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“IL RANCORE SOTTO PELLE” MUSICA E POESIE DI MARIO I

Navel Foro Giulio Cesare 13, Cividale del Friuli UD, Italia
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Mario Iob Cantante e Poeta, nasce a Udine nel 1972. Noto per l’intensa voce baritonale e per la rabbia che fa esplodere sul palco con la sua band, Dead Poets Society, cattura e ammalia grazie al suo carisma e al modo di interagire con il pubblico, tenendo il palco con il giusto spirito di chi incarna la forza e l’adrenalina del Rock. Ma è nei suoi set acustici, affinati in un tour di un mese e mezzo in California, tra settembre e ottobre del 2013, passando da San Francisco, Los Angeles, Fresno, Newport e San Diego e con l’incontro e collaborazione di musicisti e cantanti statunitensi, che si scopre un talento enorme, un intensità vocale che emoziona con disarmante profondità che sfocia in uno stile molto personale che si esprime con passione, forte senso melodico e ritmico, dando spazio a un repertorio che mette in luce tutta la sua sensibilità al suo spirito profondo, ai suoi lati sporchi e puliti, alle sue luci e alle sue ombre. Ascoltarlo non è solo un viaggio “fisico” attraverso ciò che si ascolta, ma un viaggio dentro l’animo della canzone. Propone inediti e cover di hit famose a brani più ricercati spesso dimenticati da molti, totalmente rivisitati. Trovano spazio canzoni dei Pearl Jam, Johnny Cash, U2, Metallica, Depeche Mode, Alice in Chains e molti altri. “Nota di AngelDevil, direttore di Rock Rebel Magazine”.
..........
«Dovevamo Iob e io parlare di carne suicida, e di
anime fragili, forse già salve o forse no, e di un Dio, quello suo e un
poco anche quello mio, cosí distante, cosí assente ai dolori delle ossa,
alla tensione dei nervi, allo scorrere del sangue, allo sfinirsi della
pelle, nostra. Era una serata tra uno che scrive, io, e uno che canta,
lui. E tutto andò dove le parole non avevano divisioni né limiti.
Letteratura, musica, poesia, rock, capimmo che per noi era la medesima
cosa: l’urlo verso quel cielo invernale. La serata finì in osteria, come
si conviene ai poveri diavoli. Lí, tra quei tavoli, occhi negli occhi,
vino nel vino, capii che Iob è prima di tutto un poeta. Prima dei lunghi
capelli è poeta. Prima dei tatuaggi è poeta. Prima della voce profonda è
poeta. Prima del suo corpo è poeta. Perché è poeta nell’anima. Mi parlò
dei suoi versi e della sua musica, con lo stesso affetto con cui si
parla dei figli. E capii che per lui non vi era divisione alcuna tra
suono e parole. Per lui è tutta la stessa Vita. E così a distanza di
qualche settimana da quella notte, sono qui che tengo nelle mani la sua
prima raccolta poetica. E la poesia non si spiega. Perché la poesia si
legge e vi fa propria. O niente. La musica di Iob fa nascere visioni. La
poesia di Iob fa nascere anch’essa visioni. Le stesse di cui ho già
scritto. E quindi voglio, desidero, devo, ripetermi. Perché così è, come si legge in un testo :

“E così sia Libertà. Libertà che diviene casa.
Libertà che inizia al principio del Nulla. E così sia. Pace”.

così scrive nella prefazione Massimiliano Santarossa.

Veniteci a trovare
il 4 aprile 2014

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