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A teatro, Galileo

Acilia
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Al Teatro Due dal 15 al 17 gennaio 2013 "GALILEO" testo, regia e scene Daniela Nicosia, con Solimano Pontarollo e Piera Ardessi, una produzione Tib Teatro.

Un testo vibrante, che prende spunto da differenti scritti galileiani, e trasfonde l’emozione profonda dell’uomo laddove si palesa attraverso il suo pensiero più intimo.

Una sorta di Galileo privato, che rivisita la vicenda umana del grande filosofo della natura, come lui stesso amava definirsi, attraverso la relazione con quattro donne della sua vita: la madre Giulia Ammannati, la figlia Suor Maria Celeste, l’amante Marina Gamba, e la governate che gli resterà accanto fino alla fine.

Una ricerca, quella di Galileo che, attraverso un nuovo metodo di indagine, svela, smaschera presupposti, traccia nuove traiettorie per l’umanità, coinvolgendo ambiti diversi quali la scienza, la filosofia, la teologia.

Dietro c’è l’uomo, con i suoi dubbi, le sue paure, le sue meschinità, “quelle piccole cose di cui è fatta la vita”.

Note dell’autrice e regista:           

“Nel mio Galileo, ho scelto di raccontare l’uomo. Di rileggerne la vita solo accennando alla vicenda scientifica o meglio politica che lo condusse al processo, alla condanna e all’abiura. Brecht, di cui conservo nel testo una breve citazione, ne ha scritto come meglio non si può.

Eppure, nel caso di Galilei, scienza e vita si intersecano e si mescolano in quella sua fede nell’uomo, creatura in cui egli rintraccia Dio, un Dio presente nella materia e la cui esistenza è resa palese dall’intelligenza e dal pensiero di cui ci ha fatto dono.

Mi ha commosso la sua umana vulnerabilità, il suo voler mettere ogni cosa a posto, seppur goffamente, nel suo privato, il suo disinvolto rapporto col denaro, la sua generosità istintiva, il piacere del dubbio, il piacere di porsi sempre nuove domande, di non accontentarsi, il piacere per il sapere.

Mi ha commosso la sua fiducia bambina negli altri, la sua caparbietà, l’ostinazione nel perseguire le sue idee, la rinuncia apparente a se stesso, che è perdita e vittoria insieme.

Galileo ha vinto e ha perseguito sempre il suo scopo che poi era anche il suo piacere. Il sensuale piacere del pensiero,così  vivo in lui, come il piacere dei sensi. Egli sembra dirci «non c’è scissione tra spirito e materia» e, in ciò, è ancora profondamente rivoluzionario.

Veniteci a trovare
dal 15 al 17 gennaio 2013

Info

teatrodueroma@libero.it

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