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Dialogo con Toni Negri sul tema: "Lo spazio europeo: sguardi da sud per inventare il comune"

Palazzo Corigliano - Aula Mura Greche Napoli, Italia
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Venerdì 16 maggio, ore 16
Aula delle Mura Greche di Palazzo Corigliano
(Università degli studi di Napoli L'Orientale)
P.zza San Domenico, Napoli

Dialogo con Toni Negri sul tema
"Lo spazio europeo: sguardi da sud per inventare il comune"

Quando parliamo della costruzione dell’Europa neoliberista non possiamo esimerci dal notare che il modello al quale guardare nello sviluppo di questo processo è quello di matrice tedesca: tutto ciò comporta il fatto che, quando si parla della dimensione assunta dal biopotere capitalista in Europa, non si possa fare a meno di parlare della governance economica, che spesso si traduce nel dispositivo ordoliberale dell’economia sociale di mercato. Esso, però, sotto la spinta dei mercati, perde ogni dimensione sociale e minimamente riformista per porre in risalto invece quella autoritaria ed ordinativa. Ciò significa che l’articolazione sul territorio del comando capitalistico avviene in base ad un sistema di regole dettate dalla Troika, esercitando così un rigido controllo dall’alto, attraverso un sistema verticistico che organizza i mercati, se non addirittura le politiche fiscali e salariali dei singoli stati. Vi è un altro dispositivo sul quale l’Europa neoliberista ci sembra poggiare: quello basato sulla diade “sviluppo-sottosviluppo”; seguendo la logica di questo dispositivo, vediamo affiorare un nuovo “orientalismo” che viene ad essere esercitato sulle popolazioni meridionali. L’Europa neoliberista ha bisogno di del proprio negativo per riconoscersi, quasi di uno specchio; il Sud sarà la versione deprivata e mancante del Nord, e ciò varrà esattamente ed alla stessa maniera per l'Europa meridionale rispetto all'Europa settentrionale. Questo dispositivo ha prodotto il Sud, ma anche il Nord, consentendo a quest'ultimo di svilupparsi come centro del governo economico, politico, culturale e giuridico degli spazi periferici dell’Europa. In questo rapporto binario, lo sviluppo produce il sottosviluppo, e, nello specifico, nel mediterraneo e nel sud Europa l'egemonia di questo ordine del discorso impedisce di pensare ad un tipo di realtà differente, garantendo il dominio e la subordinazione del lavoro vivo a dei veri e proprio dispositivi neo-coloniali. E' stato il pensiero post-coloniale a forgiare determinate categorie concettuali e ad occuparsi dello sviluppo di determinati tipi di processi: esso tuttavia sembra portare con se dei nodi irrisolti e dei limiti che ne frenano la funzionalità e l'applicabilità a determinate situazioni. Venendo alla dimensione delle lotte costituenti agite dai movimenti, ci sembra che esse non possano esser definite tali se non si articolano avendo come orizzonte il terreno europeo. La sfida va lanciata a quest'altezza, pena la ricaduta in processi di riterritorializzazione nazional-sovranista assolutamente mortiferi e deleteri. Va dunque pensato un nuovo welfare europeo, una carta dei movimenti e una costruzione di quelle istituzioni del comune su questo livello continentale che ci permettano di immaginare meccanismi di espropriazione del privato, di appropriazione del pubblico e di riconquista della capacità decisionale adeguati alla potenza e alla comune intelligenza del lavoro vivo contemporaneo.

Promuovono:
EuroNomade
Zero81
Aula Flex (Orientale)
Aula LP (Federico II)
Collettivi Autonomi Studenteschi

Veniteci a trovare
il 16 maggio 2014

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