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04 MAGGIO H 16.00: LA MANDRAGOLA di N. Machiavelli

Teatro Araldo via Chiomonte 3/a, Torino, Italia
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TEATRO ARALDO
STAGIONE PROSA

via Chiomonte 3/a - 10141 TORINO
info e prenotazioni:
www.teatroaraldo.it - www.vivaticket.it
011.207.58.59
biglietteria@teatroaraldo.it

biglietti in promozione su: www.teatroaraldo.it

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LA MANDRAGOLA
di N. Machiavelli

La mandragola è una pianta di origine mediterranea dotata di una caratteristica radice antropomorfa dalla quale nell’antichità si estraevano princìpi ritenuti afrodisiaci.

La commedia scritta da Niccolò Machiavelli con questo titolo, è considerata il capolavoro del teatro cinquecentesco ed un classico della letteratura italiana. Si tratta di una potente satira sulla corruttibilità della società italiana dell'epoca, ma come spesso succede per i classici, ha superato i confini temporali per essere di grande attualità.

La storia si svolge a Firenze.
Callimaco è innamorato di Lucrezia, moglie dello sciocco dottore in legge messer Nicia. Con l'aiuto del servo Siro e dell'astuto amico Ligurio, Callimaco, in veste di famoso medico, riesce a convincere messer Nicia che l’unico modo per avere figli sia di somministrare a sua moglie una pozione di mandragola, ma il primo che giacerà con lei morirà. Con la complicità di Frate Timoteo e di Sostrata, madre di Lucrezia, anche quest’ultima, pur fra mille renitenze, si convince. Chi giacerà con lei sarà naturalmente Callimaco, travestito da semplice garzone. In una scena molto movimentata il garzone-Callimaco viene rapito e portato a casa di Nicia ed infilato nel letto insieme con Lucrezia.
Ma qui accade l’imprevisto: quando Callimaco svela a Lucrezia la sua vera identità, la donna lo accetta come amante e fa sì che Nicia lo accolga a braccia aperte nella propria casa.
La donna che sembrava subire la volontà maschile, in questo modo diventa padrona ed arbitra del proprio destino.
Nella versione della compagnia R&GG, il non facile linguaggio cinquecentesco è aggiornato, pur rispettando le caratteristiche del testo originale, permettendo così al pubblico di assaporare la vicenda senza comunque perdere il piacere del dialogo.
Il prologo è a due voci.
Due giovani attrici si alternano a recitarlo, per sottolineare le differenti sfaccettature e i vari livelli di lettura che può avere questo testo immortale e ancor fresco e vivo nonostante si accinga a superare il traguardo dei cinquecento anni di vita, infatti recenti studi collocano il debutto della Mandragola nel 1514 anziché nel 1518 come sempre ritenuto.

regia
Ivaldo Castellani

Veniteci a trovare
il 4 maggio 2014

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