Login Accedi ^
Italiano
Registrati
Registrati su Weekeep! Trova i tuoi amici di Facebook, organizza i tuoi viaggi e visita oltre 1.000.000 eventi in tutto il mondo!
Accedi con Facebook
Accedi con Google+
Facebook Google+
X
RISULTATI
MAPPA
DETTAGLIO
$mapTile_Titolo
$mapTile_Immagine
$mapTile_Indirizzo
$mapTile_LastMinute
$mapTile_Durata
Località
Dormire
Mangiare
Offerte Speciali
Eventi
Mostra tutte le 7 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 11 LOCALITAMostra meno località
Mostra tutte le 23 sistemazioniMostra meno sistemazioni
PREZZO : da € a
OSPITI :
CAMERE :
STELLE : da a
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie
Mostra tutte le 13 categorieMostra meno categorie

LA VOCE DI GIOCASTA

Teatro San Lorenzo Alle Colonne Corso di Porta Ticinese, 45, Milano, Italia
Google+

mercoledì 23 aprile 2014, ore 20.30
LA VOCE DI GIOCASTA

di Maddalena Mazzocut-Mis
regia di Paolo Bignamini
con
Annig Raimondi
Sergio Sorrentino, chitarra elettrica

musiche di scena di Azio Corghi
scene Francesca Barattini
organizzazione Carlo Grassi
produzione ScenAperta Altomilanese Teatri in collaborazione con Università degli Studi di Milano e Teatro Franco Parenti

Giocasta, regina di Tebe, incontra il figlio-marito Edipo, cieco e imprigionato. La maledizione che Edipo ha scagliato sui figli maschi, morti uno per mano dell’altro, si è abbattuta anche sulle due figlie che si sono sacrificate per dare sepoltura a uno dei fratelli.
Giocasta, da madre, lo perdona e giustifica se stessa. Quasi fosse una confessione, racconta la sua esistenza, cercando in essa un motivo per sopravvivere all’orrore. “Non parlo per farti del male e non sarà lo strazio a trovare le parole, ma la pietà di una madre che dice mentre nasconde”. Dopo il pianto di Edipo, ormai inerme e per questo fanciullo, Giocasta lo prenderà per mano. Sarà i suoi occhi.

L’opera si inserisce nella tradizione italiana ed europea sia dal punto di vista letterario che musicale, ma nello stesso tempo se ne allontana per alcune particolarità essenziali. In primo luogo il mythos è narrato da una donna, madre e regina, nella tradizione edipica protagonista silenziosa. In secondo luogo, tutta la vicenda è emendata dalle derive psicanalitiche che ne affollano le novecentesche rappresentazioni. Nella drammaturgia Giocasta sopravvive all’orrore della tragedia familiare ripercorrendo la propria vita in un monologo lucido e sofferto. È prima di tutto madre, madre di Edipo e dei suoi quattro figli, e come tale si rivolge a un Edipo ormai cieco e inerme: “Parlo non per farti del male e non sarà lo strazio a trovare le parole, ma la pietà di una madre che dice mentre nasconde”. La narrazione di Giocasta comprende una parabola che inizia con la nascita di Edipo e si chiude con la morte di Antigone. La maledizione che Edipo scaglia sui figli maschi si abbatte anche sulle due figlie che si sacrificano per dare sepoltura a uno dei fratelli.
Una madre che silenziosamente conosce, da sempre, la verità e la cela, anche a se stessa, per non perdere la gioia di essere moglie e madre. Una madre che riconosce la tragedia al primo sguardo e ha il coraggio di mantenere quello sguardo, alto, fino in fondo. La Giocasta qui rappresentata non si uccide, ma accoglie, non indaga, ma guarda finalmente con gli occhi della verità, occhi che saranno poi quelli di Edipo.

Veniteci a trovare
il 23 aprile 2014

Che Tempo fa

Recensioni

Caricamento...
Caricamento...
In questa zona i nostri Partner offrono: