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Cycloscope Good Bye Picnic

Giardini Margherita viale Giovanni Gozzardini, Bologna, Italia
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La partenza per questo lungo viaggio è sempre più vicina!

Elena Stefanin e Daniele Giannotta invitano tutti gli amici, i curiosi ed i supporter di Cycloscope ad un memorabile:

Good Bye Picnic!
domenica 27 aprile@Giardini Margherita - dopo il ponte (Bologna)
dalle 16:00 fino a esaurimento energie.

Un'occasione informale per festeggiare la partenza, gozzovigliando insieme.

I partecipanti sono caldamente invitati a portare con se sgranocchiamenti e beveraggi, sono graditi gli strumenti musicali!

Accorrete numerosi e diffondete la notizia!

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Cycloscope
two two-wheeled storytellers. A cycle of cycles.

“Un veicolo di civilizzazione”, così la bicicletta veniva descritta da un quotidiano olandese dei primi anni '20.
Mezzo di trasporto completamente integrato con la natura, la bicicletta, è sicuramente la scelta ideale per una “rispettosa esplorazione del mondo”.

Noi siamo Daniele Giannotta (1982, Musicologo, operatore culturale e media artist) ed Elena Stefanin (1984, laureata in Scienze Politiche, Relazioni internazionali e Diritti Umani), ed il nostro progetto, Cycloscope, consiste in un “ciclo di cicli” di cui quello qui presentato è, speriamo, solo il primo di una lunga serie.

Un viaggio in bicicletta dall'Italia attraverso Croazia, Serbia, Romania, Georgia, Azerbaijan, Kazakhstan e Kyrgyzstan in cerca di immagini, suoni e parole.
Una serie di reportage su contraddizioni e conflitti, tradizioni ed evoluzioni culturali, meraviglie naturali e rischi ambientale delle ex Repubbliche Sovietiche.

Ognuno dei reportage che gireremo tratterà di un tema specifico, legato al territorio che attraverseremo. Si tratterà sia di tematiche ambientali poco note alla maggior parte del pubblico sia di tematiche relative ai popoli minoritari e minacciati. Spesso i due aspetti si incontrano e si intrecciano.

Pensiamo che la documentazione sia il più nobile scopo cui un viaggiatore possa ambire: acquisendo conoscenza ed informazione, che condivisa, potrà semplificare ed allo stesso tempo approfondire l'esperienza dei futuri viaggiatori.

Contrariamente ai mezzi di trasporto a propulsione non-umana (treni, aerei, automobili...) la bici mette il viaggiatore a stretto contatto con la strada, il paesaggio e le persone. Pedalando non è la destinazione che conta, ma il viaggio in se.
Un modo di viaggiare lento, più vicino ai ritmi antichi, una sorta di neo-nomadismo che ci permetterà di esplorare a fondo zone rurali e remote, in un percorso che attraverserà i territori ancestrali dell'umanità, a caccia di tesori sconosciuti o dimenticati.

Il primo reportage sarà girato in Romania, dove il 10% della popolazione è composta da cittadini rom. Rom e Sinti sono la più numerosa minoranza europea, tra i 10 e i 12 milioni di persone. Non hanno uno stato, non ne hanno mai voluto uno. La loro storia, o meglio la loro diaspora, ha avuto origine in India intorno all'anno 1000: è stata ed è ancora un continuo susseguirsi di rifiuto e persecuzioni. In Romania i Rom continuano a vivere ai margini della società. Incontreremo anche i rom di Buzescu, un piccolo paesino di 4.500 abitanti nella regione della Valacchia, 100 chilometri ad est di Bucarest. Qui vivono quasi solo Rom ricchi (quindi in realtà non molti), Buzescu viene descritto un po' da tutti come il regno del kitsch anche se in realtà le case sì, sono kitsch, ma mettono allegria.

