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Albergo diffuso in Provincia di Pavia verso Expo'

Province of Pavia Pavia PV, Italia
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L'ALBERGO DIFFUSO MODELLO DI SVILUPPO PER IL TURISMO
La valorizzazione del “patrimonio minore” come leva per la crescita dell’economia locale. La nuova formula dell’albergo diffuso rappresenta, oggi, un modello di sviluppo per oltre 15.000 borghi italiani. Si tratta, del resto, di una tendenza che, grazie alla riqualificazione di strutture esistenti, ha già consentito ad alcune aree del Paese di scongiurare il rischio spopolamento.È il caso del progetto di rigenerazione urbana curato dall’imprenditore Daniele Kihlgren che, negli ultimi anni, ha rilanciato due piccoli centri grazie alla ristrutturazione di stabili in disuso. A Santo Stefano di Sessanio, un borgo medievale di 120 abitanti in provincia de L’Aquila, sono state create 27 camere con 55 posti letto in edifici disseminati lungo 13 vie e piazze. A Matera, inoltre, una struttura ricettiva ricavata nelle grotte nella celebre area dei Sassi è già stata citata nella celebre guida alberghiera Mr & Mrs Smith Italy e dal New York Times.

Le iniziative coniugano tradizione e innovazione: oltre agli interventi di recupero del materiale architettonico, sono state adottate tecniche sofisticate di teleriscaldamento e telegestione con impianti radianti collocati sotto ai pavimenti. “Con un approccio conservativo allo sviluppo, abbiamo cercato di conciliare l’innovazione con il mantenimento di arredamenti tradizionali nell’ottica di conservare le tracce del vissuto - ha dichiarato il titolare della Sextantio srl, la società che si occupa della gestione, delle prenotazioni e delle attività di promozione -. In termini di indotto, gli investimenti della mia azienda hanno determinato anche benefici indiretti”. In effetti, a Santo Stefano di Sessanio (dove Kihlgren ha rilevato un patrimonio immobiliare di circa 3500 mq), dopo l’arrivo dei primi turisti, sono sorti 23 hotel e affittacamere su impulso dei residenti.

L’albergo diffuso costituirà uno dei principali asset della prossima edizione di Expo Italia Real Estate, in programma quest’anno dal 24 al 26 Giugno a Fieramilanocity. Nell’ambito dell’area dedicata alla filiera, “Tourism for Italy”, la rassegna riserverà, infatti, una particolare attenzione anche a questa nuova tendenza dell’hospitality che a Specchia (quasi 5mila abitanti), in provincia di Lecce, regge, da anni, sull’asse pubblico-privato.

Grazie all’utilizzo di fondi comunitari dedicati allo sviluppo delle aree rurali e legati al Programma “Leader”, il Gruppo d’azione locale “Capo Santa Maria di Leuca”, un’agenzia di sviluppo del territorio, ha dato vita, in un borgo di 150 abitanti, ad un albergo diffuso con trenta strutture abitative e settanta posti letto. “Il progressivo spopolamento delle vecchie abitazioni ha indotto, qualche anno fa, il Comune ad avviare un piano di riqualificazione del centro storico che, nel lungo periodo, ha accreditato Specchia tra i Borghi più belli d’Italia”, ha commentato Antonio Lia, già Presidente del Gal e promotore del progetto.

Questo nuovo modello di sviluppo sta diventando sempre più popolare. In un più ampio piano di recupero di 35 borghi lucani, nel quadro del programma operativo Val d’Agri, è, infatti, allo studio un progetto pilota per la riqualificazione di Brienza, in provincia di Potenza. L’Amministrazione, che si avvale della collaborazione della Regione Basilicata, ha già acquistato il 60% degli appartamenti del piccolo centro e mira, adesso, a coinvolgere la comunità locale per incrementare il numero di alloggi. Se il progetto andrà in porto, grazie al coinvolgimento di gestori privati, in un centro di 4 mila abitanti, sorgerà un albergo diffuso con 400 posti letto, che si avvarrà di un centro servizi, di una spa e di un ristorante ricavati negli edifici d’epoca, tra cui Castello Caracciolo. Lo studio di fattibilità, curato dalla Dedalo srl, sarà presentato nell’ambito della rassegna di riferimento del mercato immobiliare italiano. Nell’occasione, gli Enti coinvolti illustreranno ai gruppi alberghieri l’opportunità offerta dalla gestone in comodato d’uso gratuito, per 99 anni, del patrimonio immobiliare, che sarà rinnovato dalla Regione con un moderno sistema di infrastrutture (acquedotto, gasdotto, rete elettrica).

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il 31 dicembre 2014

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