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JUNKYARD FESTIVAL

Spazio 211 via Francesco Cigna 211, Torino, Italia
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START ORE 7 PM

DALLE 7 PM ALLE 9 PM INGRESSO CON APERITIVO CURATO DA MEALF e DJ SET EXOTICA by mr Cigarette butt 10 EURO (chi desidera partecipare mandi una mail a soulvixxxen at gmail.com , giusto per capire quanti siamo :))

DALLE 9 PM INGRESSO 5 EURO

INIZIO LIVE ORE 10 PM
A SEGUIRE DJ SET BY
KLAUS KISS KISS
PAULA HORROR
FRED PAR KRAAT

J.C. SATAN (hell death garage on teenage menopause records)
Tornano i J.C. Satàn con un disco di rock grasso e pastoso come l’inquietante olio su tela che hanno scelto come copertina di questo “Faraway Land“, terza prova sulla lunga distanza della band di Bordeaux. Il loro impasto di garage rock, psichedelia e freak punk poggia sulle solide basi di un fuzz crepitante e corposo, che dona alle canzoni un surplus di potenza da cui la band sembra estrarre con mefistofelica violenza i propri pezzi. L’inquietante e quasi sabbathiano incipit di Land, il pezzo che apre il disco, preannuncia un album che rispetto al precedente “Hell Death Samba” concede meno spazi alla pacatezza e spinge le manopole del volume e della distorsione al massimo, anche quando vorrebbe essere rilassato e più introspettivo: i pezzi serpeggiano al di sotto di uno strato limaccioso di suono, tra chitarre gonfie e una sezione ritmica che squarcia il muro del suono. La cosa bella dei J.C. Satàn è la loro capacità di recuperare materiale e idee provenienti dal passato (il garage, il punk, la psichedelia barrettiana e, perché no, beatlesiana, ma anche il noise e certa no-wave) senza la minima attitudine retrò o revivalistica: nonostante le influenze riescono a suonare contemporanei e soprattutto consci del loro sound. E in questi tempi di costante e continuo revival di tutto, per cui non si è nessuno se non si assomiglia a qualcuno, credetemi, non è poco.
Luca verdelli (distorsioni)



http://www.jcsatan.com

SULTAN BATHERY (tripping garage punk on slovenly records)
Il loro ruvido garage rock apparentemente sembra più vicino ai Mudhoney che ai suoni degli anni Sessanta: ma sotto la patina di rumore i vicentini Sultan Bathery rivelano in questo loro esordio anche una profonda conoscenza del freakbeat e delle Pepite di Lenny Kaye.Il risultato è un disco che non si vergogna di pestare sull’acceleratore del fuzz, ma che imbrocca volentieri strade anche più tortuose a livello compositivo (“Purple moon“, “Nightmare one” e “Flowers of evil” con quel loro tocco un po’ voodoo), o si lascia ogni tanto andare a qualche bella sgasata ignorante in stile Jay Reatard (“Good to me“), alternata magari a un po’ di relax al volante in modalità-crociera-Jack White (“Mirror“).Il tutto con una disinvoltura e una serenità da veterani, anche quando i bpm aumentano e il volume degli amplificatori sale, la band vicentina dimostra sempre di avere il pieno controllo della vettura: sarà anche uscita da poco dal concessionario (prima di questo disco, solo l’ep “Firework” del 2012), ma per loro è come se il contachilometri segnasse già 50.000. Se serviva un’altra dimostrazione che, nell’ideale geografia del rock italiano odierno, è il Veneto a sfornare le migliori band garage, beh eccola qui: Sultan Bathery.


www.facebook.com/sultanbathery

LAME (blues punk combo from the motorcity)
Una costola dei movie star junkies e una costola dei leggendari 2 bo’s maniacs (storica band garage torinese con all attivo diverse uscite e un devastante split con gli americani OBLIVIANS) si uniscono alla batterista colombiana Maria Mallol per dare vita ad una combo blues punk dal sapore di alcool, deserti e sferragliate punk ,sulla scia di band come the hunches e cheater slicks.

Veniteci a trovare
il 3 maggio 2014

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