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Pisa INTERNATIONAL JAZZ DAY - Parole e Musica intorno alla Storia del Jazz

SMS Biblio - Pisa Via San Michele degli Scalzi (Piagge), Pisa PI, Italia
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Merc. 30 Aprile @ SMS Biblio - Pisa
h.21:30 INGRESSO GRATUITO

PISA INTERNATIONAL JAZZ DAY
Musica e parole intorno alla “Storia del Jazz” di Ted Gioia
_______________________________________________

FRANCESCO MARTINELLI presenta “Storia del Jazz”
di Ted Gioia (EDT/Siena Jazz)

Accompagnato dalle musiche suonate da:

NICO GORI clarinetto, sax
PIERGIORGIO PIRRO piano
MATTEO ANELLI contrabbasso
WALTER PAOLI batteria
______________________________________________

L’INTERNATIONAL JAZZ DAY
Dal 2011 l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura ha ufficialmente designato il 30 aprile come Giornata Internazionale di Jazz al fine di promuovere il fenomeno culturale e musicale del Jazz e la sua capacità di unire le persone in tutti gli angoli del globo. La Giornata Internazionale del Jazz è presieduta e guidata da Irina Bokova, Direttore Generale dell’unesco, e dal pianista e compositore jazz Herbie Hancock, ambasciatore Unesco per il Dialogo Interculturale nonché Presidente dell’Istituto di jazz Thelonious Monk.

PISA PER IJD2014
In occasione della Giornata Internazionale del Jazz 2014 il Comune di Pisa, in collaborazione con le associazioni ExWide e Pisa Musica 2000, promuove un evento che unisce musica dal vivo e lettura presso il salone della nuova Biblioteca Comunale, l’SMS Biblio presso San Michele degli Scalzi.
Partendo dalla traduzione italiana della Storia del Jazz di Ted Gioia pubblicata nel quadro della collaborazione tra la Fondazione Siena Jazz e la casa editrice EDT, il traduttore e curatore Francesco Martinelli tratteggerà gli assi portanti della storia di questa musica piena di colori e varietà, nata in una delle città più colorate e varie al mondo, New Orleans.
Il commento sonoro specialmente pensato per questo evento verrà creato dal collaudato quartetto di Nico Gori, Piergiorgio Pirro, Matteo Anelli e Walter Paoli, lo stesso team che ebbe grande successo all’SMS Biblio con la serata dedicata al “Persecutore” di Borges letto da Paolo Giommarelli.

NICO GORI
Dopo anni di grandi collaborazioni in Italia (Stefano Bollani) e a livello internazionale (Tom Harrell, Fred Hersch) da Maggio 2013 Nico Gori risiede a Copenhagen, Danimarca, dove suona e registra con alcuni tra i migliori musicisti della scena danese come Jesper Bodilsen, Morten Lund, Jesper Lundgaard e Thomas Clausen. Inoltre tiene concerti e seminari con il gruppo Band Au Neon insieme a due grandi musicisti italiani da tempo residenti in Danimarca: Paolo Russo e Francesco Calì. Pirro, Anelli e Paoli sono un’affiatata e originale sezione ritmica molto amata dal pubblico di Pisa per le sue regolari partecipazioni alle jam session dell’Ex-Wide e per altri importanti progetti.
I brani presentati dal curatore della edizione italiana della Storia del Jazz e interpretati da questo eccezionale quartetto ripercorreranno tutte le fasi della musica africano-americana: dal seme piantato con le danze degli schiavi di Congo Square e nutrito dai primi gruppi guidati da Buddy Bolden e Joe “King” Oliver il jazz ha iniziato la sua lunga e tortuosa odissea attraverso l’America e intorno al mondo, fiorendo in mille forme diverse – swing, bebop, cool, jazz-rock, free. Tra gli autori i giganti del jazz che hanno definito i grandi momenti della sua storia: Jelly Roll Morton, “il più grande compositore di brani hot”; Louis Armstrong, le cui incisioni della metà degli anni Venti per la Okeh sono ancora una delle pietre miliari del jazz; Duke Ellington al Cotton Club; il suono tagliente di Charlie Parker; i grandi del cool come Lester Young, Stan Getz e Gerry Mulligan; Miles Davis e il suo concerto del 1955 al Newport Jazz Festival; gli esperimenti di Ornette Coleman con l’atonalità, i grandi orizzonti offerti alla fusion da Pat Metheny, i postmodernisti della scena downtown e la globalizzazione del jazz. E il viaggio attraversa le paludi del Delta del Mississippi, le chiese e i teatri di New Orleans, i rent party di Harlem, gli speakeasy dell’età del Jazz, i club notturni della corrotta Kansas City, il Cotton Club, il Savoy, il Mintons’ e tutti gli altri luoghi in cui è stata fatta la storia del jazz.

