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PAOLO CRISTALLI E STEFANO DI MATTEO al Caffè Letterario di Lanciano | Settimana della cultura 2014

Caffè Letterario corso roma n°30, Lanciano CH, Italia
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"Come nella vita, i contrari esistono ovunque: nell'organizzazione sociale e nella vita affettiva, negli scambi fra individui. Vivere e realizzare la contraddizione, ecco l'essenziale" (Alassane Ndaw ).
Paolo Cristalli vivendo appunto varie contraddizioni è diventato essenzialmente Poesia. Questa è fondamentale per la sua sopravvivenza e per quella di chi ha scorto le contraddizioni della vita e non si vuole limitare a guardare, appunto la vita, da un una visuale opaca di convenzioni.
Se lo si legge questo poeta, e ancor più si conosce, non si può non volergli bene.
Perché? E' come un doble-face che non potendosi opporre alle sferzate del vento si torce continuamente e mostra il nostro emozionale e il nostro istituzionale. Si scioglie il cuore mentre lo stomaco si annoda e ne vien fuori quello stridere che ti fa dire: sei un maledetto! sei proprio un maledetto!
L'istituzionale asserisce che ognuno si forgia il proprio destino. Paolo è stato scelto invece dalle sue gattucce e da un prato stranamente verde d'inverno.
"Quando Dio ha qualcosa da dire o da ridire non si rivolge ai creativi di Benetton, ma ad individui particolarmente irritabili: gente che sa da dove nasce l'offesa".
Ecco allora che "La poesia lascia il tempo che trova e ne cerca un altro..."
Paolo si definisce poeta di basso volo e preferisce collocarsi nella schiera degli chansonniers, piuttosto che in quella dei poeti. Non a caso è stato insignito del premio De André alla poesia nel 2010.
Come De André è capace di fare un volo radente il suolo senza impigliarsi, ma alzando polvere e polvere... Chiedi alla polvere? No, chiedi a Paolo Cristalli come si fa a masticarla e sentirla tra i denti senza soffocare.
Chiedi al suo poemetto, "Parlato per l'invero" di prossima uscita, oppure alle due raccolte già pubblicate, raccolta di poesie, pensieri, prose e canzoni, dal titolo "Io penso alla strada, io pensa a Verlaine" e "In quest'affare triste della felicità, in quest'affare triste dell'innocenza".
Stefano di Matteo invece è un chitarrista dalle ampie suggestioni che ha pescato le sue influenze ad ampio raggio. Suona da solo, in formazione oppure musicando video, immagini e storie.
L'esigenza della scrittura di Paolo Cristalli, nel momento in cui incontra la chitarra di Stefano di Matteo, trova sfogo in una forma ibrida che sta tra la canzone è il recitato.
Ne vien fuori un percorso che si snoda tra la performance recitata della poesia e la stessa musicata, in un'atmosfera che nell'imprevedibilità del live trova le varie sfumature di colore.

Ad arricchire la spazio scenico ci saranno le installazioni di Marachella Artworks e L'Albero delle farfalle.

Con aperitivo cenato

Veniteci a trovare
il 9 maggio 2014

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