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Xing Danwen | UTOPIA

Galleria Officine dell'Immagine Via Atto Vannucci 13, Milano, Italia
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Dal 24 aprile al 28 giugno 2014, Officine dell'Immagine di Milano ospita la prima personale italiana di Xing Danwen (Xi'An, 1967), autorevole e apprezzata voce dell'arte contemporanea cinese. Curata da Silvia Cirelli, la mostra raccoglie una selezione delle opere più significative di questa grande interprete, omaggiando una carriera che abbraccia oltre venticinque anni di attività.

Artista poliedrica e con una singolare impronta espressiva, Xing Danwen negli anni è riuscita a rinnovarsi costantemente, esplorando una molteplice varietà di linguaggi stilistici che vanno dal video all'installazione, dalla fotografia alla performance. Il suo è un percorso narrativo che oltre a confermare un'abilità lessicale, miscela ingredienti personali a testimonianze del reale, ripercorrendo importanti passaggi della storia contemporanea cinese. Xing Danwen appartiene, infatti, alla generazione dei nati negli anni Sessanta, uno dei periodi più complessi e difficili della Cina odierna, caratterizzati dalla famosa Rivoluzione Culturale del ‘66, o, appena qualche decennio più tardi, dalla sanguinosa repressione delle manifestazioni studentesche che culminarono nella rivolta di Piazza Tian'anmen del 1989.
Oltre a rappresentare un delicato passaggio storico e soprattutto sociale, gli anni '80 e '90 segnarono la nascita dell'avanguardia artistica cinese, un movimento che trasformò radicalmente la scena artistica locale portando l'arte contemporanea cinese al riconoscimento che ha tuttora. E fra i grandi protagonisti del vivace fermento di quegli anni, spicca sicuramente Xing Danwen.

La mostra milanese, dal titolo UTOPIA, ripercorre i tratti distintivi della sua vasta sintesi poetica che l'ha resa un'artista affermata ormai da diversi anni sia a livello nazionale che internazionale. Le sue opere fanno, infatti, parte delle più grandi collezioni museali, come il Metropolitan Museum of Art di New York, il Centre Pompidou di Parigi o il Victoria and Albert Museum di Londra, solo per citarne alcune. Questa sua prima personale italiana offre la possibilità di conoscere da vicino il suo percorso artistico, “un viaggio privato ma anche collettivo”, come lei stessa lo definisce, che racconta le contraddizioni di una delle più complesse realtà sociali odierne, quella cinese.

Apre la mostra, la famosa serie Urban Fiction, un progetto in progress iniziato da Xing Danwen nel 2004, che indaga gli echi dello sfrenato sviluppo urbano degli ultimi anni e le sue implicazioni nella vita sociale cinese. Quelle che al primo sguardo sembrano idilliache ambientazioni da favola, nascondono invece scenari contemporanei dove domina la solitudine, la violenza, la lussuria. Si vive nell'utopia di una perfezione che ingannevolmente prova a celare un profondo senso d'isolamento.
L'artista torna sul sociale anche con la serie fotografica disCONNEXION, del 2002-2003, realizzata in una delle più grandi discariche elettroniche della Cina, nel Guangdong. Al centro vi sono le tragiche conseguenze di uno sviluppo urbano disorganizzato e insalubre. L'esposizione prosegue poi con il video Sleep Walking del 2001 e il trittico Born with Cultural Revolution, del 1995, entrambi ispirati al tema della memoria, dell'identità culturale e dell'evocazione mutevole del tempo. Chiude il percorso, l'ultimo recente lavoro di Xing Danwen, I can't feel what I feel, del 2012, una video-documentazione che riprende una toccante performance in cui è la stessa artista la protagonista della scena.

