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Stuzzichini Appetitosi con Uomini Schifosi

Buonconvento Buonconvento SI, Italia
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Quinto appuntamento con Teatro & Cena al Museo

Ti è mai capitato che uno sconosciuto in treno o alla fermata dell’autobus, senza nessuna apparente ragione, dopo avere attaccato discorso cominciasse a spiattellarti impudicamente fatti suoi anche molto privati, mettendoti in una situazione di curiosità e d’imbarazzo, di voglia di restare e di andartene al contempo?
E ti è mai capitato di essere tu l’occasionale importunatore?
La scrittura di David Foster Wallace ci ha sorpreso per l’immediatezza, la nitidezza, l’ironia con cui i protagonisti delle brevi interviste si delineano, mostrando la bassezza ordinaria delle loro pulsioni, nella quale non possiamo che riconoscerci continuamente; non indugia mai sugli aspetti dolorosi che proprio per questo emergono, in controluce, in maniera a tratti violenta.
Ognuno dei personaggi sceglie di raccontarsi a un interlocutore - anzi, generalmente un’interlocutrice, un’intervistatrice appunto, a parte quello dell’aeroporto che pare vantarsi con un amico - per un bisogno e un compiacimento nel rappresentarsi, senza per questo riuscire a cancellare l’impressione di profonda, disperata solitudine che ciascuna delle loro storie lascia trasparire.
Il cinismo dei personaggi e quello con cui lo scrittore li descrive, sembrano alimentarsi e moltiplicarsi a vicenda. Noi abbiamo cercato di assecondare questa linea, divertendoci a dar corpo allo schifo maschile nelle sue variegate sfumature.
Delle numerose finte interviste che compongono il libro ne abbiamo scelte sei: sei diverse sfumature di maschile schifosaggine (quello che si vanta d’aver sedotto una ragazza dal cuore infranto ai cancelli dell’aeroporto; quello che si lamenta d’una incontrollabile stranezza nell’atto dell’orgasmo, che gli rovina tutti i rapporti con le donne; quello che si compiace d’aver sposato una che, avendo già fatto un figlio e non avendo il corpo sfatto, gli garantisce buona “tenuta” per il futuro; quello che ha fatto del braccio monco uno strumento di attrazione per le donne; quello che la lascia perché non vuole farla soffrire; e quello che ci racconta la sua tecnica per attirare in camera da letto le predestinate al suo gioco di schiavismo).
Il problema maggiore non è stato scegliere ma scartare.
Ce ne sarebbero almeno altrettante che vorremmo mettere in scena.
Ma già così sono usciti circa 100’ di spettacolo, che ha debuttato in giugno 2010, con 8 repliche al Festival Voci di Fonte di Siena, dove l’abbiamo presentato combinando ogni sera diversamente 3 dei 6 quadri.

Veniteci a trovare
il 12 aprile 2014

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