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RITORNO ALLE COSE STESSE

Arci Bellezza via Bellezza 16, Milano, Italia
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Nella suggestiva cornice della palestra di boxe dove il regista Luchino Visconti girò "Rocco e i suoi fratelli"

Gianluca Arienti, Giovanni Grassi e Egle Reggio presentano:

"Ritorno alle cose stesse" mostra di pittura "dell'incompiutezza e dell'ambiguità".


Il lavoro di GIANLUCA ARIENTI si inserisce nel solco della pittura informale del XX secolo. Un percorso che lo porta a sporcarsi le mani con il colore e la materia. Immersi nell'oscurità dei neri, dei bruni e del rosso sangue, si ritrova, nella pittura di Arienti, il tormento di Vedova. Una passione per i colori tenebrosi che va di pari passo con quella per la materia, richiamando l'esperienza di Burri o di Afro. Il colore viene dato con spesse pennellate, mentre la tela grezza, cucita, piegata o incollata, diventa essa stessa materia e azione pittorica. Una pittura forte e magnetica che attrae e inquieta come la bocca di un pozzo senza fondo.

GIOVANNI GRASSI presenta un ulteriore tappa del suo percorso di ricerca. La direttrice, ancora una volta, è data dal colore, protagonista indiscusso della sua produzione artistica. Nelle opere in mostra Grassi ricerca l'essenza stessa del colore, la sua volatilità e ambiguità. Attraverso un gioco di stratificazione di campiture cromatiche, la sua pittura regala delle parvenze di segno e colore che emergono dall'interazione dei diversi livelli sovrapposti. Tuttavia la ricerca cromatica non esclude la presenza della materia e delle sabbie, che, interagendo con il colore, lo trasformano e lo fanno vibrare. Un connubio, quello tra segno, colore e materia, che Grassi non smetterà mai di indagare.

La pittura di EGLE REGGIO interroga lo spettatore sul tema della trasformazione, del continuo mutare degli elementi. Ritorna ossessivamente la raffigurazione di grandi vasche che contengono o hanno contenuto dell'acqua. Il continuo interagire di questi due elementi nell'arco del tempo modifica entrambi, fino a fare evaporare l'acqua e a sporcare il fondo delle vasche. I due elementi non sono protagonisti della trasformazione, del mutamento, bensì ne sono testimoni, lo subiscono. La pittura di Egle rappresenta il mutamento perpetuo della natura: il panta rei.
[Tommaso Grassi]

Veniteci a trovare
il 7 maggio 2014

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