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9 e 10 maggio / DoubleAct / performance and music / corrado saija _ fabrizio saiu

AplusB Contemporary Art via gabriele rosa, 22a, Brescia BS, Italia
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Venerdì 9 Maggio, ore 21
CONCERTO ACUSMATICO / al buio, in due tempi
Corrado Saija

Sabato 10 Maggio, ore 21
MÉTRON
Fabrizio Saiu cymbas controller
Paolo Pax Calzavara feed-back controller

_

Venerdì 9 Maggio, ore 21
CONCERTO ACUSMATICO / al buio, in due tempi
Corrado Saija

Acusmatico: il vocabolo è di origine greca, riconducibile a Pitagora, si racconta infatti che questo tenesse le lezioni nascosto dietro una tenda... è un aggettivo riferito al suono, che si sente senza individuarne la causa originaria.

Acusmatica: si dice della situazione d'ascolto di cui si sente un suono senza individuarne le cause dalle quali proviene. Questa particolare situazione d'ascolto consente di relazionarsi al “suono” puro cioè privo di vincoli semantici o linguistici legati alla fonte che lo ha prodotto.
Il suono diviene soggetto a se stante e si apre alla contemplazione estetica, diviene un elemento capace di generare immagini mentali, di creare stati psicologici di percezione.

L'acusmatica prima di essere un genere musicale è un concetto cardine della musica elettronica, che identifica l'intenzione di creare musica valorizzando le qualità timbriche del suono in un processo di allontanamento dal senso visivo e di avvicinamento al senso tattile.



Corrado Saija
Concerto Acusmatico

Programma di sala

Primo tempo:
Howl (di plastica e crudele)
Howl (nel rumore)
Medea (la scena degli angeli)
Dialogo nel buio
Simulacra
Didyme

Secondo tempo:
Th2
Studio concreto
Superfici sonore
Studio sul timbro III

_

sabato 10 Maggio, ore 21

Il termine Métron indica quel processo di resistenza implicato in ogni azione, relazione e rapporto, e in quanto tale è uno dei fondamenti del performativo.
Nel processo di relazione tra due o più insiemi avviene il passaggio, lo scorrimento e l’oscillazione di uno o più termini da un insieme all'altro, ma non la loro fusione.
I termini in relazione entrano in contatto tra loro mediante una pressione, una caduta o un’interferenza dell’uno sull’altro, ma anche si mantengono a distanza cosicché il contatto implica anche una differenza, una durata e una ripetizione.
Modalità, queste, proprie della resistenza.

In Métron sono tre gli insiemi in contatto: il primo è un sistema generatore di feed-back, costituito da un microfono rivolto verso due speakers, la cui sensibilità di ripresa e di diffusione varia in funzione del grado d’interferenza che il controller decide di far agire nello spazio; il secondo è un insieme di cembali che disposti sul pavimento, nell’area compresa tra il microfono e gli speakers, costituisce un corpo frammentato sensibilissimo al tatto, disponibile a essere piegato, schiacciato, premuto e fatto risuonare, ma anche capace di tenere il peso del controller che su di essi si rovescia, si appoggia, si lascia cadere, rotolare e galleggiare; il terzo è costituito da due gruppi di controller (i partecipanti alla performance) che, disposti a terra su due fronti opposti all’interno dell’area nella quale agisce il sistema di feed-back, formano l'ambiente di risposta all’intreccio di segnali acustici.

I tre insiemi, talvolta indipendenti l’uno dall’altro, talvolta aperti e concatenati tra loro, sono l’effetto dell’articolazione di un métron geografico e geosomatico, capace di generare un energico ri-orientamento dello spazio percepito. Nonostante il complesso meccanismo di intrecci e di sovrapposizioni, nessuna fusione si dà mai completamente tra gli insiemi: qualcosa tra essi resiste e crea distanza: si tratta di un gesto di schermatura o di filtro che modificando la geografia degli assi microfono-speakers, corpo-cembalo e controller-controller, ridefinisce, di volta in volta, lo spazio di contatto secondo altre coordinate spaziali, acustiche e percettive.

Veniteci a trovare
dal 9 al 10 maggio 2014

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