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Spettacolo__La Fondazione della Città__

Teatro Palladium Piazza Bartolomeo Romano, 8, Roma, Italia
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- INGRESSO GRATUITO -

Siete tutti invitati al Teatro Palladium - Garbatella - per la prima (14 aprile, ore 20:30) e per la replica (16 aprile, ore 20:30) dello spettacolo "La Fondazione della Città" di Renato Nicolini, regia di Marilù Prati.

Gli attori che calcheranno il palco del Palladium sono alcuni studenti del Dams di Roma Tre, giunti alla messa in scena de "La Fondazione della Città" in seguito ad un laboratorio teatrale condotto da Marilù Prati.

ATTORI:
Luisa Banfi
Gianni Bussoletti
Alfonso Carfora
Francesco D'Asero
Paolo Silvio Manca
Marco Masiello
Clara Morlino
Giuditta Pascucci
Valerio Rosati
Lorenzo Russo
Luigi Salvucci
Maila Semeraro
Giulia Sucapane
Federico Troncarelli

VIDEO:
Fabio Massimo Iaquone
Luca Attilii
Rocco Buonvino
Danilo Greco
Alessandro Guglielmi

MUSICA:
Pasquale Minieri
Alessandro Botti - basso
Alessandro D'Anna - batteria
Francesco Fiore - sax
Maila Semeraro - voce


REGIA:
Marilù Prati

AIUTO REGIA:
Marianna Galloni

ORGANIZZAZIONE E COMUNICAZIONE:
Martina Miliani
Sara Papini
Francesca Pingitore


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INFORMAZIONI PROGETTO "MERAVIGLIOSO URBANO" :

Dopo l’evento d’apertura al Macro del 25 settembre 2013, la ricerca sul Meraviglioso urbano di Renato Nicolini prosegue con un progetto animato dalla collaborazione tra l’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma e i Corsi DAMS del Dipartimento Filosofia Comunicazione Spettacolo dell’Università Roma Tre.
Il comitato promotore, composto da Raimondo Guarino, Pasquale Minieri e Marilù Prati, ha ideato il progetto che, partendo dal testo teatrale La Fondazione della Città, rivista architettonica di Renato Nicolini, ha dato vita al laboratorio condotto da Marilù Prati, iniziato il 13 marzo all'Aula Columbus, con la partecipazione di 20 studenti del Dams di Roma Tre ed aperto anche agli esterni.
Lo spettacolo creato dal Laboratorio debutterà il 14, con REPLICA il 16 aprile, presso il Teatro Palladium, alle ore 20:30.

"La Fondazione della Città" - rivista architettonica - di Renato Nicolini è un testo da lui scritto, interpretato (nel ruolo di Alessandro Magno) e diretto per il laboratorio teatrale universitario “Le Nozze”, fondato insieme a Marilù Prati nel 2002 all’Università Mediterranea di Reggio Calabria.
Si tratta di un testo che con illuminata ironia rivela i legami ancestrali fra città, architettura e teatro, e si confronta con la storia delle civiltà e delle culture che hanno contribuito alle metamorfosi della polis, dalla Torre di Babele ad oggi.
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Il lavoro dell’allestimento del testo si è svolto attraverso un concorso di workshop:

Laboratorio teatrale e regia di Marilù Prati,
aiuto regia Marianna Galloni;
Laboratorio di video-arte diretto da Fabio Massimo Iaquone e Luca Attilii;
Laboratorio musicale diretto da Pasquale Minieri, che, sperimentando sulla musica il respiro e il rumore della città e dell’edificare, infonde alla rivista nicoliniana un’atmosfera da varietà brechtiano (con il contributo dell' Orchestra di Roma Tre);
Laboratorio di movimento ed improvvisazione a cura di e Sara Papini e Francesca Pingitore.

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La messa in scena dello spettacolo"La Fondazione della Città" fa parte di una delle fasi del progetto "Meraviglioso Urbano", che prevede la realizzazione di sei incontri. Tali INTERLUDI si interrogheranno sui significati attuali dell’effimero e sulle strategie di medio e lungo periodo che, riflettendo storicamente e criticamente sulle premesse delle stagioni e delle invenzioni di Nicolini, possano ripensare e riprogettare Roma come capitale internazionale della cultura, come metropoli contemporanea dove sia possibile attivare tra centri e periferie una sintesi di libertà creativa, programmazione e sperimentazione.
I temi degli incontri/Interludi sono:

Architettura Cinema Città, a cura di Marilù Prati, Giuseppe De Boni, Ugo Colombari, Vito Zagarrio e Cristina Torelli;
Il Teatro e la Città, a cura di Raimondo Guarino;
Musica, Danza e Scena Urbana, a cura di Pasquale Minieri;
Poesia, Città, Scrittura, a cura di Caterina Fiumanò, Fabio Massimo Iaquone e Carlo Prati;
Economie, imprese, politiche della cultura, a cura di Lucio Argano, Carlo Fuortes;
Biblioteche di Roma e Archivi capitolini, a cura di Maurizio Caminito e Cristina Selloni .

Ne discuteranno con l’Assessore alla Cultura Flavia Barca, Ottavia Nicolini, Carlo Quartucci, Carla Tatò, Toni Servillo, Mario Martone, Franz Cerami, Simone Carella, Memé Perlini, Giancarlo Sammartano, Lucio Argano, Francesco Suriano, Antonella Ottai, Ferruccio Marotti, Valentina Valentini, Gianfranco Capitta, Nicolò Bassetti, Gianfranco Rosi, Guido Zaccagnini, Nada, Pasquale Minieri, Rita Marcotulli, Andrea Satta, Furio Colombo, Stefano Catucci, Achille Bonito Oliva, Toni Jop, Fabrizio Crisafulli, Massimo Ilardi, Giuliano Scabia, Pino di Buduo, Francesco Cellini, Franco Purini, Laura Thermes, Giuseppe De Boni, Ugo Colombari, G. Alberta Campitelli, Andres Neumann, Giada Petrone, Alvin Curran, Marcello Panni, Giorgio Battistelli, Vanna Fraticelli, Donato Tamblè, Gianni Accasto, Carlo Prati, Caterina Fiumanò ed altri.

