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Storie di giù - La Resistenza in Puglia

Arci La Locomotiva Corato Piazza Savoia 4, Corato BA, Italia
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Ricordare è Resistere, Resistere è vita

Per le celebrazioni del 25 Aprile l’Arci La Locomotiva di Corato ha deciso di dedicare un momento di riflessione e confronto su quelli che sono stati gli episodi di resistenza al nazifascismo sul nostro territorio.

Il fenomeno della resistenza sembra essere stato sempre lontano da questi luoghi e invece sono molte le testimonianze che dimostrano come anche le nostre terre siano state protagoniste della lotta al nazifascismo.

In particolare saranno due i momenti di approfondimento su cui ci soffermeremo. Partendo dall’intervento del Professor Dicuonzo, responsabile dell’archivio della Resistenza e della Memoria di Barletta, che ci illustrerà alcuni episodi riguardanti la resistenza locale, proseguiremo con la visione di alcuni filmati ambientati nelle nostre terre, partendo dalla caduta del fascismo fino al giorno della liberazione.

Perché ricordare è resistere e resistere è vita.

“Cari amici,

[…]dobbiamo guardare ed esaminare insieme: che cosa? Noi stessi. Per abituarci a vedere in noi la parte di responsabilità che abbiamo nei nostri mali. Qui sta la nostra colpa: come mai, noi Italiani, abbiamo abdicato, lasciato ogni diritto, di fronte a qualche vacua, rimbombante parola? che cosa abbiamo creduto? creduto grazie al cielo niente, ma in ogni modo ci siamo lasciati strappare di mano tutto, da una minoranza inadeguata, moralmente e intellettualmente. Questa ci ha depredato e questo è il lato più roseo io credo. Il brutto è che le parole e gli atti di quella minoranza hanno intaccato la posizione morale, la mentalità di molti di noi. Credetemi la “cosa pubblica” è noi stessi. […] Al di là di ogni retorica, constatiamo come la cosa pubblica sia noi stessi, la nostra famiglia, il nostro lavoro, il nostro mondo insomma, che ogni sua sciagura è sciagura nostra, come ora soffriamo per l’estrema miseria in cui il nostro paese è caduto: se lo avessimo sempre tenuto presente come sarebbe successo questo?

E se ragioniamo il nostro interesse e quello della cosa pubblica finiscono per coincidere. Appunto per questo dobbiamo curarla direttamente, personalmente, come il nostro lavoro più delicato e importante. Perché da questo dipendono tutti gli altri, le condizioni di tutti gli altri. Se non ci appassioniamo a questo, se noi non lo trattiamo a fondo, specialmente oggi, quella ripresa che speriamo, a cui tenacemente ci attacchiamo, sarà impossibile. Come vorremmo vivere domani? No, non dite di essere scoraggiati, di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete voluto più sapere!

Giacomo Ulivi, 19 anni, studente di giurisprudenza. “

Da Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana.

Veniteci a trovare
il 23 aprile 2014

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