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LA COSCIENZA DI ZENO - da mercoledì 7 a domenica 11 maggio al Teatro Massimo di Cagliari

Teatro Massimo Cagliari via De Magistris 12, Cagliari, Italia
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CeDAC/ XXXIV Circuito Teatrale Regionale Sardo
La Grande Prosa al Teatro Massimo
/ stagione 2013-14

CAGLIARI/ Teatro Massimo
dal 7 all'11 maggio 2014

mercoledì 7 maggio 2014 – ore 20.30 / Turno A
giovedì 8 maggio 2014 – ore 17 / Turno P
giovedì 8 maggio 2014 – ore 20.30 / Turno B
venerdì 9 maggio 2014 – ore 20.30 /Turno C
sabato 10 maggio 2014 – ore 20.30 / Turno D
domenica 11 maggio 2014 – ore 19 / Turno E




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Teatro Carcano di Milano
La coscienza di Zeno
di Tullio Kezich (dal romanzo di Italo Svevo)

con Giuseppe Pambieri
e con Nino Bignamini, Giancarlo Condé
e (in ordine alfabetico) Silvia Altrui, Guenda Goria, Margherita Mannino, Marta Ossoli,
Antonia Renzella, Raffaele Sincovich, Anna Paola Vellaccio, Francesco Wolf

scene Lorenzo Cutùli
costumi Carla Ricotti
musiche Giancarlo Chiaramello

regia Maurizio Scaparro
Lo spettacolo
La coscienza di Zeno altro non è che la storia di un piccolo e insignificante uomo dell'inizio del XX secolo, che incarna l'arte di sopravvivere e lo spirito di adattamento dell'uomo contemporaneo, afflitto dai mille mali della vita moderna. Alla banalità di quest'uomo si sommano: la nascita della psicoanalisi, lo scoppio di una guerra mondiale e la visione dell'olocausto nucleare. Per il nostro teatro questo spettacolo è il tentativo di proseguire nella rappresentazione dei grandi temi della drammaturgia contemporanea.
Sullo sfondo di una Trieste cosmopolita e mercantile ma anche crogiolo culturale della mitteleuropa tra la fine della Belle Epoque e la Prima Guerra Mondiale, si svolge la vicenda di Zeno Cosini, che, partendo da una seduta psicanalitica, evoca i momenti salienti della sua vita (la morte del padre, l’amore non ricambiato per una fanciulla, il matrimonio di ripiego con una sorella di lei, la rivalità con il cognato Guido - che muore suicida - la relazione extraconiugale con Carla). Fragile e inadeguato di fronte ai cambiamenti della società, pieno di tic e di nevrosi, si dichiara “malato”, ma la sua malattia è tutta di origine psicologica. Di fronte alla vita Zeno riesce però sempre a mantenere un atteggiamento ironico e distaccato (“La vita non è né brutta né bella, ma è originale”) che gli permetterà di capirla meglio e , quindi, di crescere; uomo nuovo in cerca di un modo di essere plausibile in un mondo che sembra sfuggirgli. Sarà lui a dire il bellissimo, inquietante monologo finale sulla ferocia e l’inutilità di quella guerra che di lì a poco avrebbe rivoluzionato tutto.
Protagonista nel ruolo di Zeno Cosini Giuseppe Pambieri, attore tra i più versatili del nostro teatro, che tratteggia il suo personaggio con tocchi insieme ironici e meditativi. La regia, nitida e elegante, è firmata da uno dei maestri del teatro italiano e internazionale, Maurizio Scaparro, che vince in scioltezza la non facile scommessa di portare sulla scena il capolavoro sveviano, non catalogabile come romanzo d’azione o d’intreccio, bensì libro d’iniziazione e introspezione. Scaparro fa proprio lo storico adattamento che Tullio Kezich realizzò per il teatro nel 1964, primo interprete, nello stesso anno, Alberto Lionello, seguito nel 1987 da Giulio Bosetti con la regia di Egisto Marcucci e nel 2002 da Massimo Dapporto con la regia di Piero Maccarinelli.
La coscienza di Zeno e Maurizio Scaparro sono entrati nella terna dei finalisti del Premio Le Maschere del Teatro 2013 per il migliore spettacolo e la migliore regia.

Pubblicato nel 1923, La coscienza di Zeno abbandona il modulo romantico ottocentesco e, come nel caso di Musil o del pirandelliano Mattia Pascal, di Joyce o di Proust, ai quali pure è stato accostato, introduce l’aspetto tutto novecentesco dell’introspezione. Dal romanzo narrato da una voce anonima ed estranea al piano della vicenda si passa a una narrazione in prima persona che non presenta gli avvenimenti nella loro successione cronologica lineare, ma inseriti in un tempo tutto soggettivo che mescola piani e distanze. Nella sua opera più conosciuta Svevo affronta un viaggio nella mente umana, un percorso nella malattia e nella cura; ci parla dell’insoddisfazione e dell’inquietudine dell’uomo che si percepisce come corpo estraneo della società, fornendo il ritratto di un’epoca e, insieme, quello di un’umanità senza tempo.


GLI AUTORI
Italo Svevo
Pseudonimo del triestino Ettore Schmitz, Italo Svevo è l'autore di numerosi racconti, testi teatrali e i noti romanzi “Una vita” (1892), “Senilità” (1898) e “La coscienza di Zeno” (1923). Compiuti gli studi in Germania, visse a Trieste, città multietnica (facente allora parte dell’Impero Austro-Ungarico) e intrisa di culture eterogenee. All'attività letteraria si affianca, sulla spinta delle difficoltà economiche, il lato più prosaico della vita con un impiego in banca e successivamente per il quale viaggerà tra la Francia e l'Inghilterra. La scrittura resta la sua prima e vera passione, ravvivata dall'incontro a Trieste con James Joyce; scoperto da Montale e apprezzato in Francia grazie ai critici Valéry, Larbaud e Benjamin Crémieux, Svevo è il creatore del romanzo d'avanguardia, in cui al tempo oggettivo si sostituisce quello della coscienza. Partito da moduli veristici e dallo psicologismo francese, lo scrittore, forse il più europeo tra i narratori del Novecento italiano, rivela la crisi dell’uomo moderno, la caduta dei dogmi e delle certezze e insieme dell'illusoria speranza di determinare il proprio destino.

Tullio Kezich
Critico cinematografico, sceneggiatore e drammaturgo, il triestino Tullio Kezich (1928-2009) comincia a scrivere recensioni da adolescente, per approdare poi alla professione giornalistica, diventando uno tra i critici cinematografici più apprezzati ed autorevoli del nostro paese. Ha scritto tra gli altri per Panorama, Repubblica e il Corriere della Sera. Collabora anche alle sceneggiature de “Il Posto” e “La Leggenda del Santo Bevitore” di Ermanno Olmi. Firma volumi come “Federico. Fellini, la vita e i film” (Feltrinelli), biografia ufficiale del regista cui è dedicato anche “ Su La Dolce Vita con Federico Fellini. Giorno per giorno la storia di un film che ha fatto epoca” (Marsilio), nonché “Fellini del giorno dopo. Con un alfabetiere felliniano” e “Fellini”. Dal romanzo di Svevo “La coscienza di Zeno”, cura insieme al regista Daniele D'Anza l'adattamento televisivo per lo sceneggiato del 1966 e della miniserie tivvù del 1988; e sempre per il piccolo schermo firma anche la sceneggiatura di un “Don Chisciotte” per la regia di Scaparro e la trasposizione del dostoevskiano “Delitto e Castigo”.



Il regista
Maurizio Scaparro è uno dei registi di teatro italiani più noti a livello internazionale. Il suo profilo intellettuale e creativo, fedele ai temi dell’utopia teatrale e della festa, passa dalla direzione di istituzioni pubbliche italiane ed europee all’allestimento di spettacoli rimasti nella memoria storica del teatro italiano: dalla “scandalosa” Venexiana del 1965 di Anonimo del ‘500 con Laura Adani, alle innovative versioni dell’Amleto (1972) di Shakespeare, del Cirano (1977) di Rostand, de Il Fu Mattia Pascal (1986) nella riduzione di Tullio Kezich, al rinnovato Galileo di Brecht del 1987 e ad una inedita edizione del Caligola di Camus (che inaugura anche la sua direzione al Teatro di Roma, sempre nel 1987) sempre con Pino Micol protagonista.
Sempre negli anni ’80 Scaparro crea, fra gli altri, due spettacoli che hanno lunga vita in Italia e all’estero, il Don Chisciotte (riduzione Rafael Azcona, Tullio Kezich, Maurizio Scaparro), con Pino Micol protagonista (nella doppia versione teatrale e cinematografica) e il Pulcinella, tratto da un testo inedito di Roberto Rossellini, con Massimo Ranieri protagonista (che gli sarà al fianco anche ne Le mille e una notte del 1996, successivamente nel film L’ultimo Pulcinella e in Polvere di Baghdad rispettivamente nel 2008 e nel 2009)
A conclusione dei suoi anni alla direzione del Teatro di Roma, mette in scena Memorie di Adriano, dal romanzo di Marguerite Yourcenar, con Giorgio Albertazzi protagonista, presentato per la prima volta a Villa Adriana di Tivoli.
Il 2000 vede Scaparro impegnato in una trilogia sul grande mito mediterraneo di Don Giovanni iniziando a Roma con Don Giovanni raccontato e cantato dai Comici dell'Arte, con Peppe Barra e Giacinto Palmarini (2001) l'anno successivo con il Don Giovanni di Mozart per il Teatro Massimo di Palermo (2002) e concludendo la trilogia, in Spagna, per il Teatro Classico di Madrid, con il Don Juan Tenorio di José Zorilla interpretato da Luis Merlo (2003).
Dal 1982 Scaparro dirige anche alcuni spettacoli lirici, dalla regia in prima mondiale alla Scala di Milano de La vera storia, di Luciano Berio su testi di Italo Calvino (1982) ad altri allestimenti in particolare da Puccini, Rossini e Mozart. Ricordiamo, oltre al citato Don Giovanni, in particolare Il Barbiere di Siviglia di Paisiello, Così fan tutte, Le nozze di Figaro, la Bohéme, con le scene di Michel Folon, L’italiana in Algeri di Rossini e la recente Turandot (2009/2012).
Dal Don Chisciotte e in diverse occasioni fino ad oggi, Maurizio Scaparro lavora anche con attenzione al rapporto creativo tra linguaggio cinematografico e linguaggio teatrale, realizzando alcuni film liberamente tratti dai suoi spettacoli teatrali, come nel 2000 Amerika di Franz Kafka o come Mémoires di Carlo Goldoni (riduzione di Tullio Kezich), con Mario Scaccia protagonista, o come infine, nel 2008, il film L’ultimo Pulcinella con Massimo Ranieri, scritto da Rafael Azcona, Diego De Silva e Maurizio Scaparro.
Nel 2011 Scaparro mette in scena per il Festival dei Due Mondi di Spoleto Eleonora, ultima notte a Pittsurgh, di Ghigo de Chiara, con Anna Maria Guarnieri protagonista e per il Napoli Teatro Festival Il sogno dei Mille, libero adattamento di Roberto Cavosi da Les Garibaldiens di Alexandre Dumas, con Giuseppe Pambieri protagonista.
Nel 2012, per il 75° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, Maurizio Scaparro realizza con Massimo Ranieri protagonista Viviani Varietà. Poesie, parole e musiche del Teatro di Raffaele Viviani, in prova sul piroscafo Duilio in viaggio da Napoli a Buenos Aires nel 1929, destinato ad una lunga tournée in Italia ed in Europa.
Tra i suoi incarichi istituzionali si ricorda la direzione artistica del settore Teatro della Biennale di Venezia dal 1979 al 1982 (memorabile l’eco mondiale suscitata in quegli anni dal suo Carnevale del Teatro) e in seguito, dal 2006 al 2009, la nomina nel 1983 da parte di Jack Lang, Ministro della Cultura francese, a directeur adjoint del Théâtre de l'Europe, al fianco di Giorgio Strehler e la successiva direzione artistica del Teatro di Roma dal 1983 al 1990.
Per l’Esposizione Universale di Siviglia del 1992 viene nominato dal Governo Spagnolo Consigliere per le attività teatrali; subito dopo è nominato direttore artistico del Teatro Eliseo di Roma fino al 1999 quando è invitato a dirigere a Parigi il Théâtre des Italiens. Nel 2004 torna in Italia per dirigere la Compagnia Italiana.
Nel 2010, in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, viene chiamato dal Comitato per le Celebrazioni e dal Comune di Firenze a dirigere il progetto, da lui ideato, Il teatro italiano nel mondo, al Teatro della Pergola e in altri spazi della città, progetto inaugurato con la grande mostra I viaggi intorno al mondo di Eleonora Duse e concluso con spettacoli dedicati al “Risorgimento sognato” e con un grande incontro sul tema I giovani e i Maestri, quale futuro? Al termine di questo progetto, il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha invitato Maurizio Scaparro a dirigere le attività internazionali della Fondazione Teatro della Pergola, che prevedono nel 2013 anche la formazione di una Compagnia di attori giovani destinata a portare il teatro italiano nelle più significative città italiane ed europee.

Giuseppe Pambieri
Attore e regista tra i più poliedrici della scena italiana, negli anni ‘70 e ‘80 interpreta ruoli in opere di autori fondamentali (Shakespeare, Pirandello, Goldoni), in molti casi accanto alla moglie Lia Tanzi, e, dagli anni ‘90, alla figlia Micol Pambieri, ottenendo grandi consensi di critica e di pubblico.
Tra le sue interpretazioni più significative, dopo l’esordio nel 1965 ne Il gioco dei potenti di Shakespeare, regia di Giorgio Strehler: Arlecchino servitore di due padroni di Goldoni, regia di Strehler (1966/67); Le mosche di Sartre, regia di Franco Enriquez (1967), Re Lear di Shakespeare, regia di Strehler (1972/73 e 1977); La città morta di D’Annunzio, regia di Franco Zeffirelli (1976); Il seduttore di Diego Fabbri, regia di Enriquez (1977/78); La bisbetica domata di Shakespeare, regia di Marco Parodi (1981), accanto a sua moglie Lia Tanzi, con cui creerà un sodalizio artistico che proseguirà alternativamente per tutta la sua carriera ; Il bell’Apollo di Marco Praga, regia di Lamberto Puggelli (1983); La dame de Chez Maxim’s di Feydeau, regia di Tonino Pulci (1983); Filottete di Sofocle, regia di Walter Pagliaro (1984); Il matrimonio di Figaro di Beaumarchais, regia di Giancarlo Cobelli (1987/88); Il guardiano di Pinter, regia di Guido De Monticelli (1988/89); Gli innamorati di Goldoni, regia di Pambieri (1988/89); Rumors di Neil Simon, regia di Gianfranco De Bosio (1990/91); Il diario di Anna Frank, regia di De Bosio, accanto a sua moglie e a sua figlia Micol (1991/92); La putta onorata di Goldoni, regia di Pambieri (1993); La cena dei cretini di Francis Veber, regia di Filippo Crivelli (1994); Il mercante di Venezia di Shakespeare, regia di Antonio Syxty (1996); Pallottole su Broadway di Woody Allen, regia di E. Maria La Manna (1988/89); Il costruttore Sollness di Ibsen, regia di Beppe Navello (2000/2001); Il fu Mattia Pascal di Pirandello, regia di Piero Maccarinelli (2001/2002); Vite private di Noel Coward, regia di Giuseppe Emiliani (2002/2003); Caro bugiardo di Jerome Kilty, regia di Pambieri (2003/2004); Il piacere dell’onestà di Pirandello, regia di Puggelli (2004/2005); La scuola delle mogli di Molière, regia di Pambieri (2006); La commedia degli errori di Shakespeare, regia di Pambieri (2006/2007); Todo modo di Leonardo Sciascia, regia di Fabrizio Catalano Sciascia e Maurizio Marchetti (2008/2009); Cena a sorpresa di Neil Simon, regia di Giovanni Lombardo Radice (2010); Il sogno dei Mille da A. Dumas, regia di Maurizio Scaparro (2011); Genio e sregolatezza/Edmund Kean di Claudio Forti, regia di Pambieri (2012); Clizia da Machiavelli, con Lia Tanzi, regia di Giovanni Lombardo Radice (Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2012).
Pambieri ha inoltre preso parte ad alcune importanti produzioni del Teatro Carcano di Milano: ha recitato in Enrico V di Shakespeare, regia di Guido De Monticelli (1993); Tre sull’altalena di Luigi Lunari, regia di Silvano Piccardi (1994); Molto rumore per nulla di Shakespeare, regia di Antonio Syxty (1994/95); L’uomo, la bestia e la virtù di Pirandello, regia di Giuseppe Emiliani (1997/98), sempre in ditta con Lia Tanzi; ha diretto Marina Bonfigli e Isa Barzizza in Guida alla sopravvivenza delle vecchie signore di Mayo Simon (2011/12).

Numerose le sue partecipazioni a sceneggiati e originali televisivi: Elisabetta d’Inghilterra, regia di Edmo Fenoglio (1970); Le sorelle Materassi, regia di Mario Ferrero (1972); Le inchieste del commissario Maigret: Maigret in pensione, regia di Mario Landi (1972); La figlia di Jorio, regia di Silverio Blasi (1974); Ligabue, regia di Salvatore Nocita (1976); Il signore di Ballantrae,regia di A.Giulio Majano(1979); Lear, regia di Giorgio Strehler e Carlo Battistoni (1979); Quell’antico amore (1981) e Strada senza uscita (1985), regia di Anton Giulio Majano; Incantesimo, regia di Alessandro Cane e Tomaso Sherman (1998-2007 – dalla seconda alla nona stagione).
Numerose anche le sue partecipazioni cinematografiche, ricordiamone alcune:La polizia è al servizio del cittadino?, regia di Romolo Guerrieri; Ligabue, regia Salvatore Nocita; Il deserto dei Tartari, regia di Valerio Zurlini; Squadra antifurto,regia di Bruno Corbucci; Il Conte Tacchia, regia di Corbucci.

