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*P.K.M.* PLEASE KILL THE MAINSTREAM

Galerija Zečević Cara Uroša 11, Belgrado, Serbia
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MARIA GIOVANNA AMBROSONE | BLUE & JOY | ARTURO IANNIELLO | CHOI JAEYONG | CORRADO LA MATTINA | CINDY HINANT | MARTA JOVANOVIC | HYE JOO JUN | PASQUALE NAPOLITANO | DANIELA POLITELLI | ARIA SECCA | CHANGAN SON | ZERO-T

A cura di Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore

*COMUNICATO STAMPA*
Mainstream è un termine inglese usato come aggettivo in vari campi delle arti e della cultura per indicare una corrente che, in quel particolare ambito, è considerata "convenzionale", comune, dominante. Esso indica anche una tendenza che risulta particolarmente seguita dalla collettività.
Nella società contemporanea il Mainstream - comunemente inteso come espressione della cultura nella sua totalità - è decretato dall'establishment, il famoso Sistema con la S maiuscola; in questo contesto l'arte, dal canto suo, ha apparentemente smesso di costituire un atteggiamento morale per il bene dell'uomo ed è andata via via svilendosi, riducendo il suo potere fattivo come impulso produttivo, e dunque linfa vitale della società, a materia fagocitata dal nuovo capitalismo sotto forma di gigantesche bolle finanziarie, di una sovrapproduzione di opere - che quasi sempre finiscono col superare l'effettiva domanda - dando vita, paradossalmente, ad una serie di multipli artistici inanimati, senza alcun valore culturale.
Molti artisti italiani e Internazionali nel corso degli anni si sono avvalsi del trampolino dell'anticonformismo schierandosi di fronte alla grande macchina del Mainstream, contro l'aggressività finanziaria ed economica che la caratterizza, trasformandosi velocemente, nella maggior parte dei casi, in “animalisti in pelliccia”, punte di diamante dello stesso organismo che millantavano di voler combattere, oggetti della sua grande contraddizione di base dove l'accento speculativo/finanziario schiaccia quello culturale. Oggi ci si chiede se l'arte contemporanea possa ancora preservare un'anima e corrispondere ad un valore morale che non sia unicamente oggetto di speculazione.
Quello che Largo Baracche Project si propone con Please, Kill The Mainstream - a cura di Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore - è un'analisi, prima ancora di un attacco, di questo sistema generatore di arte e di un cultural heritage fantasma.
Uno sguardo il più possibile obiettivo alla dualità del Mainstream, alla sua anima tentatrice e alla pochezza che il più delle volte cela al suo interno: specchio del contesto sociale in cui è radicato, il mainstream lascia intravedere il fallimento di un ingranaggio, l'impoverimento del capitale umano bloccato su se stesso.

*PRESS RELEASE*
Mainstream is an English word used as an adjective in many fields of art and culture to describe a current which, in that particular field, is considered “conventional”, common, dominant. It describes a tendency that is particularly followed by community.
In the contemporary society the Mainstream, commonly intended as expression of culture in its totality, is decreed by establishment, the System with the major S; in this context art, from its side, has apparentley stopped to constitue a moral behaviour for the man's sake and has started to debase itself more and more, reducing its active power as a productive impulse, an actual lifeblood, to become a matter swallowed up by the new capitalism in the form of gigantic financial bubbles, an overproduction of works - which almost always exceed the actual demand - giving life, paradoxically, to a series of artistic multiple inanimate, without any cultural value. Many Italian and international artists over the years have made use of the trampoline of nonconformity siding in front of the great machine of the Mainstream, against the financial and economic aggression that characterizes it, turning quickly, in most cases, in "animalists in fur ", spearheads of the same organism that they said they wanted to fight, objects of its great basic contradiction where the speculative / financial emphasis crushes the cultural one.
Today the question is whether contemporary art can still preserve a soul and correspond to a moral value that is not only a matter of speculation.
What Largo Baracche Project contemplates with “Please Kill the Mainstream” – edited by Giuseppe Ruffo e Pietro Tatafiore – is an analysis, even before an actual attack, of this system that generates art and a ghost cultural heritage.
A direct look at the duality of Mainstream, at its tempting soul and at the smallness that is often hidden on its inside: mirror of the social context in which it is ingrained, the Mainstream shows the failure of an engine, the depletion of human capital stuck on itself.

Veniteci a trovare
il 28 aprile 2014

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