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Right Before I Was

F AIR Florence Artist in Residence via S. Gallo 45 - 47R, Firenze, Italia
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Gaetano Cunsolo, Barbara Esposito, Lori Lako

un progetto di F_AIR-Ganzo Collective a cura di Lucia Giardino
29 Aprile 2014, ore 18.30

Right Before I Was presenta gli esiti di riflessioni sul recente passato artistico di Firenze (1960 – 1980) da parte di 3 giovani artisti d’età e di provenienze leggermente sfalsate. Esso include luoghi, personaggi e riferimenti topici non sperimentati in prima persona, ma appresi per lo più tramite racconti orali e visivi, da parte di Gaetano Cunsolo, Barbara Esposito, Lori Lako.
La mostra prende il via dalla possibilità di effettuare voli pindarici tramite un documento visivo condiviso tra i protagonisti di quegli anni (le gallerie Schema e Zona, la casa editrice Centro D, i progetti futuristici di Archizoom, Superstudio, dei Radicals, ecc..) e i giovani artisti invitati. La negazione dell'offerta di tale documento, ha conformato il secondo pensiero strutturale di Right Before I Was, da cui Firenze emerge come una città provinciale e domestica, dove quest'ultimo termine ritiene tutte le sfumature positive del senso del comfort e dell'abitare, ma anche quelle negative dell'elitarismo, del protezionismo culturale e dell'autoreferenzialità.
Condensate nel decennio del 1970, ma elaborate subito prima, s’intravedevano le possibilità di una Città senza confini, che pur tenendo (al)le mura di Arnolfo, le riportava ad un dato di fatto e all’interno di un dialogo fruttuoso con le alterità geografiche e culturali; soprattutto le trasferiva nel contesto di una dimensione scherzosa che allentava le maglie di controllo delle narrazioni istaurate durante la metà dell’Ottocento e di lì congelate nell’immagine della città cartolina inventata dalla vista da piazzale Michelangelo di Giuseppe Poggi.

Ma i tre artisti in Right Before I Was, sono tornati a parlare della città storica e della sua granitica architettura di pietra serena, evitando un richiamo diretto al recente passato artistico di Firenze. Gaetano Cunsolo esplora la porzione circoscritta dai viali di circonvallazione, che diventano il limite per un conteggio delle piazze al suo interno. La piazza, luogo delle possibilità e dello scambio, è riportata alla dimensione fallimentare del mero incontro di strade, in cui la relazione interpersonale e sociale è da riprogettare. I suoi rilievi a contatto del suolo, mancando della visione prospettica, registrano un livello zero di dialogo. Barbara Esposito, impernia il suo intervento sulla distorsione di una forma compatta, l’ottagono (il battistero di San Giovanni): un atto generativo di possibilità, che, come è accaduto nel Cinquecento con gli irregolari Rosso Fiorentino e Pontormo, può produrre nuove e fertili, seppur brevi, stagioni artistiche. Lori Lako vede senza conflitti la città-cartolina iconicizzata dal Poggi, la quale non viene per niente scalfita dalla creatività dei decenni 1960 – 1980. La mole della calotta del Brunelleschi rimane per lei l’elemento dominante di un paesaggio sia reale che astratto. Per la giovane albanese, le problematicità sono nell’impossibilità di incuneare al proprio sistema di rappresentazioni della città un’estensione temporale che per lei rimane grigia. Il primo passo è quindi organizzare i dati cronologicamente, per una disamina della casistica, da cui forse si può generare un’opera o un segno grafico.
In Right Before I Was sembra quindi che il particolarismo, l’indolenza alla condivisione della propria storia da parte dei protagonisti dei recenti fatti artistici di Firenze abbiano represso le deviazioni dal testo principale, specifiche di Pindaro, ed essenziali agli artisti Cunsolo, Esposito, Lako, per un commento articolato e vitale di ciò che è stato, poco prima che essi nascessero.

Questa mostra nasce infine dall’esigenza di offrire agli studenti internazionali di Florence University of the Arts, primo pubblico della programmazione di F_AIR, uno spiraglio su alterità artistiche fiorentine di grande interesse, eppure poco conosciute, con la convinzione che un accenno possa essere la premessa alla scoperta individuale o collettiva di un panorama allargato.

BIO
Gaetano Cunsolo (Catania 1986, vive a Firenze). Studia a Firenze (Accademia di Belle Arti), a Milano (Naba) e a Minneapolis (MCAD, Minnesota). Secondo una definizione di Germano Celant, si definisce artista off media, (per indicare una condizione comune dell’artista postmoderno, ma che in lui acquista una valenza costitutiva determinante. Principali mostre personali e collettive fino al 2010: 2013 – disUmanesimi, Biagiotti Progetto Arte, Firenze; Madeinfilandia, Pieve a Presciano, Arezzo; Dalla Memoria alla Materia, a cura di A. Brinkmanis, Quartiere Umanitaria, Milano; La Mala Educaciòn, a cura di P. Gaglianò, Biagiotti Progetto Arte, Firenze; 2012 - The Wall (Archives) #2, un progetto di P. Gaglianò, Ex officine automobilistiche, Roma 2011 – Sul Disegnare (curata da L. Bruni, Via Nuova Arte Contemporanea, Firenze; On the Ideology of Snow: Shifts (Part 1), Kiehle Gallery, St. Cloud State University, Minnesota; On the Ideology of Snow: Shifts (Part 2), Dressing Room, Minneapolis, Minnesota. Storie dai Margini (Teatro Studio, Scandicci, IT, 2010.

Barbara Esposito (Isernia 1979, vive e lavora a Roma). Da sempre interessata al “luogo nelle sue potenzialità non immediatamente percettibili… non solo come territorio d’indagine, ma anche come eventuale metafora dell’identità di chi lo abita” Barbara Esposito predilige interventi di stampo minimale, spesso annullando le differenze tra l’opera finale e le fasi progettuali, dove l’impiego del disegno e della carta rappresentano il limite massimo per visualizzare sua ricerca condotta su basi astratte. Principali mostre personali e collettive fino al 2010: 2013 – SIGHT 13/14, a cura di E. De Leonibus, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (Pe); VIS à VIS - Fuoriluogo 16, a cura di S. Valente, Oratino (Cb); Sentieri emozionali, a cura di S. Valente, Caffè letterario, Montemitro - Galleria Limiti Inchiusi (CB); 2012 – RestArt, a cura di S. Valente and Tommaso Evangelista; Museo Light, a cura di P. Ferri, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (PE); L'orto dell'arte, Visioni Contemporanee, a cura di L. Contestabile e M. Gallucci, Castello Piccolomini, Ortucchio; Papiroflexia, a cura di L. Canova, ARATRO, Campobasso; 2011 – Autumn Contamination, a cura di L. Basilico, Axa Palladino Company, Campobasso; Art linking-Project, a cura di S.Valente, Galleria Limiti Inchiusi, Campobasso; Il grado zero dello sguardo, a cura di M. Coccia, E. De Leonibus, G. Di Liberti, D. Spinosa, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (PE); Premiata Officina Trevana 2011, a cura di M. Coccia and M. Martinetti, Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi (PG); 2010 – Sight, a cura di E. De Leonibus, Museolaboratorio ex manifattura tabacchi, Città Sant’Angelo (PE); Kalenarte, a cura di S. Valente, Casacalenda (CB); Premio Termoli - Imago, a cura di M. Midolla, Galleria Civica di Arte contemporanea, Termoli (CB); Poetiche nomadi, a cura di E. De Leonibus, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (PE); Sogni d’oro, Galleria Limiti Inchiusi, Campobasso; Godart, a cura di E. De Leonibus, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (PE).

Lori Lako (Podradec, Albania, 1991, vive e lavora a Firenze). Terminato il liceo artistico in Albania, si trasferisce a Firenze per continuare a studiare all’Accademia di Belle Arti, in cui sta conseguendo il biennio specialistico in nuovi linguaggi espressivi. Per sua stessa ammissione, il suo interesse vira verso la condizione dell’uomo post-moderno, surclassato da immagini e messaggi, che ostacolano la decodifica del mondo e l’ascolto del sé. L’Albania è spesso presente nei suoi lavori e fa emergere il gap di comunicazione propria della condizione di cui sopra. Principali mostre personali e collettive: 2014 – Nuovo Cinema Masaccio, a cura di P. Tazzi, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; Come sè, a cura di A. Natalini e E. Magini, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno. 2013 – Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro, a cura di S. Sharma e S. Trinchero, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; Topography of citizenship, a cura di P. Gaglianò, SRISA Gallery, Firenze; Wet Paint, Galleria Frediano Farsetti, Firenze; Lessfull, doppia personale a cura di P. Luigi Tazzi, Fondazione Lanfranco Baldi, Pelago; StART point, Galleria Sensus, Firenze. 2012 – Il paese di fronte, a cura di Xhovalin Delia, Museo della Civiltà Romana, Roma. 2011 – Mostra personale, Galleria Lasgush Poradeci, Pogradec, Albania.

29 Aprile – 13 Giugno 2014
orario d’apertura: lun. – giov. 15.00 – 17.30 e su appuntamento

F_AIR – Florence Artist in Residence
via San Gallo 45/r
50129, Firenze
0039 055 033 2950
fair.palazziflorence.it
fair@fua.it
fua.it
Ufficio Stampa Palazzi
Right Before I Was
Gaetano Cunsolo, Barbara Esposito, Lori Lako
by Lucia Giardino
April 29, 2014, 6:30 PM

Right Before I Was presents the results of considerations on the recent artistic past of Florence (1960 – 1980) by 3 young artists of different ages and backgrounds. It includes places, characters and topical references not experienced firsthand, but learned orally and through fragmented visual documents by Gaetano Cunsolo (Catania 1986, Florentine education), Barbara Esposito (Isernia, 1978), and Lori Lako (Albania, 1991).
Aware of the evocative power of an image, the idea of Right Before I Was springs from the possibility of Pindaric flights that young artists in the present exhibition may take through a visual document by the protagonists of those years (the galleries Schema and Zona, the publishing house Centro D, the futuristic projects by Archizoom, Superstudio, the Radicals, etc...). The refusal of the offer of such a document, the reluctance to confrontation, has molded the second major concept of the show: Florence emerges as a provincial and domestic town; whereas the word domestic implies a sense of comfort, family and security, as well as a sense of elitism, closure to the outside, cultural protectionism and self-referentiality.
Condensed primarily in the decade of 1970’s, there was the possibilitiy for a No-Stop-City; the latter, while still caring about the walls of Arnolfo di Cambio, considered them as mere data to use in fruitful dialogues with the geographical and cultural otherness. The No-Stop-City meant transferring the walls and history of Florence in a playful context that loosened the control of the mid-Nineteenth century narratives, and that one recalls in the image of the postcard-city as in the view from Piazzale Michelangelo invented by Giuseppe Poggi.

Though Right Before I Was began from the considerations of visionaries and creative movements that expanded, albeit briefly, the scopic horizon of Florence, it is curious how in the end, the artists on show have returned to talk about the historic city and its granitic architecture of lime stone. The artists seem to have carefully avoided any direct reference to the city’s more recent past. Gaetano Cunsolo explores the portion of Florence surrounded by the boulevards (still the result of the urban plan by Giuseppe Poggi), which become the limit for a count of the piazzas inside. For 1970’s urban art, the piazza was a place of possibilities and exchange; here it is instead shown as a mere crossroad, an open space, where the social and interpersonal relationships are to be redesigned. Cunsolo's blueprints of the ground, lacking perspective and being contact reliefs or frottages, allude to the myopia of Florence, marking a ground zero for future redesign. Barbara Esposito focuses her work on the distortion of a compact form, the octagon (an allusion to the Baptistery of St. John, as a symbolic representation of Florence): a generative act of further possibilities, which, as happened in the sixteenth century with the Irregulars Pontormo and Rosso Fiorentino, can produce new and fertile, albeit brief, artistic seasons. Lori Lako sees without conflict the postcard-city iconized by Poggi, which remains unscratched by the creativity of 1960's – 1980's. Brunelleschi's bulky dome is for her dominant element of the landscape both real and abstract; an unquestionable paradigm of engineering and aesthetic genius. For the young Albanian issues lie elsewhere. For example in her inability to wedge her own system of representations – unproblematically borrowed from the dominant narratives – with a temporal extent that she sees as gray, since not personally experienced. The first step is therefore to organize the data chronologically for case study discussions, which may perhaps generate a work or graphic sign.
Have then Cunsolo, Esposito, and Lako, purposely avoided the confrontation with the recent artistic events in Florence, ultimately leaving behind the premises of the show? I believe, instead, that the particularism of the protagonists of those facts, and their indolence to share their stories – an attitude which leads to isolation and the prevalence of rhetorical visions – have repressed the Pindaric flights from the main text, essential to the artists to vitally comment and articulate on what happened right before they were.
This exhibition is also born out of the necessity to offer to the international students of Florence University of the Arts, our main public for the events on schedule at F_AIR, a glimmer of little known Florentine artistic otherness of great interest, with the conviction that this may be the start for individual or collective discoveries.

BIO
Gaetano Cunsolo (Catania 1986, lives and works in Florence). Studied in Florence (Accademia di Belle Arti), Milan (Naba), and Minneapolis (MCAD, Minnesota). According to a definition by Germano Celant, the common condition of the artist in the post-modern era is off media; this condition is particularly suitable for Gaetano Cunsolo who incorporates many media, as well as the processes in his art. This practise is also vital in his approach to teaching at Florence University of the Arts, as a professor of the School of Fine Arts, since the beginning of 2014. Principal solo and group exhibitions until 2010: 2013 – disUmanesimi, Biagiotti Progetto Arte, Florence; Madeinfilandia, Pieve a Presciano, Arezzo; Dalla Memoria alla Materia, curated by A. Brinkmanis, Quartiere Umanitaria, Milan; La Mala Educaciòn, curated by P. Gaglianò, Biagiotti Progetto Arte, Florence; 2012 – The Wall (Archives) #2, a project by P. Gaglianò, Ex officine automobilistiche, Rome 2011 – Sul Disegnare curated by L. Bruni, Via Nuova Arte Contemporanea, Florence; On the Ideology of Snow: Shifts (Part 1), Kiehle Gallery, St. Cloud State University, Minnesota; On the Ideology of Snow: Shifts (Part 2), Dressing Room, Minneapolis, Minnesota; Storie dai Margini, Teatro Studio, Scandicci, 2010.

Barbara Esposito (Isernia 1979, lives and works in Rome). Always interested in “the potentials immediately obvious of the places... not only as a territory to investigate, but also as a possible metaphors of the identity of those who inhabit them." Barbara Esposito prefers minimal interventions, often eliminating the differences between final works and projectual stages, where the use of drawing and paper are the maximum limit to display her abstract research. Principal solo and group exhibitions until 2010: 2013 - SIGHT 13/14, curated by E. De Leonibus, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (Pe); VIS à VIS - Fuoriluogo 16, curated by S. Valente, Oratino (Cb); Sentieri emozionali, curated by S. Valente, Caffè letterario, Montemitro - Galleria Limiti Inchiusi (CB); 2012 – RestArt, curated by S. Valente and Tommaso Evangelista; Museo Light, curated by P. Ferri, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (PE); L'orto dell'arte, Visioni Contemporanee, curated by L. Contestabile e M. Gallucci, Castello Piccolomini, Ortucchio; Papiroflexia, curated by L. Canova, ARATRO, Campobasso; 2011 – Autumn Contamination, curated by L. Basilico, Axa Palladino Company, Campobasso; Art linking-Project, curated by S. Valente, Galleria Limiti Inchiusi, Campobasso; Il grado zero dello sguardo, curated by M. Coccia, E. De Leonibus, G. Di Liberti, D. Spinosa, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (PE); Premiata Officina Trevana 2011, curated by M. Coccia and Matilde Martinetti, Palazzo Lucarini Contemporary, Trevi (PG); 2010 – Sight, curated by E. De Leonibus, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacch, Città Sant’Angelo (PE); Kalenarte, curated by S. Valente, Casacalenda (CB); Premio Termoli - Imago, a cura di M. Midolla, Galleria Civica di Arte contemporanea, Termoli (CB); Poetiche nomadi, curated by E. De Leonibus, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (PE); Sogni d’oro, Galleria Limiti Inchiusi, Campobasso; Godart, curated by E. De Leonibus, Museolaboratorio Ex Manifattura Tabacchi, Città Sant’Angelo (PE).

Lori Lako (Podradec, Albania, 1991, lives in Florence). After the art school in Albania, she moved to Florence to continue studying at the Academy of Fine Arts, where she is obtaining the two-year specialization in new media and languages. By her own admission, her interest turns to the condition of the man of the post modern era, overwhelmed by images and messages that hinder decryption of the world and listening to the self. Albania is often present in her work and brings out the gap of communication, characteristic of the condition above. Principal solo and group exhibitions: 2014 - Nuovo Cinema Masaccio, curated by P. Tazzi, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; Come sé, curated by A. Natalini and E. Magini, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno. 2013 – Un popolo senza memoria è un popolo senza futuro, curated by S. Sharma and S. Trinchero, Casa Masaccio, San Giovanni Valdarno; Topography of citizenship, curated by P. Gaglianò, SRISA Gallery, Firenze; Wet Paint, Galleria Frediano Farsetti, Florence; Lessfull, double solo curated by P. Tazzi, Fondazione Lanfranco Baldi, Pelago; StART point, Galleria Sensus, Florence. 2012 – Il paese di fronte, curated by Xhovalin Delia, Museo della Civiltà Romana, Rome. 2011 – Solo Exhibition, Lasgush Poradeci Gallery, Pogradec, Albania.

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il 29 aprile 2014

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