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L'ANTIMAFIA SOCIALE COME RESISTENZA. Spettacolo Teatrale "Aut. Il sogno di Peppino. Attualizzare Imp

Molfetta Molfetta BA, Italia
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OTTAVA GIORNATA per
RESISTENZA E RESISTENZE
c/o Fabbrica San Domenico - Molfetta -


di e con Giulio Bufo e Federico Ancona

Giuseppe Impastato, meglio conosciuto come Peppino, torna in teatro con lo spettacolo “Aut. Il sogno di Peppino Impastato”, ultimo lavoro del collettivo teatrale “Gli Alchemici”.
Giulio Bufo sceglie di vestire i panni di Peppino Impastato, conduttore radiofonico italiano impegnato nella lotta contro la Mafia nella Sicilia degli anni Sessanta, e lo fa con una efficacia eccezionale che passa dai toni forti del racconto a quelli distesi dell’ironia.
Accanto a Bufo, Federico Ancona, maestro di pianoforte, flauto e composizione pop - rock accompagna la rappresentazione con il flauto, alleggerendo l’atmosfera o, all’occorrenza, rendendola tesa, commovente, triste.
Peppino Impastato, nato in una famiglia mafiosa, passa tutta la sua vita a combattere la Mafia, contro il volere di suo padre, legato al boss mafioso Tano Badalamenti.
Peppino insidia il sistema prima con il giornalino L’idea socialista, poi, nel 1976, costituisce il gruppo Musica e cultura e fonda Radio Aut, radio libera e autofinanziata con cui denunciava delitti e affari dei mafiosi di Cinisi e Terrasini.
Nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1978 viene assassinato nel corso della campagna elettorale.
Col suo cadavere venne inscenato un attentato, in cui la stessa vittima apparisse come attentatore suicida, ponendo una carica di tritolo sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia.
Così si conclude la vita di un uomo assassinato, passato per suicida.

Quella vita, fatta di ribellione, di denuncia, di lotta e di coraggio ritorna sulla scena quasi in punta di piedi, in disordine, con la freschezza di un giovane sognatore la cui vita sarà causa della sua morte.
Lo spettacolo ha la capacità di sollecitare domande, riflessioni, e di portare una maggiore consapevolezza negli occhi degli spettatori.
Il grido del personaggio è rivolto alle coscienze, su di esse vuole suscitare una presa di posizione e l’assunzione di una speranza che possa dare corpo ad un’utopia per le nuove generazioni.
Restituire un’esperienza, rendendola simbolica è il merito di Giulio Bufo e Federico Ancona.
Aver reso possibile l’incontro tra il teatro e la società civile, far parlare, discutere, reagire, è un successo.

Veniteci a trovare
il 30 aprile 2014

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