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Sulle Tracce di Alan Lomax

La Lomax via Fornai 44, Catania CT, Italia
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SULLE TRACCE DI ALAN LOMAX
1° Giornata di studi in memoria di ALAN LOMAX
Martedì 22 aprile, sala Lomax
Via Fornai 44, Catania

h. 18.00 Conferenza multimediale
a cura di Goffredo Plastino (Università di Newcastle, UK)
h. 20.00 Aperitivo
h. 21.30 Concerto Sulle tracce di Alan Lomax
(musiche da Nord America, Galizia, Calabria e Sicilia)
con Cesare Basile, Stefano Sciotto, Franco Barbanera,
Maurizio Cuzzocrea, Stefano Spoto, Giorgio Maltese.

L’associazione culturale Alan Lomax propone, nel decennale della sua fondazione, la prima giornata di studi dedicata al celebre etnomusicologo statunitense che, in oltre sessant’anni di incessante attività, ha saputo coniugare un immenso lavoro di ricerca sul campo e di elaborazione teorica in ambito etnomusicologico con un’altrettanto vitale attività di divulgazione e comunicazione, produzione radiofonica e discografica. Nella sua poliedrica carriera Alan Lomax si è anche dedicato alla riesecuzione in prima persona e alla promozione culturale dei repertori musicali da lui studiati, anche attraverso la Association for Cultural Equity da lui fondata nel 1983.

Non a caso Alan Lomax è oggi accreditato come un personaggio chiave per la nascita del movimento di folk-revival statunitense del secondo dopoguerra, avendo contribuito direttamente alla “scoperta” da parte del pubblico americano di personaggi oggi leggendari come Jelly Roll Morton, Woody Guthrie, Lead Belly, Muddy Waters, Sonny Terry, Pete Seeger e molti altri, dando così un importante contributo alla nascita del fenomeno delle “protest songs” e impegnandosi poi personalmente nel Movimento per i Diritti Civili, un attivismo culturale che lo portò anche ad essere indagato dal’FBI come sospetto simpatizzante del Partito Comunista.
In Italia il suo nome è indissolubilmente legato alla celebre campagna di registrazioni sul campo compiute insieme a Diego Carpitella tra 1954 e ‘55, che ancora oggi sono un punto di riferimento fondamentale per la ricerca etnomusicologica, e hanno dato un contributo non facilmente sottovalutabile alla nascita del movimento di riscoperta e rivitializzazione della cosiddetta musica popolare nel nostro Paese.

Questa giornata di studi, in collaborazione con il Corso di laurea magistrale in Comunicazione della Cultura e dello Spettacolo dell’Università di Catania, si rivolge tanto agli studenti quanto al pubblico generale, e vuole essere un primo appuntamento di preparazione alle iniziative per il centenario della nascita di Alan Lomax che ricorre il 31 gennaio 2015.
Il principale obbiettivo della giornata è quello di tracciare un profilo della storia intellettuale e scientifica di Alan Lomax, con il supporto di registrazioni, foto e audiovisivi, compito assegnato principalmente al relatore Prof. Goffredo Plastino, docente di etnomusicologia presso l’università di Newcastle in Inghilterra, grande conoscitore di Alan Lomax e delle sue ricerche in Italia, nonché curatore della collana di compact disc Italian Treasury: The Alan Lomax Collection (Rounder Records, 1997-2005) e del volume autobiografico L’anno più felice della mia vita. Un viaggio in Italia (Il Saggiatore, 2008).
Alla presentazione multimediale del Prof. Plastino seguirà un dibattito e un concerto con musiche legate ai repertori documentati da Alan Lomax in Sicilia, Calabria e negli Stati Uniti.


