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Visita a Palazzo Te

Mantova MN, Italia
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Questo week-end Finesettimana.it vi conduce nella visita di uno dei più suggestivi palazzi Mantovani, famoso per la sua ricchezza, per la raffinatezza delle sue sale e per il suo valoro architettonico: Palazzo Te.

« Un poco di luogo da potervi andare e ridurvisi tal volta a desinare, o a cena per ispasso »

In questo modo il celebre architetto e storico Giorgio Vasari tratteggia con pennellate tenui e significative uno dei più  antichi palazzi di Mantova, Palazzo Te.
Fiore all’occhiello e opera tra le più celebri dell’architetto Giulio Romano Palazzo Te fu costruito tra il 1524 e il 1534 su commissione di Federico II Gonzaga ed è considerato, ad oggi, uno dei centri d’arte più importanti di tutta la Lombardia.
Palazzo Te  nasce su proposta di Giulio Romano che prepara un modello progettuale di cui Federico Gonzaga rimane incantato. Funzione dell’edificio,  chiaramente espressa in un’iscrizione che si trova nella sala di Psiche, è quella di costituire un luogo per il tempo libero e lo svago, per l’onesto ozio del principe, che ritempra le forze nella quiete.

Qualche curiosità sull’origine del nome
Palazzo Te sembra derivare il suo nome da Tejeto, il nome della piccola isola su cui fu edificato, una delle tre ‘parti’ in cui era divisa la città di Mantova dal canale Rio. Un tempo sede di paludi, in seguito alla dominazione dei Gonzaga, la piccola isola fu trasformata da Federico II in una vera oasi di cultura e raffinatezza, coinvolgendo infine il celebre architetto Giulio Romano che costrui quel gioiello di arte oggi conosciuto come Palazzo Te.

Le sale
La struttura del Palazzo e le Sale Palazzo Te si presenta come un ampio blocco, basso e rettangolare, raggiungibile al termine di  un ampio e vasto cortile che un tempo ospitava un bellissimo labirinto. Il palazzo è costituito di un solo piano articolato in Sale.

Tra le più importanti ricordiamo:
- la Sala dei Giganti, con la rappresentazione della lotta tra i Giganti e Zeus per cacciare quest’ultimo dal Monte Olimpo;
-la Sala dei Grandi Cavalli, con la rappresentazione a grandezza naturale dei sei destrieri amati dai Gonzaga. Questa sala era in genere destinata a balli e ricevimenti, viste le sue ampie proporzioni;
-la Sala di Amore e Psiche, affrescata con le scene del mito, utilizzata in genere dal Duca. La sala è sempre stata considerata un omaggio alla passione del Duca per Isabella Boschetti;
-la Sala di Ovidio, di piccole dimensioni, deve il suo nome alle rappresentazioni mitologiche ispirate al celebre componimento di Ovidio, le Metamorfosi;, come Bacco e Arianna, Apollo e Marsia, Orfeo agli Inferi;
-la Camera del Sole e della Luna, citata come “salotto” nei documenti, che prende il nome dall’affresco central

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