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NATIMORTALITA': Profili giuridici e psicologici del rispetto alla VITA

Sigismondo Castromediano Via Lucrezio Caro, 2, Cavallino VE, Italia
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Un mondo ancora inesplorato, cui viene rivolta poca attenzione e poco rispetto, soprattutto a livello legislativo e normativo. La morte in utero è un dramma per chi lo vive da genitore ed è un lutto troppo spesso circondato da indifferenza, un dolore silenzioso.
I bambini che non sono venuti alla luce meritano rispetto, meritano di essere ricordati - non soltanto nel dolore di chi li ha amati sin dal primo istante del loro concepimento ma - anche da un mondo che, con tutti i suoi pro e i suoi contro, sarebbe stato pronto ad accoglierli.
La questione della NATIMORTALITA' assume un valore ed un peso rilevanti nell'ambito del tessuto sociale e, sebbene debba essere trattata in punta di piedi, con particolare sensibilità, con rispetto, amore e dignità, merita l'attenzione delle coscienze sociali, in quanto dramma che coinvolge e sconvolge, in media, 180.000 famiglie all'anno, lasciando un'impronta di dolore indelebile nelle vite e nell'animo di chi rimane vittima di tale evento luttuoso.
Un fenomeno racchiuso tra le silenziose mura domestiche, forse perchè i bambini mai nati sono stati finora considerati alla stregua di prodotti abortivi, da smaltire come rifiuti ospedalieri. L'obiettivo primario è di dare la posssibilità ai genitori dei feti nati morti (che abbiano raggiunto il peso minimo di 500 grammi) di richiedere - nell'ambito dell'esercizio del loro libero arbitrio - l'iscrizione nei registri di stato civile, a seguito dell'istituzione di apposita anagrafe: un gesto di rispetto per la vita, di riconoscimento della dignità a piccole creature che, per disegno del destino, per volontà divina, per negligenza, imprudenza o imperizia o per qualsivoglia altra causa, non hanno potuto emettere il loro primo vagito, affacciandosi alla vita.
Un riconoscimento giuridico del feto, ancora lontano dai propositi legislativi dell'ordinamento giuridico, potenzialmente volto a riaccendere la speranza in coloro i quali cercano dignità per i loro piccoli angeli, che continuerebbero a vivere non solo nei loro ricordi, nei loro cuori ma lascerebbero anche traccia della loro, seppur breve, esistenza.
Una realtà sottaciuta, un dolore inespresso, intimo e sordo di cui vorremmo farci da portavoce, assumendo l'impegno di sensibilizzare le autorità, di analizzare i profili psicologici e normativi, di dare risposte concrete e aderenti alla realtà nell'ambito di un tema etico che prende il nome di RISPETTO ALLA VITA!

Veniteci a trovare
il 12 aprile 2014

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