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Test di AMMISSIONE UNIVERSITARIO? anche NO

University of Florence Via Delle pandette, Firenze, Italia
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--> Anche tu credi che i test di ammissione siano inutili?
LEGGI UN PO' QUI :

Scarica la lettera che Paola Pancini ha scritto al nostro premier Matteo Renzi in merito:

http://bit.ly/1hPGVde

oppure leggila direttamente qui.

[ CONDIVIDI L'EVENTO ED INVIACI IL TUO PENSIERO]

Carissimo Matteo,
mi permetto di sottoporre alla tua attenzione una mia breve riflessione, con la quale sono certa di interpretare il profondo disagio, che, ormai a livello nazionale, sembra pervadere l’opinione pubblica nei riguardi dei tanto discussi test d’ingresso alle facoltà universitarie a numero chiuso.
Tale modalità di ammissione ad una serie sempre più crescente di corsi di laurea, divenuta a questo punto un’inquietante realtà, con la quale tantissimi nostri ragazzi non ancora diplomati ( si parla del mese di aprile per sostenere il test…. proprio nel corso dell’anno dell’esame di Stato!!!!!!!!!!!!!) devono confrontarsi, appare in netto contrasto con l’articolo 34, comma 3 della Costituzione della Repubblica Italiana, che, come è ben noto, recita: “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
Possiamo seriamente credere che le modalità di accesso alle diverse facoltà, così come sono state concepite, e come ogni anno somministrate, siano in grado di determinare “i capaci e i meritevoli” e, soprattutto, di verificare le effettive attitudini lavorative dei candidati, per i differenti sbocchi professionali che ogni corso di laurea si prefigge? Credo davvero che pecchiamo di puerilità, o, peggio ancora di superficialità e di negligenza, se riteniamo di dover affidare la valutazione di dati così importanti per le future generazioni ad un quiz a risposta multipla.
Non dimentichiamoci, d’altra parte, che attorno all’organizzazione degli esami di accesso alle differenti facoltà universitarie, prima tra tutte Medicina e Chirurgia, è nato e cresciuto, ormai da alcuni anni, un fiorente mercato di ripetizioni private e di corsi di preparazione, che si propone, dietro il pagamento di lauti compensi, di esercitare i candidati a sostenere i test d’ingresso; in effetti, è ben risaputo che la maggior parte degli studenti che riesce ad entrare nei sospirati corsi di laurea, ha seguito, magari al prezzo di grossi sacrifici economici ( per Firenze e zone limitrofe si di un range da € 1.600,00 a 3.000,00) un costoso percorso di allenamento. Tutto questo è davvero in stretto accordo con la norma sopra citata, secondo la quale tutti coloro che sono capaci e meritevoli, “anche se privi di mezzi”, hanno diritto ad un’ istruzione superiore!!
Inoltre, emerge in modo assai evidente che tali test d’ingresso, assegnati a livello nazionale, non riescono affatto a tenere conto dei diversi livelli di preparazione degli studenti, conseguenti ai differenti percorsi di studio, che, invece, dovrebbe essere un dato primario nell’analisi dei prerequisiti per l’accesso alle facoltà universitarie. Del resto, è ben risaputo, come d’altra parte è inevitabile che sia, che i numerosi indirizzi di studi superiori portano a conseguire conoscenze e competenze profondamente dissimili tra loro per natura e qualità, e che anche coloro che provengono da uno stesso curriculum scolastico mostrano un bagaglio culturale e attitudinale dai tratti decisamente discordanti (figurarsi questo accade anche nell’ambito di percorsi identici ma in contesti regionali diversi!!!!!!!!!!!!)
Nel caso in cui, poi, un ragazzo riesca ad accedere al tanto ambito corso di laurea, ecco che spesso gli si presenta davanti un nuovo inconveniente, che per alcuni si può rivelare una vera e propria difficoltà: la sede universitaria. Infatti, a causa del meccanismo dei test d’ingresso, che non esiterei a definire “perverso”, un gran numero di studenti è costretto a compiere i suoi studi universitari non nella sede che più gli è congeniale o più opportuna in relazione al suo luogo di residenza, ma laddove il punteggio da lui conseguito lo ha destinato. Tutto questo comporta che molti allievi siano costretti frequentare le lezioni come dei fuori sede, con un notevole aggravio di spese per le famiglie di provenienza, che spesso, specialmente nella presente congiuntura economica, a stento possono permettere ai loro figli di conseguire una formazione universitaria. Non dimentichiamo, altresì, che questa incresciosa situazione è in palese conflitto con il principio giuridico delle pari opportunità, di cui coloro che ci governano fanno spesso ampia menzione, ma che di fatto poi trascurano di far rispettare nelle più diverse circostanze della quotidianità.
Sono pertanto convinta dell’opportunità di sopprimere una volta per sempre questi vergognosi test d’ingresso alle facoltà universitarie a numero chiuso e di permettere a tutti coloro che lo desiderano di accedere ai corsi di laurea sentiti come maggiormente consoni alle aspirazioni di ognuno; questo, certamente, non significa che chiunque possa frequentare senza alcun profitto un corso di studi, togliendo spazio e preziose risorse a quelli studenti, che con amore e passione procedono nel loro percorso. E’ indispensabile, fin dal primo anno di studi, garantire la permanenza solamente a coloro che mostrino di tenere un adeguato iter universitario, tramite il superamento di un ben definito numero di esami e di una minima media di voti. Disce aut discede, “impara o vattene”, recita un vecchio adagio latino, ancora oggi il motto della prestigiosa King’s School di Rochester, in Gran Bretagna, la seconda scuola più antica del mondo, fondata nel lontano 606 d. C. Questo sì che è il giusto metodo per individuare “i capaci e i meritevoli”, per valutare le reali attitudini di uno studente ad un certo percorso di studi e ai suoi sbocchi professionali!
Ringraziandoti della premura con cui, sono certa, vorrai leggere questa “concisa” considerazione da parte di una persona che da tanti anni ormai si dedica con sincero entusiasmo al modo della scuola e dell’istruzione, ti invio i miei più cordiali saluti ed il mio rinnovato sostegno al tuo grande impegno che tanto infervora i nostri animi e quelli dei ragazzi!.

Paola Pancini

aiutaci a condividere questa lettera.

Veniteci a trovare
il 9 aprile 2014

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