FRANCESCO MARTINELLI
Il pisano Francesco Martinelli è impegnato fino dagli anni Settanta nella diffusione della cultura jazzistica in Italia come organizzatore di concerti, giornalista, saggista e traduttore, insegnante e conferenziere. Ha collaborato negli anni Settanta alla organizzazione delle memorabili Rassegne Internazionali del Jazz di Pisa, in seguito ha promosso in città concerti e rassegne tra cui La Nuova Onda, l’Instabile’s Festival, An Insolent Noise. Ha tradotto una decina di libri dall’inglese all’italiano, collaborando anche con la pisana ETS per la collana Sonografie. Insegna Storia del Jazz presso l’Istituto Musicale Mascagni di Livorno e la Siena Jazz University, dove dirige anche il Centro Studi sul Jazz “Arrigo Polillo”, la più ampia raccolta di libri, riviste e registrazioni di jazz in Italia.

“STORIA DEL JAZZ” di Ted Gioia
La traduzione della Storia del Jazz curata nella edizione originale inglese da uno dei più attivi divulgatori americani di questo genere musicale, il pianista e critico Ted Gioia, per la Oxford University Press, è stata conotta da Francesco Martinelli sulla seconda edizione del 2011, notevolmente aggiornata e migliorata rispetto alla prima pubblicazione del 1997.

Il jazz è come un camaleonte – scrive Gioia – e gli ascoltatori amano seguire i suoi rapidi cambi di colore e le vicende umane che si porta dietro. In un arco narrativo vibrante e completo, la Storia del jazz di Ted Gioia cattura tutte le sfumature di questa gloriosa tavolozza. Uscito in Ottobre 2013, l’elegante volume cartonato illustrato con una scelta di immagini tratte anche dall’archivio della Fondazione Siena Jazz ha subito incontrato il favore del pubblico, e sta per esaurire la sua prima tiratura, grazie anche all’adozione da parte di vari Corsi di Storia del Jazz dei Conservatori.
Anche la stampa ha colto il valore dell’opera, non lesinando elogi a una operazione che unisce valore culturale e didattico al puro piacere della lettura.

“La storia del jazz è un fantastico concentrato di personalità e sottogeneri, di storie personali intense e di riscatti sociali: parla di migrazioni e razzismo, di azzardi e rotture con il passato, con la tradizione. Lo spiega benissimo Storia del Jazz, firmato da Ted Gioia … considerata un testo fondamentale. Merito di Gioia è impostare un libro che non respinge con eccessivi tecnicismi, ma riesce a dare un quadro storico d’insieme inserendovi i protagonisti della scena: le loro vite, la loro arte.” (Rolling Stone)

E su La Stampa, definendolo “un libro formidabile” il musicologo Sandro Cappelletto ha collegato il libro alla cronaca di oggi: “… senza il jazz, il cittadino americano di origine africana Barack Obama sarebbe mai diventato presidente degli Stati Uniti? Senza una musica che ha rappresentato per gli afroamericani – quando erano schiavi e anche quando, molto tempo dopo, diventeranno uomini liberi – non solo una identità innegabile, ma la prova evidente che un frutto della loro cultura era capace di conquistare la ribalta da protagonista, ovunque nel mondo e non per una sera soltanto.

Affascina da subito, per la ricchezza di informazioni e per la capacità di tenere insieme vicende sociali, economiche e musicali, la Storia del jazz scritta dal compositore, pianista e critico californiano Ted Gioia…

Sono tre i valori musicali che gli schiavi neri possiedono e comunicano: l’arte dell’improvvisazione, il piacere della spontaneità che tutti coinvolge, la potenza nuova del ritmo. «Berlioz nei suoi massimi sforzi con la sua armata di percussionisti non riuscì a produrre niente di paragonabile alla percussione armoniosa di questi selvaggi», scrive Edward Krehbiel dopo aver ascoltato un gruppo di musicisti africani a Chicago nel 1893. Pochi decenni dopo, Maurice Ravel, al ritorno dal suo viaggio negli Stati Uniti, racconterà agli europei l’enorme impressione ricevuta da quella musica nuova, che ben presto avrà musicisti e pubblico bianchi: la capacità delle «arti performative africane di trasformare la tradizione compositiva europea rappresenta la più potente e impressionante forza evolutiva nella storia della musica moderna». Affermazione radicale, ma non immotivata.”

Salvatore Carrubba a Radio 24 l’ha inserito tra i titoli di musica da leggere assolutamente e Gian Mario Maletto sul Sole 24 l’ha definito “il libro dell’anno …una magistrale summa”.

Veniteci a trovare
il 30 aprile 2014

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