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SE QUESTA E' UNA DONNA

Teatro Studio Keiros Via Padova 38A, Roma, Italia
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SE QUESTA È UNA DONNA
Se questa è una donna è la trasposizione teatrale dell'omonimo romanzo di Luca Attanasio in forma di due monologhi e un'epistola per voce e corpo femminili, la cui partitura drammaturgica
esiste e vive grazie a quella musicale.
Si tratta di tre storie vere, tre realtà nate inizialmente in forma di romanzo in bellissime pagine dotate di cruda quanto amorevole pregnanza che continuano dunque a donarsi sul palcoscenico,
dietro una loro esplicita richiesta, stante l'urgenza morale, civile e soprattutto umana non rinviabile di (ri)presentarsi in un contesto necessariamente performativo.
In scena, le tre protagoniste interpretate da Mariangela Imbrenda, odierne eroine tragiche, sorelle per nulla minori di numerosi personaggi femminili resi immortali dai classici della drammaturgia mondiale, rivendicano il diritto, atrocemente negato, di narrare le loro vicende, esprimersi ed essere comprese.

Siamo le profughe universali. I nostri nomi sono Shirin, Yergalum, Aminata. Fateci spazio.
Abbiamo la nostra storia da raccontarvi. Aprite bene occhi ed orecchi...
Fino ad ora, in quanto donne e prima di tutto esseri umani, hanno visto in terra, sul corpo e nel
cuore ripetutamente violati e straziati, il vero volto della morte: condannate a soffrire dai governi
delle terre d'origine, dai carnefici incontrati lungo i viaggi della speranza, da leggi non scritte dei clan di appartenenza o da norme ben codificate dei Paesi di approdo, oltre ogni ammissibile, sopportabile e spesso immaginabile limite, hanno subito torture e violenze estreme per esser così silenziate e ridotte a non vivere più.
Fino ad ora, però in quanto donne e prima di tutto esseri umani, non hanno mai smesso di combattere. Senza armi hanno vinto contro tutto l'orrore del mondo, continuando ad amare la vita,
la libertà, la bellezza ovunque essa potesse risiedere o venir cercata.
Diversissime per origine e storia, l'iraniana Shirin l'etiope Yergalum e l'ivoriana Aminata sono accomunate dall'essere giunte in Italia, dove provano, senza perdersi d'animo a riannodare i fili
delle loro esistenze spezzate.
Un itinerario, senza dubbio, ancora da ipotizzare e costruire.
Un altro futuro da inventare e forse un giorno di nuovo da raccontare con immutate dignità e compostezza formale e verbale.
Shirin, Yergalum, Aminata dotate di ieratica presenza, sanno stare sul palcoscenico della vita di cui il teatro aspira ad esserne specchio fedele fin dalla notte dei tempi: eliminati gli altri personaggi del romanzo, per esigenze di riduzione dalla parola scritta a quella recitata, le tre protagoniste sanno “essere” anche, come in un coro greco, tutte le voci udite nella loro esistenza ferita recuperando la potente armonia tra un discorso privato e al tempo stesso collettivo.
Gli spettatori, perpetuando e rinnovando il rito culturale del teatro, vengono posti di fronte ad una scelta consapevole di semplicità, come sinonimo di verità e non di semplificazione o povertà della messinscena, giacché quando nella vita reale si raccontano storie estremamente tragiche quali quelle vissute di Se questa è una donna, il senso del pudore si rafforza, si sublima ed evita di aderire ad un prodotto grandguignolesco, di certo più adatto alle tentazioni di un cinema di forte impatto.
Voi ci vedete belle, nel fiore dei nostri anni.
Ascoltate le nostre storie cosicché possiate dirci se abbiamo torto o ragione.
Voi ci vedete giovani, con la voglia di fare, la paura di non riuscire, ma l'incontenibile fretta di godere la vita.
Sentite ciò che abbiamo passato e credete in noi.

regia: Mariangela Imbrenda e Gabriele Sisci
interpretato da: Mariangela Imbrenda
musiche: Gabriele Sisci

Veniteci a trovare
il 11 maggio 2014

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