTURA, anche su tematiche relative all’ Arte e alla Società nell’India moderna. Collabora con le Ambasciate indiane in tutta Europa.
Da dieci anni, è Direttore Artistico del WORLD RHYTHM FESTIVAL a Perugia. Risiede e insegna le Percussioni a Roma.

Veniteci a trovare
il 15 aprile 2014

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