Biografia
Xing Danwen è nata a Xi'An (Cina) nel 1967, attualmente vive e lavora a Pechino. Si è laureata nel 1992 alla Central Academy of Fine Art di Pechino e si è specializzata nel 2001 con un Master alla School of Visual Arts di New York. Al suo attivo ha numerose mostre sia in importanti Musei stranieri, come il Metropolitan Art Museum di New York, (USA), il Victoria and Albert Museum di Londra (UK), il National Museum of Contemporary Art di Singapore, il Palais Des Beaux-Arts di Bruxelles (BE), il Museum of Contemporary Art di Chicago (USA), il Centre Pompidou di Parigi (FR), il Groninger Museum (NL), che partecipazioni a Festival e Biennali, come la Beijing Photo Biennale (2013), la Biennale di Mosca (2009), di Venezia (2006), di Sydney (2004), di Tirana (2001), il FOTOFEST di Houston, Texas (2008), il Noorderlicht Photo Festival di Groningen (2005) e la Triennale di Yokohama (2001).


ENGLISH TRANSLATION


From 24 April until 28 June 2014, Officine dell'Immagine, a prestigious gallery in Milan, will host the first solo exhibition of Xing Danwen (Xi'an, 1967), a highly esteemed and important Chinese contemporary artist. Curated by Silvia Cirelli, this exhibition will show a selection of the most significant works carried out by this exceptional figure during her 25-year career.

Xing Danwen has always excelled at varying her vocabulary, exploring new stylistic languages, ranging from installations to photography, video and performances. She succeeds in voicing her ideas skilfully, mingling personal elements with instances taken from real life, reassessing key moments in contemporary Chinese history. Xing Danwen was, in fact, born in the 1960s, one of the most complex and difficult periods of contemporary China, characterised by the famous Cultural Revolution of 1966 and, a few decades later, by the blood-spattered repression of student revolts, which culminated in the known 1989 Tiananmen Square protest. In addition to representing a delicate historical and especially social era, the 1980s and 90s marked the beginning of the Chinese artistic avant-garde, a movement which radically transformed the local artistic scene, bringing contemporary Chinese art to the acknowledgment held nowadays. Among the key protagonists of the exciting flurry of those years, Xing Danwen holds a special place.

The Milan exhibition, called UTOPIA, illustrates the most significant features of her wide poetic language, which has made her an established artist both nationally and internationally. Her works are held in the most important museum collections the world over, such as the Metropolitan Museum of Art in New York, the Centre Pompidou in Paris or the Victoria and Albert Museum in London, to name but a few. This is her first solo exhibition in Italy, which allows a close encounter with her artistic production. "A private, but also collective journey", as she herself defines it, which outlines all the contradictions of Chinese culture, one of the most complex ones in contemporary society.

The famous series Urban Fiction opens the exhibition, a work-in-progress project started by Xing Danwen in 2004, examining the resonances of the unruly development of the last years and its implications in Chinese social life. What may look like idyllic fairy-tale settings conceal, in fact, contemporary scenes where solitude, violence and lust take centre stage. Life is lived in a utopian way, where a sense of perfection forcibly avoids a deep sense of isolation.
The series of photographies called disCONNEXION, dated 2002-2003, has been carried out in one of the biggest electronic landfills in China, in the Guangdong region. The tragic consequences of a disorganised and unhealthy urban development are at the forefront of these works. The exhibition then carries on with the video Sleep Walking, dated 2001, and the triptych Born with Cultural Revolution, dated 1995, both inspired by the theme of memory, of cultural identity and the changing evocation of time. The exhibition ends with the most recent work by Xing Danwen, I Can't Feel What I Feel (2012), a video showing a touching performance of the artist herself.

Biography
Xing Danwen was born in Xi'an (China) in 1967 and now lives and works in Beijing. She graduated from the Central Academy of Fine Art in Beijing in 1992 and obtained a MA at the School of Visual Arts in New York in 2001. She held exhibitions in important international museums, such as the Metropolitan Museum of Art in New York, (USA), the Victoria and Albert Museum in London (UK), the National Museum of Contemporary Art in Singapore, the Palais Des Beaux-Arts in Brussels (BE), the Museum of Contemporary Arts in Chicago (USA), the Centre Pompidou in Paris (FR), and the Groninger Museum (NL). She also took part in festivals and Biennials, such as the Beijing Photo Biennale (2013), the Biennale in Moscow (2009), the one in Venice (2006), Sydney (2004), Tirana (2001), the FOTOFEST in Houston, Texas (2008), the Noorderlicht Photo Festival in Groningen (2005) and the Triennale in Yokohama (2001).

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dal 24 aprile al 28 giugno 2014

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