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Concorso Fotografico "Le Città Invisibili"

Università Padova via Venezia via Venezia 13, Padova PD, Italia
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BANDO DI CONCORSO

“L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.
Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
(Italo Calvino, Le Città Invisibili)

TEMA:
Scorci architettonici, momenti di vita collettiva, istanti quotidiani che senza filtri raccontano la vita di ognuno di noi e la relazione con gli edifici che compongono la città.

Il contest punta ad individuare foto relative al tema della città in relazione con l’Uomo. Strade, piazze, edifici e spazi accompagnano quotidianamente la vita della persona, diventano elementi fondamentali nel corso dell’esistenza alterandola e forgiando la nostra identità personale e collettiva.
La città è quello che più ci rappresenta, quello che ci mostra per quello che siamo, il nostro intento è raccontarla per quello che è realmente.

RIFLESSIONI DI INTRODUZIONE AL TEMA:
La città e gli spazi urbani sono i principali luoghi in cui l’uomo costruisce e trova il proprio ambiente, sono in un certo senso l’unico vero “habitat” che la nostra specie è riuscita a darsi. In questo senso diventano gli ambienti prediletti della vita e delle esperienze di ognuno e della quotidiana costruzione della collettività.
Le città sono luoghi che divengono simbolo della complessità dell’esistenza e dell’ordine dato da una cultura al reale, e allo stesso tempo sono "identitarie, relazionali e storiche".
Identitarie perché possono esser viste come la concretizzazione materiale dell’identità della popolazione che vi abita, e reciprocamente sono lo specchio in cui alcuni possono riconoscersi e definirsi. Relazionali perché gli individui possono costruire attraverso esse relazioni e contatti incontrandosi negli spazi urbani e tessendo rapporti e legami. Storiche nel senso che coloro che vi vivono possono riconoscervi dei riferimenti, le tracce di un insediamento antico, il segno di una progressione storica che li lega al proprio passato personale e collettivo.
La città, dunque, è una realtà spaziale in cui l'identità, le relazioni e la storia di quelli che lo abitano vi si iscrivono.
Gli intricati reticoli di strade, piazze, case e giardini non sono altro che il punto d’incontro tra la dimensione pubblica e privata di ognuno, forgiandone le caratteristiche e gli stili e al contempo divenendone testimonianza. Sono inconfondibilmente segnati dalle tradizioni locali, e contribuiscono a conferire un'identità alle persone che lì vivono e che tramite essi entrano in relazione tra di loro e col “luogo antropologico” stesso. Gli spazi creano tanto divisioni quanto relazioni, esprimono necessità e bisogni, assolvono a compiti e mettono ordine allo svolgersi delle attività. La struttura stessa che assumono ha quindi una duplice natura in quanto è figlia di uno specifico modo di interpretare la collettività e le relazioni tra gli individui, ma è anche uno stimolo a vivere collettivamente in un determinato modo.
Ad esempio il portico potrebbe esser visto come una proiezione della dimensione privata verso l’esterno, un po’ come fosse un punto intermedio tra uno spazio privato come la casa o la bottega, e uno spazio eminentemente pubblico come la strada o la piazza. È uno spazio in cui ciò che è intimo può affacciarsi e mostrarsi al mondo pur rimanendo protetto. Può quindi divenire luogo simbolo della concezione della collettività come fusione di tante entità cellulari e singolari (le famiglie o gli stessi individui ndr) in un unico corpo sociale.
Allo stesso tempo, il portico invita ad incontrare altre individualità, ad uscire dai propri spazi privati e condividere un luogo ugualmente protetto e rassicurante con altri.
Che succede però quando gli spazi perdono il nesso con la vita quotidiana e divengono sterili luoghi di un agito meccanico e disumano? Possono gli ambienti influenzare la rappresentazione che una società ha di se stessa?
Talvolta le città non nascono e si sviluppano seguendo un processo diffuso e collettivo, ma sorgono come fossero spazi astratti a riempire un indefinito vuoto, perdendo così il loro intimo legame con l’umanità che li dovrà occupare. Così nascono quartieri dormitorio e le periferie totali, luoghi che non riescono a far altro che esser pensati ed utilizzati secondo la logica del meccanicistico rapporto causale tra le necessità basilari di dormire, mangiare, muoversi e lavorare e le concrete soluzioni architettoniche ad esse connesse, appartamenti, strade, luogo di lavoro.
La trasformazione di molte città in “periferie totali” arriva al parossismo quando la volontà di classi dirigenti, nella forma di piani regolatori e vincoli sull’uso dei luoghi, cerca di deviare il tradizionale uso degli spazi urbani, svuotandoli del loro scopo di accogliere una comunità e le sue attività. In questo senso, la nozione di periferia giunge addirittura a negare se stessa, in quanto non si percepisce neppure l’esistenza di quel centro in rapporto al quale può essere definita una qualsivoglia forma di marginalità, passando dall’esser un concetto che definisce la collocazione di un luogo, all’esser piuttosto un approccio alla vita. La “Periferia Totale” non è solo una trasformazione geografica che ha peggiorato visibilmente la qualità urbanistica e ambientale del territorio, ma è soprattutto un processo di marginalizzazione che tende ad omologare le condizioni sociali di chi è “escluso” dal centro, a rendere normale la marginalizzazione, l’individualismo, la mancanza di aspirazioni e la precarietà.
È proprio in questo contesto che la struttura di una città agisce sulle coscienze e sui rapporti tra i suoi cittadini e li incanala secondo una via quasi obbligata.

