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Bon à tirer - Arte del Novecento italiano dalla collezione Muscetra

Salentoweb.Tv Via Corte dei Mesagnesi, Lecce LE, Italia
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Inaugura il 12 aprile alle ore 19.00 negli spazi della Biblioteca provinciale di Lecce – ex Convitto Palmieri | Lecce la mostra "Bon à tirer" - Arte del Novecento italiano dalla collezione Muscetra con una conferenza dello chef Gualtiero Marchesi, collezionista e compagno di strada di molti artisti


Renato Guttuso, Enrico Baj Gregorio Sciltian, Emilio Vedova, Graham Sutherland, David Alfaro Siqueiros, Aligi Sassu, Giuseppe Migneco, Remo Brindisi, Domenico Cantatore, Gianni Dova, Salvatore Fiume, Emilio Greco, Carlo Levi, Luciano Minguzzi, Ennio Morlotti: sono solo alcuni protagonisti dell’intenso percorso espositivo “Bon à tirer” allestito negli spazi della Biblioteca Provinciale di Lecce.

Le opere – tecniche miste su carta, ma soprattutto litografie ritoccate a mano – sono state realizzate da grandi maestri del Novecento nella celebre stamperia milanese di Siro Teodorani.

Perché “bon à tirer”? Nel gergo artistico con questa espressione s’individua la prova finale firmata dall’artista che dà il via alla stampa dell’intera tiratura grafica. Perciò non sono semplici multipli, ma opere fondamentali per comprendere l’approccio tecnico e concettuale di un artista rispetto a un tema o a un soggetto specifico. Tra l’altro la maggior parte delle opere sono accompagnate da appunti manoscritti, indicazioni tracciate dall’artista con matite o pastelli e destinate allo stampatore, oppure dediche amicali a Enrico Muscetra, scultore e pittore salentino compagno di strada di tutti loro, frequentati nei lunghi e intensi anni milanesi.

Secondo lo stesso Muscetra “Concepire una mostra di litografie bon à tirer di alcuni maestri contemporanei a cui sono stato vicino negli anni della mia formazione, mi è sembrata un’idea più interessante rispetto a quella scontata della solita e ripetitiva mostra personale. Una mostra questa – ha aggiunto l’artista – corredata anche di disegni preparatori, di studi e foto degli autori stessi che illustrano le fasi che precedono il Bon à tirer”. Infatti la mostra è accompagnata da una serie di contenuti extra: fotografie, cataloghi e lettere degli amici artisti, oltre che da una serie di apparati didattici utili a comprendere pienamente lo spirito del progetto e la natura del percorso espositivo.

Non si tratta infatti di una mostra di opere generiche del percorso di questi artisti, ma di un percorso tra i maggiori maestri dell’arte italiana, e non solo, del XX secolo, che hanno a lungo frequentato il laboratorio di Siro Teodorani, considerando quello studio una seconda casa. Muscetra, che di Teodorani, come ricorda, era “come un figlio”, ha avuto così modo di lavorare gomito a gomito con questi maestri, condividere gioie e passioni, custodire confidenze e segreti che oggi ha raccolto in un libro speciale edito da Lupo Editore intitolato “Diario di uno scultore”.

Sempre a proposito di quell’indimenticabile periodo, Muscetra ha ricordato “E, nell’ebbrezza che arreca il lavorare con materiali diversi, tipo la lastra di zinco o la pietra – ebbrezza rinforzata non solo dalla condivisione e dalla confidenziale collaborazione con gli artigiani litografi, ma anche da un buon vino che non mancava mai di essere bevuto –, ci si lasciava andare a confidenze rivelatrici sulla vita e la creazione artistica”.

Gli aneddoti che costellano la genesi e la realizzazione di tante belle e originali opere d’arte litografiche sono davvero infiniti, e molti di essi dispiegano un’aurea artistico-esistenziale che difficilmente potrà ripetersi.

Biografia essenziale del maestro Muscetra

Enrico Muscetra è nato ad Alezio, in provincia di Lecce, nel 1946. Del 1971 è la sua personale a Milano. In questi anni realizza numerosi dipinti murali di carattere onirico-informale. Estranea ad ogni vocazione narrativa. Numerose le mostre personali e collettive in Italia e all’estero, in cui il maestro ha proposto le proprie opere pittoriche e scultoree. Dalle personali alla Galleria Schettini di Milano (1972), a Palazzo dei Diamanti di Ferrara (1992), al castello Angioino di Gallipoli (1996), alle importanti collettive, come la Biennale di Monza del 1979, ordinata nei magnifici spazi di Villa Reale. Del suo lavoro si sono occupati Renato Guttuso, Carlo Levi, Ernesto Treccani, Remo Brindisi, Vittorio Sgarbi, Goran Bregovic, Enrico Crispolti e altri importanti artisti e intellettuali italiani e stranieri. Vive e opera tra il Salento e la Polonia.

Veniteci a trovare
il 12 aprile 2014

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