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►▶ WORKSHOP E CONCERTO // Nell’officina dell’interprete: alla scoperta della cantata da camera di J.

Centro Congressi Bergamo Viale Papa Giovanni XXIII, 106, Bergamo BG, Italia
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Figura chiave del Settecento, Johann Adolf Hasse (Bergedorf, 1699 – Venezia, 1783) percorre la gran parte del secolo vivendo, da protagonista, l’evolversi del discorso musicale, da Alessandro Scarlatti a Wolfgang Amadeus Mozart.

Gli anni giovanili passati a Napoli ne forgiano lo stile, trasformandolo – lui nato alle porte di Amburgo – in uno degli autori più rappresentativi di quella “scuola napoletana” che innerverà tutta l’età dei lumi.

I prestigiosi incarichi presso le corti di Vienna e Dresda, l’esser stato maestro di cappella agli Incurabili di Venezia, la diffusione senza pari delle proprie opere serie in tutti i principali teatri del continente fanno di Hasse un vero compositore europeo sovranazionale.

Ammirato in vita come il “padre della musica”, la ricezione della sua opera ha conosciuto solo recentemente, dopo un oblio durato quasi due secoli, un’ancor fragile intensificazione, del tutto dovuta vistane la grandissima qualità artistica; un lascito da cui non si può più prescindere volendo comprendere appieno la storia della cultura di quei decenni così affascinanti.

Vastissimo è il catalogo di Hasse, fatto di musica strumentale e, soprattutto, vocale, in tutte le forme allora praticate. Proprio in quest’ambito s’è fermato il nostro sguardo, in particolare verso la cantata per soprano e basso continuo, terreno d’elezione per le più sofisticate scelte estetiche. La presenza della sola voce accompagnata da pochi strumenti attiva infatti un contatto “intimo” e reattivo tra gli esecutori, potenziando la valenza di questi monologhi interiori, spesso non scevri d’ironia.

In tutta la musica “barocca” le scelte interpretative rivestono un’importanza fondamentale, essendo parte stessa di un linguaggio che si compie soltanto grazie ad esse. Ecco allora che questo processo di appropriazione del testo si trasforma in una ri-creazione, in cui grande è la libertà dell’esecutore. Una libertà che si manifesta nelle scelte timbriche, armoniche, di fraseggio e dinamica che proprio la particolare forma della cantata con basso continuo esalta massimamente. L’entrare in questa officina, seguirne tutte le fasi di assemblaggio, permette così di sperimentare in prima persona il cammino che porta all’esecuzione, svelando allo stesso tempo l’essenza più segreta della musica.

In collaborazione con Sony

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Ingresso gratuito su prenotazione.

info:

www.bergamofestival.it

Veniteci a trovare
il 18 maggio 2014

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