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Progetti all'Opera, studi scenici, installazioni e costumi

Casa dei Teatri Roma, Italia
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PROGETTI ALL’OPERA
Studi scenici, installazioni e costumi degli studenti del POLI.Design di Milano e della Sapienza di Roma- Facoltà di Architettura


PROGETTI ALL’OPERA
è un percorso immaginifico che indaga le possibilità creative dell'allestimento scenico per la lirica e la prosa, al fine di rendere partecipe il visitatore-spettatore del lavoro artigianale e progettuale che contraddistingue lo spettacolo d’arte, dall’atto creativo della progettazione allo studio delle potenzialità sceniche fino al naturale completamento della messa in scena finale. Ma questo percorso, così affascinante e complesso non nasce per caso ma è frutto di un lungo processo formativo che trova negli atenei e istituti specialistici italiani la linfa per la sua maturazione.
E così le sale della Casa dei Teatri diventano un contenitore simbolico ed originale di idee e di materiali pensati ed elaborati dagli studenti del corso di Design per il Teatro del Politecnico di Milano coordinato dal Prof. Christian Silva e del Corso di Scenografia della Facoltà di Architettura della “Sapienza” Università di Roma, tenuto dal Prof. Massimo Zammerini.
Grazie alla ricerca personale degli allievi nell’universo dell’opera lirica, le idee e proposte su carta cercano un approccio originale e innovativo al mondo teatrale: ciascuno ha dato vita, secondo la propria sensibilità artistica, all’interpretazione del carattere di un personaggio realizzandone il costume o progettando lo spazio per una messa in scena, a partire dallo studio del testo, del libretto e delle configurazioni architettoniche di teatri celebri quali la Scala e il Piccolo Teatro di Milano.

Un grande plastico architettonico, progetti scenografici, installazioni, tavole grafiche, bozzetti, cartamodelli, costumi teatrali, propongono un’esperienza di conoscenza e coinvolgimento nelle arti e nei mestieri della Scena.
Si “entra” nella mostra traversando un piccolo manufatto ispirato al “Teatro del Mondo” dell’architetto Aldo Rossi, oggetto prismatico che può ospitare performance di vario genere e natura, segnando quindi l’incipit di un percorso che si configura come continuum della stanza nella stanza. La struttura leggera, itinerante e facilmente modulabile della mostra dialoga con le sale della Casa, riaffermando la capacità dell’arte scenica di creare narrazioni e sogni anche fuori dai luoghi canonici o dai templi sacri dello spettacolo. Come racconta la sua idea di teatro nella sua autobiografia Aldo Rossi: «Erano anche strutture semplici, provvisorie; il tempo di un amore di mezza estate, di una stagione febbrile ed incerta, il teatro provvisorio, distrutto dall’autunno, che Cechov ha sapientemente progettato tra un gabbiano morto e un colpo di pistola. Era proprio un teatrino dove la vicenda si svolgeva all’interno della vita ma dove la vicenda teatrale, estiva, da tempo di vacanze, segnava la vita»; allo stesso modo ci soffermiamo sul concetto di spazio teatrale come luogo sociale e architettonico.

Dalla straordinaria tradizione del classico provengono le opere di riferimento, dal Don Carlo al Macbeth di Giuseppe Verdi, fino al Tristano e Isotta di Richard Wagner. Nel Don Carlo, dove il rapporto tra Ragione di Stato e Sentimento assurge a significato universale in una Spagna dominata dall’Inquisizione. L’interpretazione della musica verdiana ha portato a una densità dell’immagine scenica tale da far emerge la forma simbolica di elementi cruciformi. Orizzontale e verticale, ricondotti a segni ordinatori dello spazio, si compromettono nei cambi di scena a vista verso figurazioni distorte, ambigue e tormentate. Nell’opera di Wagner, invece, l’azione ha luogo nel primo atto in mare sulla tolda del vascello di Tristano, nel secondo atto nel castello del Re Marke in Cornovaglia, nel terzo atto nel castello di Tristano in Bretagna. L’impostazione dei progetti è frutto di un’interpretazione che ha privilegiato l’idea di luoghi senza tempo, indefiniti, sospesi tra terra e mare, immersi nelle tenebre dove lo spazio è più evocato che rappresentato.
Dai bozzetti e progetti scenografici, posizionati su diverse strutture elementari discontinue e frastagliate, si passa alla sartoria “dietro le quinte” ricca di carta modelli, bozzetti e stoffe che offre al visitatore la possibilità di toccare con mano i materiali usati abitualmente in palcoscenico. Chiudono il percorso i costumi dei personaggi verdiani, Iago e Desdemona dall’Otello, Attila dall’omonimo Attila, Amneris dall’Aida, Abigaille dal Nabucco, Gilda dal Rigoletto, Leonora e Azucena da Il trovatore, Violetta da La traviata e Lady Macbeth dal Macbeth, tutti realizzati con stoffe e passamanerie che riconducono all’immaginario della sala iniziale.

Veniteci a trovare
dal 16 aprile al 15 giugno 2014

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