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Mamma: La forma della poesia

Matera MT, Italia
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“Mamma: La forma della poesia”: laboratorio didattico per la Festa della mamma.

Domenica 12 maggio 2013, in occasione della Festa della mamma, il MUSMA. Museo della Scultura Contemporanea, Matera è lieto di invitare mamme e bambini al laboratorio didattico “Mamma: La forma della poesia”, che si svolgerà in due turni: il primo dalle 10.30 alle 12.30 il secondo dalle 16.30 alle 18.30. In concomitanza con la mostra “Gruppo 63.

Un cinquantenario”, visitabile al MUSMA fino al 31 maggio, i piccoli e le loro mamme avranno la possibilità di confrontarsi con le tecniche e i linguaggi comunicativi di una “stramba” compagnia di artisti che ha cambiato il modo di fare arte in Italia. Le tecniche da sperimentare e con cui giocare e divertirsi saranno, in particolare, quella del collage e della poesia visiva. I bambini avranno la possibilità di ideare e regalare alle loro mamme una poesia dalla forma non convenzionale. Per il laboratorio è richiesta una foto, da ritagliare, di mamma e figlio/i insieme o da soli. 

Nelle Sale della caccia e nella Biblioteca Scheiwiller del Museo sono esposte le opere di Bruno Munari, Gastone Novelli, Achille Perilli, Toti Scialoja, Nanni Balestrini Franco Nonnis e Carlo Porta, attenti sperimentatori di nuove forme d’arte: giochi di parole, aggettivi e nomi estrosi, colori e materiali misti e mescolati in varia maniera sono alcune delle peculiarità delle loro opere, caratterizzate pertanto da una fantasia, energia e vitalità che ricordano l’infanzia.

I nomi stessi delle riviste che li videro protagonisti in quegli anni rimandano ad una originalità e desiderio di libertà, che tardavano ad arrivare nell’arte italiana di metà Novecento: Il Menabò, Malebolge, Marcatrè, Grammatica, per citarne solo alcuni. Le poesie visive sono opere costruite mediante ritagli di giornale in modo da ottenere un insolito rimescolamento di idee e fatti e un ribaltamento dei canoni poetici fino ad allora rispettati. Di Antonio Porta sono esposte delle tavolette di legno costruite ritagliando foto, provenienti da periodici o quotidiani, e giustapponendole senza l’uso di parole. 

Nel Manifesto “Arte interplanetaria”, del 1959, qualche anno prima della prima riunione, tenutasi a Palermo nel 1963, alcuni degli artisti del futuro Gruppo 63, scrivono: “Le nostre opere recano il desiderio di sollevarci dalla nostra terra tiranna superandone la convenzionale e ormai abrogata legge di gravità, a costo che i nostri pennelli e i nostri colori sfuggano al controllo umano e che le nostre parole e i nostri caratteri tipografici galleggino a mezz’aria, ribelli alla tela e alla carta.” 

Mamme e bambini trascorreranno insieme due ore tra immagini, parole e lettere galleggianti e sognanti.

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il 12 maggio 2013

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