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Visita alla Corte degli Angioni e Aragonesi e Chiesa dell'Incoronata

Napoli, Italia
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La visita avrà inizio dal Maschio Angioino, la cui costruzione iniziò nel 1279 sotto il regno di Carlo I d'Angiò, su progetto dell'architetto francese Pierre de Chaule. Chiamato anche "Castrum Novum" per distinguerlo da quelli più antichi dell'Ovo e Capuano, durante il regno di Roberto d'Angiò divenne un centro di cultura dove soggiornarono artisti, medici e letterati fra cui Giotto, Petrarca e Boccaccio.

Con gli Aragonesi si assiste al passaggio dal medioevale castello-palazzo alla fortezza di età moderna, adeguata alle nuove esigenze belliche e la zona intorno al Castello perse il carattere residenziale che aveva con gli Angioini. Oltre alla visita degli esterni, con il grandioso Arco di Trionfo costruito in età aragonese per celebrare l’ingresso trionfante di Alfonso I nella città, sarà possibile visitare la Sala dei Baroni e il Museo Civico, che si articola tra la Sala dell'Armeria, la Cappella Palatina o di Santa Barbara, il primo ed il secondo piano della cortina meridionale.

La visita riguarderà anche l’area archeologica: durante alcuni lavori di restauro del cortile del castello, sono stati rinvenuti importanti reperti archeologici di epoca romana, del I secolo a.C. e del V secolo, oggi visitabili grazie ad un pavimento in vetro trasparente sotto al quale sono conservati i resti. Oltre a resti di una villa suburbana sono state rinvenute diverse decine di sepolture, risalenti sempre all'epoca romana. L’itinerario proseguirà alla chiesa di Santa Maria Incoronata. Edificata nel 1364, è ubicata sull'attuale via Medina ma risulta interrata rispetto al piano stradale in quanto, in epoca posteriore, l'area fu colmata, per volere di Carlo V, da sterri utilizzati per sistemare il fossato di Castel Nuovo. Il tempio era destinato ad ospitare una preziosa reliquia, una spina della corona di Cristo, che la sovrana Giovanna I d’Angiò aveva richiesto espressamente in dono dal re di Francia, raffigurata nel portale d'ingresso.

L’edificazione di questa particolare "cappella palatina" esterna al Castello, subito dopo la morte del marito della Regina, doveva avere la funzione di rivendicare davanti al popolo napoletano la legittima sovranità di Giovanna. Riaperta al culto nel XVIII secolo, dopo un periodo di totale abbandono, ha subito una serie lunghissima di restauri. Frammenti di affreschi trecenteschi attribuiti a Roberto Oderisi sono visibili nella prima campata, così come le pitture presenti nelle lunette, gravemente danneggiate. In fondo, a sinistra dell'altare maggiore settecentesco, vi è la Cappella del Crocifisso, un tempo affrescata con opere di inizio quattrocento i cui frammenti sono esposti nella navata maggiore, attribuiti ad un ignoto pittore di origine marchigiana. Sulle volte della cappella sono dipinte le Storie della Vergine, della stessa mano.

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il 19 gennaio 2013

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cultura@sitireali.it

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