Per quanto riguarda le tematiche ambientali ci occuperemo dell'evaporazione del Lago Aral, una delle più grandi tragedie ambientali del pianeta, ma sulla quale di rado si accendono le luci dei riflettori. Il lago Aral è stato, da tempo immemorabile e fino a pochi anni addietro, il quarto lago del mondo per superficie, adesso è quasi uno stagno. Negli anni ’40 il governo sovietico decise di deviare i suoi principali affluenti, l’Amu Darya e il Syr Darya, allo scopo di irrigare la circostante regione desertica nel tentativo di incrementare la coltivazione di riso, cereali e cotone. Il lago Aral cominciò ad evaporare negli anni ’60 perdendo una media di 50 cm di acqua all’anno. Questo imprudente esperimento ha generato negli anni inaspettati cambiamenti climatici, gravi problemi per la salute della popolazione e devastato la robusta economia della regione, basata sulla pesca. Nel 2007 la portata del lago fu quantificata come ridotta del 90% rispetto a quella originale. Visiteremo questa regione durante il nostro viaggio, cercando di dare il nostro piccolo contributo alla visibilità di questa tragedia sconosciuta a molti.

Sempre in Kazakhstan andremo alla ricerca di ciò che rimane della secolare cultura nomade, ormai quasi estinta. Sotto il governo di Stalin, tra il 1928 ed il 1931, i nomadi kazaki, che costituivano la maggior parte della popolazione, sono stati costretti a diventare coltivatori. Questi tentativi ebbero il solo effetto di far morire di fame il bestiame e di far scappare i nomadi. La carestia si generalizzò nell'autunno 1931, facendo iniziare le fughe di massa della popolazione verso altre regioni dell'URSS e verso la Cina. In due anni, tra 1931 e 1933, la popolazione del Kazakhstan era diminuita di più di 2 milioni di persone (su una popolazione totale di 6,5 milioni). Oggi, circa l’1% della popolazione del Kazakhstan conduce ancora uno stile di vita nomade. Indagare e comprendere le antiche tradizioni nomadi e le loro evoluzioni sarà l’obiettivo del nostro reportage.

In Georgia andremo a conoscere una particolare tecnica tradizionale di vinificazione. Nel 2006 il governo russo ha posto l’embargo sull’importazione dei vini georgiani e moldavi. Il mercato russo rappresentava circa l’85% dell’esportazione vinicola. L’embargo russo, che dietro futili motivazioni igieniche cela in realtà ragioni politiche, ha messo in ginocchio la produzione del più antico vino del mondo. Da qualche anno, anche grazie al presidio di Slow Food e al lavoro di diversi enti locali, si punta di nuovo sui metodi tradizionali di vinificazione, a rischio di estinzione. Principale caratteristica di questi metodi è l’utilizzo di vasi interrati in terracotta (Qvevri) nei quali viene fatta fermentare tutta la vinaccia insieme al mosto. La macerazione può arrivare fino a sei mesi. I vini georgiani così prodotti risultano tutti diversi poiché racchiudono le caratteristiche del luogo in cui sono stati prodotti.

Sempre in Georgia, cercheremo di approfondire un altro tema dal forte impatto ambientale, la produzione di energia idroelettrica. In particolare della centrale idroelettrica Khudoni: il progetto prevede la costruzione di una diga ad arco in cemento dell'altezza di circa 200 metri, situata circa 34 km a monte della diga Enguri. Nei piani la Khudoni HPP incrementerebbe del 20% la produzione elettrica del paese, per un costo di 1,2 miliardi di dollari ed una durata dei lavori di 5-6 anni. Sembra un progetto impressionante che potrebbe produrre letteralmente tonnellate di energia pulita, ma è questa energia davvero pulita? Qual è il prezzo e chi lo pagherà? Secondo le ONG ambientaliste locali, l’impatto cumulativo delle centrali Khudoni, Enguri e Tobari avrà effetti negativi sulla qualità delle acque, sulle esondazioni naturali e sulla composizione della fauna fluviale. Se questo non fosse ancora abbastanza, il progetto richiede il reinsediamento di un certo numero di villaggi storici dell’Alta Svanezia, una zona entrata a far parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1996, con annessi terreni agricoli, boschi, strade, infrastrutture, eccetera.

Questi sono solo alcuni dei temi che affronteremo nei nostri reportage. Il viaggio avrà inizio nel maggio 2014, con l’intenzione di raggiungere il Kyrgyzstan prima dell’inverno. Da qui ripartiremo nella primavera 2015 verso Mongolia, Cina e Tuva.

Sponsor tecnici di questa avventura sono FERRINO Outdoor, Extrawheel, TiGr Lock, Crosso, Schwalbe tires (official) e Pedalando - riparazione bici.

Veniteci a trovare
il 27 aprile 2014

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