Login Accedi ^
Italiano
Registrati
Registrati su Weekeep! Trova i tuoi amici di Facebook, organizza i tuoi viaggi e visita oltre 1.000.000 eventi in tutto il mondo!
Accedi con Facebook
Accedi con Google+
Facebook Google+
X
RISULTATI
MAPPA
DETTAGLIO
$mapTile_Titolo
$mapTile_Immagine
$mapTile_Indirizzo
$mapTile_LastMinute
$mapTile_Durata
Località
Dormire
Mangiare
Offerte Speciali
Eventi
Mostra tutte le 7 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 11 LOCALITAMostra meno località
Mostra tutte le 23 sistemazioniMostra meno sistemazioni
PREZZO : da € a
OSPITI :
CAMERE :
STELLE : da a
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie

NELLA TEMPESTA

Teatro delle Briciole Parco Ducale 1 , Parma PR, Italia
Google+

I Motus portano Shakespeare tra i migranti

Il nuovo spettacolo dello storico gruppo off riminese va in scena al Teatro al Parco l’11 aprile. La scenografia è fatta con le coperte che gli spettatori sono invitati a portare da casa e che a fine spettacolo saranno donate a migranti e senzatetto

Biglietti € 13/11 in vendita alla libreria Feltrinelli di Strada Farini a Parma e al Teatro delle Briciole. 0521 989340, www.solaresdellearti.it

Dopo "Alexis, una tragedia greca", lo spettacolo che partendo dall’Antigone di Sofocle ha rappresentato la rabbia e il dolore dei giovani, dei diseredati, dei disoccupati di oggi, i Motus approdano alla Tempesta di Shakespeare per affermare la loro idea di teatro che "li scaglia dentro i punti caldi del pianeta, per accumulare energie necessarie a vivere". Va in scena l'11 aprile al Teatro al Parco di Parma «Nella tempesta», spettacolo conclusivo della stagione 2013/2014 del Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti (ore 21, biglietti in vendita alla Libreria Feltrinelli di Strada Farini e nella sede dello spettacolo, informazioniwww.solaresdellearti.it). L'ideazione e regia sono di Enrico Casagrande e Daniela Nicolò che firma anche la drammaturgia, gli interpreti Silvia Calderoni, Glen Çaçi, Ilenia Caleo, Fortunato Leccese, Paola Stella Minni. Dopo lo spettacolo la Compagnia incontra il pubblico, conduce Roberta Gandolfi, docente di storia del teatro contemporaneo all'Università di Parma. La prima novità dello spettacolo è la sua scenografia, fatta di coperte che gli spettatori stessi sono invitati a portare da casa, e che a fine spettacolo verranno donate a Ciac, onlus parmigiana che si occupa di immigrazione e cooperazione internazionale. Qual è, si sono chiesti i Motus, il primo rifugio per un corpo indifeso dopo una tempesta? La risposta più immediata è stata: una coperta. “Abbiamo così individuato “la scenografia”: solo coperte che recuperiamo sul luogo della rappresentazione. Non vogliamo più sprecare denaro in “scenografie morte” ma lavorare con materiali che possano poi essere donati”.

In principio doveva essere un lavoro su Philip Dick e Aldous Huxley, ma la ricerca fra autori di fantascienza li ha catapultati nel ‘600, quando hanno scoperto che il titolo dell’opera di Huxley, Brave New World (Il Mondo Nuovo), è una citazione di Shakespeare. Centrale, nella loro lettura della “Tempesta”, è la domanda sul potere e la perdita di controllo: chi può governare? O meglio, la sovranità è necessaria? E' forse più importante costruire insieme, spiegano, "per meglio contrastare nuovi tumulti, più livelli di scompiglio e tante altre tempeste, sia sul piano individuale che di sistema”. La tempesta e la navigazione evocano immagini di marginalizzazione o rimozione, così l'attenzione si è focalizzata sulle carrette del mare cariche di migranti che oggi vanno alla deriva sull’isola di Lampedusa. "Il nostro viaggio è allora partito da Tunisi a Lampedusa", continuano, "all’ascolto di racconti di viaggi lunghissimi cominciati in Africa subsahariana, della disumana detenzione in Libia, di sogni e speranze verso un Mondo Nuovo”. La drammaturgia si spezza su più fronti, lo studio dei meccanismi del “controllo dei corpi” li ha sospinti a sottrarre il personaggio di Prospero dalla scena per collocarlo invisibilmente dietro al monitor di una camera di sorveglianza, o un faro cerca-persone. Calibano diventa la voce del desiderio di rivalsa espresso dalla rabbiosa poesia del martinicano Aimé Césaire, scelta come contro-testo che, con "Une tempête", sposta il baricentro in Africa e accomuna Calibano a Malcom X. Tutti gli attori entrano nell’opera attraversando le tempeste personali. Ariel muove il fuoco dell’inedito dialogo con Calibano dentro il processo creativo stesso di una compagnia indipendente, dove è impossibile tener separato teatro e vita. “È allora inevitabile che anche il personaggio inconsapevole di Miranda”, raccontano, “ entri in corto circuito con la reale biografia dell’attrice che l’interpreta - che è parte attiva del Teatro Valle Occupato - e, nella nostra rilettura, si faccia portavoce proprio di chi è coinvolto nella resistente microfisica libertaria dei luoghi “occupati” o diversamente gestiti, che sostengono questo progetto”.

Veniteci a trovare
il 11 aprile 2014

Che Tempo fa

Recensioni

Caricamento...
Caricamento...
In questa zona i nostri Partner offrono: