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Teatro Coppola - VOYEUR OF MYSELF - 2.0 LA STANZA DELLA VERITÀ di e con Tony D'Agruma

Teatro Coppola - Teatro dei cittadini Via Vecchio Bastione,9, Catania CT, Italia
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VOYEUR OF MYSELF

2.0 LA STANZA DELLA VERITÀ

scritto, diretto e interpretato da

Tony D'Agruma

Installazioni: Agostino Nardella e Andrea Menchini

Video: Rachele Casarotto e Tony D’Agruma

Audio editing e fonica: Luca Di Dato e Riccardo Di Gianni

Costumi: Roberta Vacchetta

Prod. Ass. Cult. Formalibera

18 e 19 Aprile, ore 21:00

INGRESSO LIBERO CON SOTTOSCRIZIONE VOLONTARIA


***


“Voyeur of myself”
è un progetto in tre parti complementari in cui particolari le installazioni scenografiche, funzionali e non decorative, insieme a video dal compito immaginifico, testi brevi e mirati, musiche e, soprattutto, azioni fisiche, creano un flusso di suggestioni che manifestano un voyeurismo introspettivo estremamente spietato nel quale è difficile restare distaccati osservatori e facile trovare elementi di essenziale identificazione.

"2.0 La stanza della verità"
ovvero
Come si è sempre “presi”, mentre il silenzio e il vuoto fanno paura.
È la seconda parte del progetto e approfondisce l’argomento del dominio delle emozioni che manifestano la dipendenza dell’individuo da esse.
Qui le diverse possibilità espressive si fondono, non prendendo il sopravvento una sull’altra, ma contribuendo in egual misura a “raccontare” al fine di raggiungere e toccare il particolare tipo di sensibilità di ogni spettatore.
La “White box” è l’installazione che condiziona le azioni fisiche della performance. Un “dentro e fuori” simbolico, un contenitore che crea uno status che fa esplodere le pulsioni, denuda gli stati d’animo. Allo stesso modo, il misterioso groviglio che è in noi scaturisce le esternazioni incontrollate che esplodono venendo a contatto con le influenze esterne.

Si ringraziano: Marianna Rotella, Claudia Danielis, Rita Caputo, Alessia Zuccarello, Elisa Boccaccini, Elena Bersano, Cinzia Magno, Katia Fabbricatti, Guendalina Tondo, Max Bibo.


***


Antonio D’Agruma (Tony)
Nato a Torino il 12 settembre 1958 e residente a Torino dove opera da circa 30 anni nel settore del teatro di ricerca.

Formazione:
Formatosi attraverso seminari che intendono l’attore come un elemento organico in azione; tra gli altri, Danio Manfredini, Mamadou Djoume, Tapa Sudana, Tommaso Rotella, François Kahn, ha poi rivolto la sua attenzione anche verso il teatro-danza in particolare in una prolifica esperienza con Anna Sagna. Ha svolto gran parte della sua formazione all’interno della Compagnia di cui ha fatto parte dal 1991 al 1998: il Teatro delle Trasmigrazioni di Giordano Amato. Nel 2009 ha partecipato ai workshop/eventi di “Libera academia” di Stalker Teatro condotti da Doriana Crema, Roberto Castello e altri. Altro workshop con Raffaella Giordano.

Spettacoli:
Con Tommaso Rotella e altri esponenti del teatro-danza torinese nella Compagnia ‘Na Dramma, spettacoli nel Teatro delle Trasmigrazioni (“Per cessare di essere ombre”,”L’ospite nascosto”, “Il Canto del vuoto tagliente”, “Questo placido deserto di correnti”, “Nelle buone notti di giugno/White man sleeps”, “Il corpo del ricordo”, versione estesa di “Maya”); “Pietralata, voci d’asfalto” di Enrica Brizzi; “Baal – la ballata dell’amore cinico” di Valeriano Gialli-produzione Envers Teatro-Viartisti; nel 2001 la prima regia: “Lambire il confine” come Compagnia La Metamorfosi seguito da “Quand’ero bambino ero grande” (lavoro incompiuto in seguito alla scomparsa dell’amico e danzatore Dario Dogliani), “Ring” nella Compagnia di danza contemporanea Rapatika; dal 2009 performer di Stalker Teatro negli spettacoli “Tripodi: tre punti tra la terra e il cielo” “Dell’artificio il fuoco” con le detenute del carcere delle Vallette, “Trama” nei lanifici del biellese, “Le imprese dei 100” sul mito dei garibaldini, “Per un mondo nuovo-L’età dell’oro” (2012-13).
Nel 2004 con Alessandra Lai forma la Compagnia FORMALIBERA con la quale ha lavorato per una reinterpretazione del Teatro-Danza con l'ambizione di contribuire al superamento delle definizioni schematiche degli stili teatrali e producendo gli spettacoli “Unduettré” “Altre anime” “Carboneras”.
Il 2008 è stato l’anno in cui hanno voluto trasformare la loro esperienza come Compagnia in Associazione Culturale, coinvolgendo in essa, danzatrici, costumiste, illusionisti.
Dal 2010 fa parte dell’Ass. Jamm Italia/Senegal di cui segue gli eventi per la visibilità dei progetti e per il sostegno alle iniziative. Nel 2011, nel corso dell’ultimo viaggio in loco mette in scena con Patrizia Poeta e alcuni artisti locali uno spettacolo di teatro-danza con contaminazioni della cultura artistica locale collaborando in seguito con la locale compagnia Mailabiaye diretta da Abdourahman Diallo.
Nel 2011-12 ha iniziato l’auto-produzione del progetto performativo in tre parti “Voyeur of myself” mettendo in scena e rappresentando la prima parte “1.0 Il cerchio è chiuso?”, installazione, video, performance, che ha scritto diretto e interpretato.
Il 2013 è iniziato con la produzione della seconda parte “2.0 La stanza della verità”.
Sempre nel 2013, l’Associazione Formalibera ha avviato il progetto di teatro-ragazzi “Nat, una ventata di fantasia” che comprende laboratori scolastici nella scuola Primaria e uno spettacolo di adulti, per ragazzi, diretto da Alessandra Lai e nel quale ha un ruolo come attore. Lo spettacolo trae spunto dal film di animazione “Nat e il segreto di Eleonora” di Dominique Monfery che, tra le altre tematiche, tocca la questione dedi disturbi di apprendimento.

Nel corso della sua esperienza ha condotto seminari di formazione per giovani aspiranti attori/performer, in particolare negli anni 1999/2004, per i quali ha creato sue produzioni.

"Tramite il teatro cerco una crescita di conoscenza, ma soprattutto di consapevolezza: delle innumerevoli possibilità espressive che fanno di quest’arte la più completa; della propria condizione reale di uomo nella sua consistenza corporea e spirituale, ma anche della sua incoerenza e contraddizione.
Sfuggo con orrore l’istrionismo dell’ “artista” che si sente vate illuminato e nuota in mille debolezze e superstizioni.
Allo stesso modo tratto con disgusto l’etica imperante del professionismo; perché il teatro è un mestiere fatto di progetti, assorbimento e lavoro concreto.
Ma anche di dubbi e di scelte a volte contrastanti. Talvolta stimolanti." (T. D'Agruma)


***


http://www.teatrocoppola.it/

Ufficio stampa:
info@teatrocoppola.it
3470112200

Veniteci a trovare
dal 18 al 19 aprile 2014

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