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Salone Tartara Casale Monferrato AL, Italia
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Mercoledì 7 Maggio al Salone Tartara di Casale Monferrato alle ore 21.00 con Ingresso Libero

Serata di musica e filmati, lotta e solidarietà contro l'amianto per giustizia, ricerca,bonifica.

con Paolo Bonfanti Trio e Giubbonsky Trio

Sul palco, oltre alle due famose band, ci saranno anche Romana Blasotti Pavesi, i famigliari delle vittime e i cittadini casalesi che sono stati cuore pulsante in questi anni della straordinaria mobilitazione costantemente, unità di una Comunità che è diventata esempio di unità e dignità in tutta Italia.

La sensibilità e l'impegno sul tema della lotta all'amianto vede quindi protagonisti anche il mondo della scuola, dello spettacolo, della musica e della cultura.

Questi straordinari contributi danno una particolare forza e qualità a questa battaglia di civiltà, vi aspettiamo numerosissimi!

PAOLO BONFANTI - Biografia

L'anno di nascita è il 1960, il luogo è quel porto mercantile ma soprattutto culturale che era ed è Genova. Da una famiglia che può vantare un violoncellista dell'Orchestra della Scala ed uno dei primi batteristi jazz italiani non ci si poteva aspettare altro che un musicista, ed infatti dopo studi di armonia e pianoforte imbraccia nel 1975 la chitarra. Si perfeziona poi con Armando Corsi e Beppe Gambetta, ma l'amore per il Blues è già fortissimo, e proprio alla musica del diavolo consacrerà la sua tesi di laurea al DAMS di Bologna, frequentando nel frattempo anche un corso al prestigioso Berklee College of Music di Boston.

Per cinque anni, dal 1985 al 1990, è stato il frontman dei Big Fat Mama, uno dei più importanti gruppi della scena rock-blues italiana, con cui ha inciso tre album (tra cui un doppio live) e soprattutto ha suonato nei più importanti club della penisola e partecipato ai maggiori festival.
Con i Downtown, un supergruppo formato insieme con il sassofonista Dick Heckstall-Smith (Colosseum, Alexis Korner, John Mayall) ), il batterista Mickey Waller (Jeff Beck, Ron Wood, Rod Stewart) ed il bassista Bob Brunning (Savoy Brown), vere e proprie leggende del blues inglese, ha invece avuto la possibilità di suonare in Italia e all'estero.

Incrocia la strada con le figure più importanti della scena nazionale, tra le quali ricordiamo Fabio Treves e la sua band, Beppe Gambetta in una memorabile tourneè europea in compagnia di Gene Parsons dei Byrds ed i concittadini Red Wine, una delle realtà più importanti in Europa per quanto riguarda il bluegrass, negli album dei quali è spesso ospite e con cui ha effettuato un tour americano nel 2002.

La carriera solista inizia invece nel 1990 e fino ad oggi sono stati prodotti, a partire dall'iniziale "On My Backdoor Someday", ben undici album, che hanno permesso a Paolo di partecipare nel 1994 -unico artista italiano al "South by Southwest" di Austin, in Texas e di accompagnare, a partire dal 2002, con la sua band il grande Roy Rogers -virtuoso della chitarra slide e produttore di John Lee Hooker durante i suoi tour italiani.

Nel 2003 affianca a questa incessante attività anche gli Slow Feet, un vero e proprio supergruppo italiano che vanta al suo interno Franz Di Cioccio e Lucio Fabbri della P.F.M., rispettivamente alla batteria ed alle chitarre ed il fotografo e bassista Reinhold Kohl. Con questa formazione oltre a suonare regolarmente in tutta Italia ha anche pubblicato, nel 2007, un disco intitolato "Elephant Memory"

Il piacere delle collaborazioni artistiche è una parte fondamentale del percorso artistico di Paolo, che negli anni ha potuto lavorare con artisti quali l'americano Jono Manson, un incontro questo che ha portato nel 2003 all'album "Gamblers" e ad un tour a cui ha partecipato anche l'armonicista dei Blues Traveler John Popper, ed in seguito anche con David James, bassista e cantante dei Fish Heads & Rice con cui nel 2011 ha inciso "Purple House", un album all'insegna del rhythm&blues e del soul. Ha suonato inoltre come ospite in brani di Yo Yo Mundi, Zibba, Cesare Carugi e molti altri ed è stato produttore artistico de La Rosa Tatuata e Fabio Treves.

