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Prima assoluta Vinicio Capossela

Tivoli RM, Italia
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Vinicio Capossela e il suo ensemble Trio Amadei Solisti della Vianiner Philharmoniker presentano musiche di Camille Saint-Saëns e canzoni di Vinicio Capossela, lunedì 22 luglio 2013, alle ore 21. a Tivoli, Villa Adriana.

"... Chi sono, gli animali che compaiono nei nostri sogni, e perché vengono proprio a noi che abbiamo trascorso gli ultimi due secoli a sterminarli regolarmente, a un ritmo sempre più rapido, senza pietà, specie per specie, in ogni parte del mondo? Eppure con quanta incrollabile fiducia continuano a entrare nella nostra anima del sogno, nelle nostre fantasie infantili, nel nostro immaginario artistico..."    

James Hillman "Animali del sogno"

Aspettando il ritorno del Festival Internazionale di Villa Adriana nel 2014, la Fondazione Musica per Roma con il sostegno della Regione Lazio presenta un evento unico, un progetto originale in prima assoluta. Vinicio Capossela con il suo ensemble, il Trio Amadei e i solisti della Vianiner Philharmoniker saliranno insieme su uno dei palcoscenici più suggestivi del mondo per eseguire il "Carnevale degli animali" di Charles-Camille Saint-Saëns e una serie di canzoni di Vinicio Capossela, cucite insieme per formare un racconto che conduce il pubblico tra storie di animali celebri, simbolismi, bestiari. Bestie cantate per farci un giro da "bestie incantate", come venivano chiamate le bestie che si esibivano con i saltimbanchi. Però le bestie sotto incantesimo siamo noi, come scrive bene James Hillman in "Animali del sogno".

"Bestiari... Gli animali, maschere d'enigma... Maschere d'accesso al sacro... Deità' misteriche con cui dividiamo il creato. Nei bestiari medievali venivano studiati, non nel senso zoologico, scientifico ... Uscire dal reale ed entrare nel vero.

Le nature degli animali rappresentative delle nature dell'uomo, dell'amore, del peccato. La signoria dell'uomo, trasformata man mano in indifferenza, cecità... non conoscenza. Gli animali sono usciti dalle nostre vite e sono entrati nei cartoni animati e nei documentari, oppure sulla tavola, dove si consuma il nostro principale rapporto con loro: mangiarli.

Stanno lì'... grandi sfingi di pietra... (come non si siano organizzati per scacciare l'uomo, resta un mistero) che custodiscono templi, accompagnano deità, che sono forse Dei essi stessi, come l'orso, che per i siberiani era un Dio in persona.

Rinunciare agli animali e' amputarsi dell'accesso alla natura, che, come dice Psarantonis, e' il Dio. Dunque l'animale e' la manifestazione del divino... Di un altra lingua che si parla sulla terra.

Veniteci a trovare
il 22 luglio 2013

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