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Forma Fluens al Macs

Milano
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Il movimento delle arti in mostra presso il Mazda Con-temporary Space a Milano, dal 9 al 14 aprile 2013, con Forma Fluens.

Forma Fluens, la mostra di Giuliana Cunéaz sull'arte in movimento e sul movimento nelle arti è un progetto immersivo, specificatamente studiato per lo spazio Mazda, che coinvolge lo spettatore in un affascinante viaggio virtuale tra le forme della scienza e delle nanotecnologie.
 
L’artista indaga nella materia come un archeologo nel sottosuolo alla ricerca di reperti intangibili e questo appare evidente osservando la videoinstallazione Matter Waves del 2009 dove le immagini mostrano onde di terra che nel loro fluire portano alla luce oggetti che poi scompaiono nuovamente, quasi fossero miraggi della memoria. Gli elementi, infatti, appaiono simili a reperti archeologici, ma, in realtà, sono nanostrutture, cioè agglomerati di molecole o di atomi.

L’interesse per la trasformazione delle cose e per il loro processo entropico, ha consentito all’artista di sviluppare una rinnovata visione paesaggistica dove la componente artificiale si sovrappone, senza mai coincidere, con quella naturale in una dilatazione progressiva dello spazio fisico e mentale.

Indossando gli occhialini personalizzati da Giuliana Cunéaz per l’occasione, è possibile, poi, lasciarsi suggestionare dalla videoinstallazione in 3D di Zone fuori controllo (2011-2012) dove la dimensione stereoscopica entra in relazione diretta con lo spazio reale consentendo di addentrarsi tra le onde di una tempesta, gli spazi misteriosi di una grotta, le colate laviche di un vulcano e la collisione di monumentali iceberg. Sono visioni dove tutto si connette con lo sguardo turbato dello spettatore che si trova di fronte alla vertigine dell'immagine, sempre in bilico tra sublime e terrificante.
 
La mostra si completa con l’importante ciclo degli screen painting, una tecnica inventata dall’artista nel 2006 che modifica radicalmente il rapporto con la tecnologia. Gli schermi dipinti, infatti, sono caratterizzati dalla relazione ambivalente tra la pittura sullo schermo e l’immagine video. Nel ciclo The Growing Garden (2007-2008) gli elementi vegetali dell’animazione si connettono con le forme dipinte sullo schermo moltiplicando l’immagine come fosse un rituale zen.

In tal modo, la pittura si interfaccia con il dinamismo e la mobilità della dimensione virtuale creando un paradosso ricco di conseguenze dal momento che l’immagine pittorica, al contrario di quella virtuale replicabile all’infinito, è portatrice di un’unicità e, quindi, di uno specifico DNA.

 

Veniteci a trovare
dal 9 al 14 aprile 2013

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