A tutta questa musica suonata si è affiancata negli anni un’intensa attività didattica, che spazia da articoli e trascrizioni per riviste specializzate alla pubblicazione per la Bèrben di Ancona di un metodo per chitarra country-rock scritto a quattro mani con Beppe Gambetta, del manuale con CD "Bottleneck Guitar" e del metodo didattico con DVD "La Chitarra Elettrica Secondo Bonfanti", usciti entrambi per i tipi di fingerpicking.net e distribuiti da Carisch.

Per quanto riguarda la sua discografia recente segnaliamo "Canzoni di Schiena", un album del 2009 cantato in italiano e genovese, ideale seguito dell'EP del 2004 "Io non Sono Io".
Del 2011 è invece "Takin' a Break", un album che trasuda folk, blues e canzone d'autore e che è fortemente radicato nella tradizione musicale d'oltreoceano, tradizione a cui sono fortemente devoti anche i Black Crowes, con cui Paolo ha condiviso il palco proprio nell'estate di quell'anno.
Il 2013 ha visto Paolo esibirsi in apertura al trio di Ian Hunter ma, soprattutto, ha visto la pubblicazione (ancora con Giorgio Ravera in cabina di regia) di "Exile On Backstreets", un lavoro d'impatto che amalgama il soul con il rap, il rock con le canzoni di protesta e la poesia con la rabbia, quella rabbia sintetizzata da una copertina che ricorda il pugno chiuso guantato di nero di Tommie Smith alle Olimpiadi di Città del Messico.

Con lui sul palco due autentici mostri per collaborazione e bravura.

http://www.paolobonfanti.it/

https://www.facebook.com/groups/38374735629/?fref=ts


GIUBBONSKY - Biografia

Il suo nome è Guido Rolando, nato a Casale Monferrato, sì proprio la città dell'Eternit e dell'amianto. A 9 anni calcava già il palcoscenico cantando Ogni Volta di Paul Anka.
Da giovane - chissà fino a quando ci si può definire così - ha iniziato a suonare il sax e la chitarra acustica in un gruppo dark dell'alessandrino che si chiamava Montenegro Tango.
Girovago nell'animo dopo il DAMS di Bologna è entrato a far parte delle Officine Schwartz di Bergamo; e dopo poco anche della Banda degli Ottoni a Scoppio di Milano.
Quindi con altri amici ha dato vita ai progetto Tasselli del 6 che dopo ottime premesse è purtroppo naufragato. È stata la volta dei Supersonica, band di northen soul, dove andava di baritono.
Ultima è stata la Contrabbanda di Milano, dove continua a suonare e divertirsi col contralto.
Giubbonsky è il suo progetto di cantautore, anzi cantastorie.
Miscelare testi che narrano le difficoltà del vivere in questo mondo sempre più precario con la musica pop, nell’accezione di popolare: motivi più o meno orecchiabili, più o meno ripetuti, facili da ricordare, che si possono cantare anche sotto la doccia.
Il modo migliore per creare emozione in chi ascolta, per richiedere e ottenere attenzione, per provare a pensare e a sognare insieme.
Una pratica di resistenza umana
Parallelamente all'attività musicale ha sempre dato sfogo, più o meno libero, alla sua voglia di scrivere.
Poesie, canzoni, romanzi, saggi, sono una mira che tanti umani hanno: e lui non è da meno.
Insomma per farla breve per oltre 20 anni ha fatto il copywriter, il creativo, l'occulto persuasore che si appropria dei mezzi della comunicazione per mandare avanti il consumo dei prodotti, o quello dei servizi.
Oggi mette la sua espereinza, davvero vasta, al servizio di chi si muove con regole che non mettono il mercato in primo piano, ma piuttosto l'umanità...
E ci riesce eccome: in questo caso il rapporto remunerazione/soddisfazione si capovolge...
Per alcuni anni ha recensito dischi di tanti colleghi musici per Rockshock, un portale romano parecchio attento alla sfera musicale.
Per oltre 5 anni ha fatto parte della grande famiglia-web di Blogosfere, curando il blog Rock in Road.
Conclusa questa esperienza sta collaborando con gli amici che hanno dato vita ad una webzine con un progetto piuttosto interessante, parlo di Note Libere.
Per il resto staremo a vedere...

Con lui sul palco due fratelli, prima ancora che due musici.

http://www.giubbonsky.it/index.html

https://www.facebook.com/Giubbonsky?fref=ts

Veniteci a trovare
il 7 maggio 2014

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