La lista degli interventi è aperta e gli appuntamenti sono definiti Interludi perché alle conversazioni, alle proposte e ai dibattiti sui territori del Meraviglioso urbano si alternano interventi musicali, poetici, performativi con gli studenti che hanno dato vita allo spettacolo della Fondazione della Città. Una sorta di class action di giovani promesse del teatro, della videoarte e della musica, dell'organizzazione e comunicazione dell'impresa teatrale.
La conclusione, o un’azione parallela, sarà una passeggiata-esplorazione urbana guidata da Stalker (Francesco Careri), nello spirito delle derive urbane dei situazionisti, per le strade del quadrante Ostiense/Testaccio/Garbatella, particolarmente segnato da immagini e presenze della street e stencil art attiva a Roma con Hogre, J. B. Rock, Diamond, Sten + Lex .
La passeggiata è dedicata a un pioniere della street art romana: McGiaime (Giaime Fiumanò), writer, viaggiatore, musicista, poeta scomparso giovanissimo nel 1998.

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IDEE-GUIDA DEL PROGETTO


Dall’introduzione di Renato Nicolini al libro L’Effimero Teatrale, che si può considerare il manifesto del Meraviglioso Urbano :

«L’effimero è indissolubilmente legato allo sviluppo della comunicazione di massa, cui in qualche modo si oppone dall’interno. L’avvenimento non potendo aspirare ad essere irripetibile ed irriproducibile, condizioni che definiscono l’esperienza e al suo interno quella particolare forma di esperienza che è l’opera d’arte, sceglie di non durare. […] questa forma di difesa può risultare patetica, oggi, a meno di rovesciare la sua debolezza in forza. Questo può avvenire usando l’effimero non per opporsi allo sviluppo – visto come “diabolico” e da “riumanizzare” – dei mass media, ma al contrario per accelerarlo. Introducendo però al suo interno un elemento di instabilità (il meccanismo della comunicazione di massa tende al sistema, il “villaggio globale”, a cui è essenziale la presentazione di durare, la “forma”); della verità e dunque di crisi.

Potrei affermare che questa è stata la scelta politica dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, dalla prima Estate Romana ad oggi, passando per “Parco Centrale. Abbiamo cercato, in questo modo, di rimanere all’interno del nostro tempo (il tempo della “crisi” ) non rinunciando al desiderio di cambiarlo».



Giada Petrone, dal libro di M. Fedi, L’archivio Andres Neumann:

«L'Estate Romana è stato un progetto rivoluzionario su scala metropolitana nel quale Nicolini, che era diventato assessore alla cultura di Roma nel 1976, mentre sindaco era Giulio Carlo Argan, ha dato l'opportunità a tutte le avanguardie artistiche di sperimentare la creatività in ogni luogo della città, all'aperto, per tutti. In un momento di grande tensione politica, questa intuizione salvifica e poetica, ha permesso ai romani di riappropriarsi della città, di desiderarla, di viverla, di giorno e di notte, sul filo dello stupore e senza paura. Il Meraviglioso Urbano è stato di ispirazione a tutto il mondo e a Roma Nicolini è nel cuore di tutti».
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...e a proposito del Teatro Universitario:

Renato Nicolini, Rendere evidente la crisi, da www.tuttoteatro.it - Anno V n. 16 - 23 aprile 2004:
«Nasce il coordinamento dei teatri universitari del Centro Sud, composto dall’Ateneo di Roma e dai Centri di Cosenza e Reggio Calabria. In quest’ultima città, con l’arrivo alla Facoltà di Architettura di Renato Nicolini, prende vita nel riaperto Siracusa un Laboratorio per l’allestimento di tre messinscene, che affrontano criticamente i nodi cruciali della formazione: la casa, la città, il progetto.

Subito dopo la Liberazione, il CUT (Centro Teatrale Universitario) di Roma è stato oggetto, assieme al Piccolo Teatro di Milano, di uno dei primi provvedimenti legislativi del Parlamento italiano. Mentre il modello teatro stabile (anche se ormai molto lontano dall’ispirazione di Strehler e Grassi) è ancora oggi la forma principale di intervento pubblico sul Teatro - il Teatro Universitario è stato dimenticato dal legislatore.

Oggi il Teatro Universitario può mettere in scena testi che, per il numero degli attori impegnati, sono ormai fuori mercato per gli stessi Stabili. C’è una ripresa spontanea di questa forma di vita teatrale, al di fuori di interventi legislativi, che è giusto dunque coordinare, anche se in uno spirito lontano dalla rigidezza burocratica. Proprio l’esperienza di Reggio dimostra come la crescita della domanda teatrale sia provocata proprio dalla crescita dell'offerta.

Il Centro Teatrale Universitario di Roma è stato il luogo di formazione di Marcello Mastroianni e di Giulietta Masina, poi di Carmelo Bene, Leo de Berardinis e Perla Peregallo, infine di Gigi Proietti. Forse il fatto che il legislatore abbia finito per dimenticare il Teatro Universitario non è un male, perché ha permesso uno sviluppo autonomo, al di fuori degli schemi, di questa forma di teatro, che può organizzarsi intorno a laboratori di grande prestigio, senza condizionamenti ideologici dal modello e senza obblighi di routine».

Veniteci a trovare
il 14 aprile 2014

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