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FEDELI ALLA CLASSE: la Cgl Rossa tra occupazione alleata del Sud e "svolta di Salerno"

Casa del Popolo Parma via Stanislao Solari 15, Parma PR, Italia
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FEDELI ALLA CLASSE: la Cgl Rossa tra occupazione alleata del Sud e "svolta di Salerno"

Presentazione del libro di Francesco Giliani (A.C. Editoriale)

Dialogano con l'autore:
Piermichele Pollutri (Centro Studi Movimenti) e Andrea Davolo (Sinistra Classe Rivoluzione).

Con questo libro, Francesco Giliani indaga un aspetto poco trattato, se non sconosciuto, della Resistenza al fascismo e al nazismo, quello della lotta che si sviluppò nell’Italia meridionale a partire dal 1943, dopo lo sbarco alleato in Sicilia, la caduta del regime fascista e la nascita del governo Badoglio. L’interesse per quelle vicende e per la rinascita di un sindacalismo di classe, la CGL rossa (da non confondersi con la successiva CGIL), era già riemerso, ad opera di alcuni studiosi, nel clima della contestazione del ’68. A loro va il merito di aver sfidato tabù e silenzi ufficiali nel quadro della polemica storiografica sul carattere della Resistenza sviluppato tra gli anni ’60 e ’70, sintetizzabile nella disputa fra Resistenza “rossa” e Resistenza “tricolore”. Rispetto a quelle ricerche, l’autore propone un quadro analitico più completo, fondato su una minuziosa ricognizione della fonti, molte delle quali inedite come quelle tratte dagli archivi italiani e, soprattutto, dal materiale degli analisti dell’OSS (Office of strategic services), i servizi segreti Usa dell’epoca. Ciò facendo egli mette in campo quella che deve essere una delle qualità dello storico: la pazienza per i fatti unita a un lungo e minuzioso lavoro di analisi delle fonti documentarie.

La ricerca si collega all'antico dibattito sulla “Resistenza tradita” ed è “infedele alla linea”, estranea al conformismo avvilente dispensato a piene mani dalle istituzioni in occasione di commemorazioni sempre più vuote. Il revisionismo morde anche perché un'immagine della lotta di classe del 1943-48 depurata dai suoi aspetti rivoluzionari l'ha sfigurata, confusa con la difesa perbenista dello status quo e di statiche norme liberali, rendendola irriconoscibile in particolare alle classi sfruttate. Ha ragione Wu Ming, nella post-fazione del 2005 ad Asce di guerra, è vitale «“camminare sul lato selvaggio”, e c'è molto lavoro da fare».

Veniteci a trovare
il 29 aprile 2014

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