Nel corso della sua lunga carriera, caratterizzata da scelte artistiche che spaziano dalla tragedia alla commedia, dal teatro classico a quello moderno, Pambieri ha ottenuto numerosi riconoscimenti, tra i quali: la “Noce d’oro” come miglior attor giovane per Le mosche (1967); il premio “Sarchiapone -Walter Chiari” per il teatro (insieme a Lia Tanzi–2003); il premio internazionale “Caos”, consegnato presso la casa natale di Pirandello ad Agrigento (2004); il premio “Teatrante dell’anno – Città di Lanciano” dedicato a Vittorio Gassman come miglior attore per Il piacere dell’onestà (2005) e La commedia degli errori (2008); la Telegrolla -Premio Saint-Vincent come miglior attore di fiction per Incantesimo (2008); il “Pegaso d’oro -Premio internazionale Flaiano” per la carriera teatrale (2010).


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Il giudizio della critica

(…) Pambieri l’ammirai per la sua fedeltà al proprio modo di stare in scena. Tutto nella sua recitazione è in un certo senso convenzionale (penso in specie alla gestualità), ma tutto è calibrato al millimetro, equilibrato, raffinato (…)
Corriere della Sera

(…) Applauditissima Coscienza di Zeno prodotta dal Teatro Carcano di Milano e diretta da Maurizio Scaparro con una profondità mai fine a se stessa, colma di suggestioni, di sottolineature che arricchiscono di una prospettiva nuova il fortunato, ormai “storico” adattamento che Tullio Kezich fece per Luigi Squarzina e Alberto Lionello. In interni giocati sulla severa monumentalità di certi arredamenti d’epoca o sull’ariosa apertura verso il mondo di fuori con il mare che è una sottile striscia all’orizzonte, Scaparro costruisce un ottimo concertato di attori dove spicca l’interpretazione di Giuseppe Pambieri (…)
L’Unità

(…) E però rimanendo fedele al romanzo, Tullio Kezich riuscì a ben estrarne lo spirito ironico e nel contempo a rilevare le strutture teatrali che giacciono in esso. Fattori che pienamente risaltano nella messinscena di Scaparro (tutto curato con minuzia ed estrema eleganza, con un fare teatrale ricco di sensibilità). Quanto a Giuseppe Pambieri è assai bravo a rendere con duttilità e perfetta misura la complessa figura del protagonista non mancando di restituirlo con una patina ironica (…) Di ottima professionalità anche i suoi numerosi compagni (…)
Avvenire

(…) Ora a cimentarsi con l’omino di fumo del romanzo sveviano c’è un Giuseppe Pambieri in forma smagliante, attempato Zeno Cosini del nuovo allestimento che Maurizio Scaparro firma sulla bella riduzione teatrale di Tullio Kezich. (…) La regia di Scaparro, ben servita dall’intera compagnia, sottolinea ironia e leggerezza e, con i grandi orologi e i fermo immagine degli attori sulla bella scena liberty di Lorenzo Cutùli, lo scorrere implacabile del tempo, in uno spettacolo di tradizione solido, godibile.
la Repubblica



La Coscienza di Zeno è finita felicemente nelle mani di un Maurizio Scaparro in vena di farne spettacolo elegante, ben strutturato e nitido. Al centro, Giuseppe Pambieri in certo modo fedele a se
stesso eppure nuovo, più di sempre dedito all’asciuttezza, all’efficacia del gesto minimale, all’espressione solo necessaria (…)
Il Messaggero

Lo spettacolo offre una limpida lezione di stile per quanto riguarda il significato del realismo e del teatro di parola praticati dal regista nel corso della sua luminosa carriera (…) Sono l’umorismo e il rapporto della sensibilità di Zeno con il tempo i cardini della messinscena ideata da Scaparro. Nel protagonista convergono tratti umoristici, ironici e drammatici, atteggiamenti buffi e goffi, momenti seri e composti, lapsus e gaffes, che Giuseppe Pambieri esibisce con delicatezza e leggerezza ricca di introspezione (…) La regia classica e curatissima si dimostra capace di fondere la complessità dei contenuti in una amara lievità poetica e, oltre a illuminare la grandezza di Pambieri, valorizza
l’esibizione degli altri attori (…)
L’Alto Adige

INFO & PREZZI:
CAGLIARI / Teatro Massimo Biglietti: Serali primo settore intero € 30 - ridotto € 24; secondo settore: intero € 25 - ridotto € 19; loggione: intero € 15 - ridotto € 10 Pomeridiana: intero € 16 - ridotto € 12

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dal 7 al 11 maggio 2014

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