Alan Lomax (1915 - 2002) è stato un celebre cantante e chitarrista, etnomusicologo, produttore e conduttore radiofonico statunitense, conosciuto in Italia soprattutto per la famosa campagna di ricerca e documentazione sulla musica popolare compiuta assieme a Diego Carpitella tra 1954 e ’55 in diverse regioni, tra cui la Sicilia.
Quelle registrazioni ebbero un impatto sicuramente importante sulla cultura musicale italiana e sul nascente movimento di folk-revival, e le serie discografiche curate da Alan Lomax rimangono ancora una risorsa e uno stimolo importante per diverse generazioni di musicisti. Tanto che –complice uno di questi LP– a Catania nel 2004 un gruppo di giovani appassionati di musica popolare decide di intitolare proprio a lui un’associazione culturale dedicata alla didattica e alla promozione di tutte le musiche e le espressioni artistiche, e ispirata da quel principio di “cultural equity” che ha animato Alan Lomax nei suoi oltre 60 anni di incessante attività di ricerca e promozione culturale.
Il giovane Alan inizia appena diciottenne la sua lunga carriera di raccoglitore di canzoni accompagnando il padre John Avery Lomax (1867- 1948), vero pioniere dell’etnografia musicale, nelle campagne di registrazione compiute nei penitenziari del Kentucky, Tennesse, Texas e Mississippi. Tutte queste registrazioni, dedicate soprattutto a documentare e valorizzare l’immenso repertorio dei neri afroamericani, confluiranno poi nell’Archive of American Folk Song della Library of Congress.
Proseguendo nel solco del padre, Alan Lomax passerà alla storia come uno dei più prolifici produttori di registrazioni sul campo, con diverse centinaia di ore di registrazioni raccolte in diversi stati d’America, Haiti, Trinidad, Inghilterra, Irlanda, Spagna, Italia, Marocco Nel frattempo si guadagnava da vivere alternando l’attività di cantante e chitarrista (arriva persino ad esibirsi alla Casa Bianca in occasione della visita dei Reali d’Inghilterra) con quella di curatore e conduttore radiofonico, iniziata nel 1939 per la CBS. In questa veste Lomax registra e porta all’attenzione del pubblico americano artisti oggi leggendari come Jelly Roll Morton, Woody Guthrie, Lead Belly, Muddy Waters, Sonny Terry, Pete Seeger e molti altri, dando così un importante contributo alla nascita del fenomeno delle “protest songs” e impegnandosi poi personalmente nel Movimento per i Diritti Civili, un attivismo culturale che lo portò anche ad essere indagato dal’FBI come sospetto simpatizzante del Partito Comunista.
Nel 1950 il suo viaggio in Inghilterra è anche un’espediente per evitare di testimoniare davanti alla tristemente nota Commissione per le Attività Antiamericane. Partito con il piano di rientrare in USA dopo circa un’anno, resterà invece in Europa fino al 1958, lavorando per la BBC e poggiando le basi per il movimento del “folk revival” in Inghilterra, Scozia e Irlanda, e poi anche in Italia e Spagna. Questa sorta di “esilio” non gli impedì di curare per la Columbia Records una celebre serie di pubblicazioni discografiche intitolata World Library of Folk and Primitive Music.
Dopo il suo ritorno negli Stati Uniti continuerà fino al 1996 le sue molteplici attività di ricerca, documentazione, pubblicazione e valorizzazione delle culture musicali marginali, avviando numerosi progetti di ricerca e dando vita nel 1983 all’Association for Cultural Equity (ACE), che si fonda sui presupposti del suo “Appello per l’uguaglianza delle culture” (già pubblicato dall’Unesco nel 1972) in cui si propugna e si difende il “diritto di ogni cultura di salvaguardare, esprimere e sviluppare il proprio patrimonio artistico ed espressivo”.
Oggi l’ACE conserva l’immenso patrimonio di documentazione audio e video prodotto da Alan Lomax, che e’ stato archiviato e digitalizzato ed infine reso disponibile interamente e gratuitamente on-line attraverso il sito http://www.culturalequity.org.

L’Associazione Culturale Alan Lomax nasce proprio raccogliendo il messaggio di questo ricercatore indipendente e visionario, e da dieci anni a Catania mantiene in vita una struttura concepita come una “casa” per tutte le musiche e le arti, con attenzione particolare alle musiche popolari e di tradizione orale, che accoglie e valorizza soprattutto tutte le espressioni musicali ed artistiche delle culture tenute “ai margini” della cosiddetta cultura ufficiale e commerciale.

La Lomax si sta preparando a celebrare l’imminente centenario della nascita di Alan Lomax con una serie di iniziative a lui dedicate.

Veniteci a trovare
il 22 aprile 2014

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