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Presidio per la liberazione dei prigionieri palestinesi

Piazzale Cadorna Piazzale Cadorna, Milano, Italia
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All’interno della settimana di solidarietà con i prigionieri politici palestinesi, che vedrà lo svolgimento di numerose iniziative in tutto il mondo, si inserisce anche la campagna per la liberazione del compagno Ahmad Sa’adat e del compagno Georges Ibrahim Abdallah.

I prigionieri sono persone private della libertà di muoversi, di esprimersi, di essere padroni del proprio spazio/tempo, relegati in una particolare condizione che è quella di trovarsi nelle mani del nemico. Da ogni carcere, in primis quelle israeliane, dove la tortura e la morte fanno parte del ritmo quotidiano e dove i prigionieri sono costretti a vivere in condizioni disumane (in primo luogo dal punto di vista igienico, alimentare, e della minima socialità) nasce comunque la determinazione a resistere, la capacità di sviluppare pensiero e ribellione. Se la condizione li rende uguali in tutto il mondo, la coscienza li rende consapevoli che davvero nulla hanno da perdere se non le loro catene.

Attualmente oltre cinquemila palestinesi (tra cui donne e bambini) sono detenuti nelle carceri israeliane e molti di loro sono in sciopero della fame contro le condizioni carcerarie, contro il crescente numero di provocazioni e le quotidiane violazioni dei bisogni umani fondamentali.

Ahmad Sa’adat, Segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, è detenuto in Israele dal 15 marzo 2006, ma quattro anni prima era stato arrestato ed incarcerato nelle prigioni dell'Autorità Nazionale Palestinese a Gerico sotto controllo statunitense e britannico. Ha trascorso più di tre anni in isolamento prima che lo sciopero della fame di massa di migliaia di prigionieri dell’aprile-maggio 2012 ottenesse il risultato di toglierlo da quella condizione. Recentemente è stata diffusa la notizia che il suo rilascio, quello di Marwan Barghouti e di alcuni detenuti palestinesi malati sarebbe potuto avvenire attraverso negoziati prolungati, o concessioni politiche... Ma senza esitazione dalla sua cella il compagno ha dichiarato:

«Mi rifiuto di essere rilasciato sulla base di una trattativa e non accetto che il prezzo della mia libertà siano dei metri di terra di Palestina, la terra per la quale abbiamo combattuto e per la quale siamo stati imprigionati. Rifiuto che la condizione per la mia libertà sia l'espansione degli insediamenti. Rifiuto questa offerta, nemmeno una casa per i coloni sionisti sarà costruita come prezzo della mia libertà».

Georges Ibrahim Abdallah, arrestato a Lione il 24 ottobre del 1984 per aver distribuito alcuni volantini delle F.A.R.L. e per il possesso di un passaporto algerino con false generalità, dopo una prima condanna a quattro anni viene successivamente accusato e processato per terrorismo con una condanna all’ergastolo, nonostante la richiesta del P.M. francese fosse di 10 anni. Dal 14 gennaio 2013, dopo anni di battaglie legali e politiche, viene liberato su pronuncia della Corte d’Appello di Parigi, ma da quel giorno è praticamente ostaggio della “giustizia” francese. Da una sua lettera:

«Gli anni passati in carcere sono lunghi e pesanti. Cosa si può dire quando si avvicina la fine del terzo decennio passato dietro alle sbarre? Senza ombra di dubbio, dico a voce alta ed in grassetto che la lotta continua».

Con la Resistenza palestinese e contro la colonizzazione sionista della Palestina!

Con la lotta dei prigionieri politici palestinesi:
Libertà per Ahmad Sa'adat - Libertà per Georges Ibrahim Abdallah

Rete milanese di solidarietà con la Palestina
Fronte Palestina – Milano
coordinamento.palestina.milano@gmail.com – www.palestinarossa.it

Veniteci a trovare
il 17 aprile 2014

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