REGOLE DI PARTECIPAZIONE

COME PARTECIPARE
1. La partecipazione è libera e gratuita, aperta a tutti senza limiti di età o professione.
2. È possibile partecipare solo come singoli e non in gruppo.
3. Per partecipare inviare una mail con le foto a:
concorsofotografico.asu@gmail.com
4. Sono ammesse un massimo di dieci foto in formato ridotto, con indicato nome e cognome dell’autore, titolo dell’immagine e un testo con una breve descrizione di massimo dieci righe per ogni fotografia e una presentazione del progetto fotografico.

REGOLE PER INVIO FOTOGRAFIE
1. Le foto potranno essere a colori o in bianco e nero, in formato digitale. Dovranno essere allegate alla e-mail in formato .jpg.
(Chi scattasse in analogico dovrà inviare delle scansioni con le stesse caratteristiche)
2. Le fotografie inviate tramite e-mail per la selezione non dovranno superare i 1000 pixel di lato lungo.
3. Le immagini possono essere elaborate in post produzione digitale.
4. I partecipanti dovranno sempre e comunque essere gli autori della fotografia.
5. E' consentito firmare o imprimere watermark sulle fotografie, purché non ne venga alterata la leggibilità generale.

SELEZIONE, PREMIO ED ESPOSIZIONE
1. Gli organizzatori sceglieranno una selezione di scatti, tra cui verranno individuati i migliori. Successivamente gli autori delle fotografie scelte saranno ricontattati per la stampa.
2. Le foto del vincitore del concorso saranno stampate dagli organizzatori della mostra, e affisse negli spazi dell’ex facoltà di psicologia di Padova in data 8 maggio durante lo svolgimento dell'evento "Out of Borders Night - La notte fuori dai confini", durante lo svolgimento del Summer Student Festival e potranno essere pubblicati on-line.
3. Gli autori di fotografie meritevoli, pur se non vincitrici del concorso, saranno contattati e potranno stampare autonomamente le fotografie selezionate, per poi esporle all'evento.
4. Le foto di tutti i partecipanti saranno comunque proiettate durante tutta la serata.

CRITERI DI VALUTAZIONE
1. Pertinenza con il tema proposto
2. Qualità artistica e fotografica
3. Originalità e creatività del messaggio

Gli organizzatori si riservano di rifiutare foto ritenute non idonee.
Non saranno ammesse al concorso fotografie con contenuti che esprimano razzismo e omofobia, che non risultino coerenti con il tema proposto e ritenute offensive o lesive dei diritti dei soggetti raffigurati.

Il giudizio espresso dagli organizzatori sarà ritenuto insindacabile ed inappellabile.

DATE UTILI
Le fotografie dovranno essere presentate entro e non oltre lunedì 5 Maggio 2014.

ORIGINALITÀ E DIRITTI D'AUTORE
1. I diritti d'autore e la proprietà intellettuale delle opere inviate rimangono di proprietà del fotografo, che se ne assume la responsabilità del contenuto.
2. Gli organizzatori della mostra si riservano il diritto di utilizzare le foto pervenute per pubblicizzare l'iniziativa, attraverso il web senza alcun fine di lucro e senza dover avvisare preventivamente l'autore di cui verranno sempre specificate le generalità.
3. Al termine della mostra le stampe delle fotografie vincitrici resteranno in possesso dell’associazione culturale ASU di Padova che potrà usufruirne per future esposizioni previa comunicazione agli autori.

La partecipazione al concorso comporta l'accettazione del presente regolamento.


Per ulteriori informazioni:

asudipadova@gmail.com

www.asupadova.it

Veniteci a trovare
il 5 maggio 2014

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